"Priorità alla scuola": insegnanti e genitori manifestano in piazza

"La comunità scolastica ha bisogno delle risorse necessarie per di ripartire in presenza a settembre", scrivono gli organizzatori

Giovedì pomeriggio, in piazza del Popolo, si è svolta la manifestazione nazionale organizzata dal comitato “Priorità alla Scuola” in concomitanza con altre 60 piazze di città italiane, per chiedere la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza di tutte le scuole, dai nidi alle università, a tempo pieno. Diversi i docenti, i genitori e anche gli alunni che hanno partecipato con cartelloni e striscioni. Presente anche l'assessore all'istruzione Ouidad Bakkali, che ha parlato ai presenti.

"La comunità scolastica ha bisogno delle risorse necessarie per di ripartire in presenza a settembre – scrivono gli organizzatori – bambine, bambini, giovani, insegnanti, lavoratori/trici, personale Ata e famiglie che dal 24 di febbraio stanno resistendo, materialmente e psicologicamente, alla chiusura dei servizi alla prima infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado imposta dall’emergenza legata alla pandemia del Covid-19. Dopo questo enorme sforzo collettivo e quando ormai tutte le attività produttive del Paese sono già riavviate, è ora di dire basta: la comunità scolastica ha bisogno di ripartire in presenza a settembre perché senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita – né umana, né economica".

"Per questo vogliamo – proseguono – risorse straordinarie, personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola, l'assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali; che i Comuni e le Province trovino spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; investimenti strutturali per l’edilizia scolastica; prevenzione sanitaria nelle scuole, che sia ridotto il numero di studentesse e studenti per ogni classe; eisorse più ampie e stabili per sostenere chi presenta bisogni educativi speciali"

"Non vogliamo invece – concludono – la riduzione del tempo scuola, esternalizzazioni (tutto lavoro precario) per completare il tempo scuola, le ore di 40 minuti, la didattica a distanza come parte strutturale dell’orario di scuola, che ci siano accorpamenti di classi, che i luoghi e l’organico che saranno resi disponibili dagli enti locali vengano gestiti da soggetti privati: la scuola deve essere pubblica".

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Aderiscono alla manifestazione: Scuola e bambini nell'emergenza Covid-19, CNPS - Coordinamento Nazionale Precari Scuola, La scuola a scuola, Rete Bessa, Apriti Scuola, Cinnica, No DAD - Settembre in aula, Cattive Ragazze, Scuole per il Futuro, Coordinamento genitori democratici, Ni.Na.Nda, ACTION AID, Teachers for future Italia, Coordinamento dei Collettivi Studenteschi, Lavoratori Autoconvocati della scuola, Diritto alla Scuola, Scuola Costituente, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Tavolo per l'Educazione Popolare, MammadiMerda, Scuola Mondo San Giuliano Terme, Priorità all’Università, Gruppo scuola di Archivia, Non Una di Meno (Genova, Perugia, Pisa, Livorno, Milano), LUD – Libera Università delle Donne, MCE - Movimento di Cooperazione Educativa, Assemblea autoconvocata delle lavoratrici e dei lavoratori del sociale, CIDI - Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, COBAS Scuola, CIB UNICOBAS, FLC CGIL, USB, Euronomade, Centro di Gravità, Casa Internazionale delle Donne di Roma, Associazione Per la sinistra per un'altra Europa, Comitato Popolare di Difesa Beni Pubblici e Comuni "Stefano Rodotà", Le Contemporanee, co2 crisis opportunity onlus, Monitor Napoli, Fronte della gioventù comunista, Studenti Di Sinistra, Unione degli studenti, Rete degli Studenti Medi, Gruppo Comma 255 Mamme Caregivers, Coordinamento AEC assistenti educativi Culturali. Aderiscono alla manifestazione anche molte altre organizzazioni a livello locale.

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