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Possibile coprifuoco dalle 21, sindaci 'spariti' dal decreto: chi lo deciderà?

Nella bozza c'era un esplicito riferimento alla facoltà dei sindaci di chiudere vie e piazze dopo le 21 in presenza di assembramenti. Nel testo definitivo è invece scomparso il riferimento ai primi cittadini

Il testo del Dpcm 18 ottobre pubblicato in Gazzetta Ufficiale ci regala una sorpresa rispetto alla bozza circolata nelle ore precedenti e alla stessa conferenza stampa di Giuseppe Conte. Nella bozza su cui lavorava Palazzo Chigi c'era un esplicito riferimento alla facoltà dei sindaci di chiudere vie e piazze dopo le 21 in presenza di assembramenti. Nel testo definitivo è invece scomparso il riferimento ai primi cittadini. 

Scuole, locali, sport e coprifuoco: le novità del nuovo decreto in sintesi

Come il coprifuoco dei sindaci dopo le 21 è sparito dal Dpcm 18 ottobre

La prova-finestra è impietosa: "I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l'accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali o abitazioni private'', scandisce il premier a palazzo Chigi, confermando le indiscrezioni circolate nelle ore precedenti ("I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti...", si leggeva in una bozza del testo).

Ma la misura ha fatto andare su tutte le furie i primi cittadini, tra i quali il primo cittadino di Ravenna Michele de Pascale che, subito dopo la conferenza stampa del premier, domenica sera si era sfogato: "Come sindaci da ormai otto mesi cerchiamo di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per gestire chiusure, riaperture, contenimento del virus, controlli, aiuti economici, politiche sociali, edilizia scolastica e quant'altro. Domenica mattina alle 10, insieme al Presidente Decaro, siamo stati 3 ore in riunione con Governo e Regioni sul nuovo Dpcm. Non una parola ci è stata anticipata rispetto allo "scaricabarile" ai sindaci sul coprifuoco alle 21 che dovremmo stabilire nelle vie e nelle piazze delle città, che Conte ha annunciato a sorpesa domenica sera. La misura, così come è scritta è inapplicabile, ma soprattutto è vergognoso il metodo utilizzato. Va ritirata immediatamente".

“Condivido le parole del Sindaco di Ravenna Michele de Pascale - ha detto il segretario provinciale del Partito socialista italiano Francesco Pitrelli - In conferenza stampa il Presidente del Consiglio ha affermato che il coprifuoco sarà prerogativa dei sindaci, scaricando le responsabilità su di essi agli occhi dell'opinione pubblica. Nel testo del Decreto, però, la parola sindaci non compare, creando una importante ambiguità. Chi avrà, quindi, il potere di stabilire eventualmente il coprifuoco?".

Il Dpcm cambiato nella notte per le proteste dei sindaci

E poi arriva il colpo di scena. Nel Dpcm firmato e pubblicato sul sito di palazzo Chigi quel riferimento ai primi cittadini salta: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento - si legge nel testo approvato - può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private''.

Cosa è successo, quindi? È successo che evidentemente le proteste dei sindaci hanno convinto il premier a cambiare idea. Ma perché i primi cittadini, che sono spesso in prima fila a chiedere autonomia, hanno chiesto di essere esentati dalla facoltà di chiudere vie e piazze in questa sorta di coprifuoco ante-litteram? Forse perchè i sindaci sanno che la scelta di impedire il transito e sgomberare parti della loro città li esporrebbe a critiche e impopolarità. O forse per la particolare difficoltà della scelta. D'altronde anche la presidenza del Consiglio ha fatto lo stesso ragionamento quando ha deciso che i lockdown territoriali debbano essere imposti dalle Regioni. E anche in questa occasione avrebbe preferito scaricare la responsabilità sui primi cittadini. L'effetto di questa decisione è che adesso si sa che strade e piazze si possono chiudere, ma a leggere il testo non si sa chi può farlo.

