rotate-mobile
Cronaca

Dal doppio processo alle carte scomparse: a Ravenna si ripercorre "L'Affaire don Minzoni"

Presentato a Ravenna il volume che racconta l'inchiesta e i processi portati avanti per far luce sull'assassinio del prete ravennate, vittima della violenza fascista

Quale giustizia per don Minzoni? Sembra partire da questa domanda il volume “L’affaire don Minzoni. L’omicidio, le inchieste, i processi”, di Andrea Baravelli e Paolo Veronesi, presentato lunedì sera a Ravenna, proprio nella sala Don Minzoni del seminario ravennate. Un incontro molto partecipato che ha visto l'ex senatore Aldo Preda fare gli onori di casa introducendo gli interventi degli autori Baravelli e Veronesi, entrambi professori dell’Università di Ferrara, ma anche le considerazioni del magistrato Antonio Costanzo del Tribunale di Bologna e di Albertina Soliani, vice presidente nazionale dell’Anpi.

Il volume racconta non solo il contesto dell'assassinio di don Minzoni, prete ravennate brutalmente ucciso ad Argenta nel 1923, in seguito a un'aggressione per mano fascista, ma va oltre narrando anche l'inchiesta sul delitto e le sue vicende processuali. "Un processo politico", come affermano gli autori, con lo squadrista Italo Balbo ritenuto mandante dell'omicidio, ma che nel corso del primo procedimento, concluso nel 1925 a Ferrara, giunse a una serie di assoluzioni verso i vari imputati. Una prima sentenza che venne poi ritenuta "frutto della coercizione morale del regime fascista", come ha spiegato il magistrato Costanzo, con i giurati che di fatto "non furono liberi nella decisione". Per questo nel dopoguerra fu istruito un nuovo processo, sempre presso la Corte di Assise di Ferrara. Un procedimento che stavolta si concluse con la condanna per omicidio preterintenzionale degli imputati ancora in vita, che tuttavia furono scarcerati per effetto dell'amnistia Togliatti. Sempre Costanzo ha voluto ricordare nell'occasione la figura del senatore Piero Casadei Monti, già componente del Consiglio Superiore della Magistratura, che nel 1983 per il Convegno nazionale su Don Minzoni, relazionò sui processi di Ferrara, rendendo pubblici documenti inediti sull’assassinio e denunciando l’isolamento di don Minzoni  anche da parte dei vertici cattolici locali.

Giunto in seguito alla pubblicazione di vari volumi che, nel corso degli anni, hanno cercato di restituire al meglio la figura di don Minzoni e il suo crudele delitto, "L’affaire don Minzoni" è nato proprio grazie al ritrovamento di carte e documenti importanti che erano dispersi da tempo. "Carte ricomparse all'archivio di Stato di Bologna", come svela lo storico ravennate Baravelli, che è anche il presidente della Commissione storica, nominata dall’Arcivescovo Ghizzoni, per la canonizzazione di don Minzoni. Il volume così restituisce finalmente a don Giovanni Minzoni il ruolo storico che gli spetta, sottraendolo alle semplificazioni agiografiche e inquadrandolo nel contesto politico della Bassa Pianura Padana, dove lo squadrismo agrario fascista imperversò con la massima determinazione sotto la guida di Italo Balbo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dal doppio processo alle carte scomparse: a Ravenna si ripercorre "L'Affaire don Minzoni"

RavennaToday è in caricamento