De Pascale: "Bene il dietrofront del Governo, ora chiarire come va applicata la norma"

Lunedì, dopo il dietrofront del Governo, De Pascale ha lanciato un appello affinchè venga chiarito chi e come deve applicare l'eventuale coprifuoco. "Il Governo ha il diritto e il dovere di assumere le misure che ritiene necessarie per contrastare la diffusione della pandemia, e, come avvenuto finora, troverà la massima collaborazione dei sindaci, che, oltre a fornire, laddove richiesto, il proprio supporto alle decisioni, poi applicheranno le norme adottate, a prescindere dal fatto che le condividano o meno. Nessuno ha paura di prendersi delle responsabilità, i sindaci lo fanno tutti i giorni, in questo 2020 più che mai, senza guardare alla popolarità o impopolarità delle decisioni. Ma per decidere e attuare le decisioni servono gli strumenti giusti - spiega il primo cittadino ravennate - Fino all'annuncio in diretta di domenica sera, da parte del Governo nessuno aveva mai presentato come imminente la possibilità di interdire al pubblico la libera circolazione nelle città o in parte di esse dopo una certa ora (il cosiddetto "coprifuoco" alle 21, per capirci). Nella prima stesura, quella che abbiamo appreso in diretta e che ci ha fatto molto arrabbiare, non era prevista una "possibilità", ma un obbligo, di chiudere alle 21 tutti gli spazi dove potenzialmente si potesse creare assembramento. Di fatto non una scelta discrezionale, ponderata e gestita fra Sindaci, Ausl, Prefetti e Forze dell'Ordine e di Polizia, come molti di voi nei commenti avete auspicato, ma quello che abbiamo definito come uno "scaricabarile" sui Sindaci che da soli si sarebbero dovuti assumere la responsabilità di blindare, per conto del Governo, parti della città".

"Bene che il governo, abbia, in extremis corretto questa norma, oggettivamente un po' improvvisata e scritta male (probabilmente se non si fosse fatto un po' di rumore notturno la correzione non ci sarebbe stata) - conclude de Pascale - Male che non abbia ritenuto opportuno confrontarsi preventivamente con noi, come per altro fa da otto mesi quasi quotidianamente. Ora il Ministero dell'Interno ci convochi per chiarire definitivamente come ritiene che questa norma vada applicata e chi si debba fare carico dei controlli, e poi, in tutta Italia, laddove servisse, come sempre, faremo la nostra parte. Per la nostra città, Ravenna, il mio auspicio è che i comportamenti individuali di ciascuno e ciascuna di noi ci consentano di non dovervi ricorrere o, al limite, di farlo il meno possibile, perché essere costretti a vedere vie e piazze presidiate dalle forze dell'ordine, per evitare che ci si assembri fuori dai locali senza mascherina, fa male al cuore".

Medri: "Serve un chiarimento da parte del Governo"

“Per quanto riguarda la chiusura di vie e piazze sul territorio cervese, posto che al termine della stagione balneare per la nostra città le criticità dovrebbero ridursi fisiologicamente come ogni anno, credo sia necessario un ulteriore chiarimento da parte del Governo - si accoda il sindaco di Cervia Massimo Medri - Infatti nella prima stesura del nuovo dpcm, firmato domenica sera, vi era l’obbligo di chiudere alle ore 21.00 tutte le vie e le piazze dove potenzialmente si sarebbero potuti creare assembramenti, chiaramente permettendo alle persone di transitare e raggiungere le attività che possono restare aperte e che rispettano il dpcm del 18 ottobre 2020. Credo che questa competenza non possa essere scaricata unicamente sui sindaci che non hanno potere sulle Forze di Polizia, ma auspichiamo debba essere una scelta ponderata e gestita fra sindaci, Ausl, Prefetti e Forze dell'Ordine e di Polizia. Come sindaco di Cervia, come sempre auspico che la chiusura di vie e piazze per la nostra città non debba essere necessaria e che le attività riescano a gestirsi autonomamente, chiaramente mantenendo da parte della pubblica amministrazione i controlli che da inizio pandemia abbiamo settimanalmente governato in collaborazione con la Polizia locale e con il supporto delle Forze di Polizia. Auspicando che arrivi un chiarimento a breve e un confronto poi tra tutte le parti interessante, per ora come amministrazione comunale ci limiteremo a monitorare la situazione e a comprendere e affrontare eventuali criticità".

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