Processo Cagnoni di nuovo in tv, l'avvocato: "La difesa in casi come questo può solo insinuare il dubbio"

La difesa chiede in via principale l'assoluzione perchè Cagnoni viene ritenuto innocente, poi in via subordinata la perizia psichiatrica. Il processo in appello potrebbe iniziare già a luglio

Dopo il ricorso in appello alla condanna in primo grado all'ergastolo presentato nei giorni scorsi dai suoi - ormai ex - legali, si sono riaccesi i riflettori della tv su Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate condannato per il brutale omicidio della moglie Giulia Ballestri avvenuto il 16 settembre 2016 nella loro villa di via Padre Genocchi.

Dopo la puntata del 26 febbraio, infatti, anche martedì il programma contenitore di Rai 1 'La vita in diretta' ha dedicato di nuovo spazio al processo, spiegando il ricorso in appello e con anche un collegamento da Ravenna. L'inviata infatti, di fronte alla "villa degli spiriti" - come la definiva Cagnoni - in cui si è perpetuato l'omicidio, a due passi dai Giardini pubblici ravennati, ha spiegato che nel presentare ricorso - un malloppo di ben 367 pagine in cui si toccano tutti i punti della sentenza - l'avvocato del dermatologo ha chiesto che venga eseguita sul suo cliente una perizia psichiatrica.

Ma perchè? A tentare di dare una risposta ci ha provato, durante la trasmissione, l'avvocato penalista Daniele Bocciolini: "Hanno chiesto una perizia psichiatrica perchè nella sentenza di primo grado si riportano le dichiarazioni di un amico psicologo che parla di un disturbo di tipo narcisistico di personalità di Cagnoni. La difesa chiede quindi una valutazione specifica diagnostica sul grado di intensità del disturbo, che poteva essere forse tale da incidere sulla capacità di intendere e di volere". Poi l'avvocato si spinge oltre: "Cagnoni non poteva sopportare che si sgretolasse tutta la sua vita della 'Ravenna bene', il tradimento di Giulia faceva crollare tutto quanto. Se io fossi il suo difensore... beh, credo che sarebbe molto difficile ribaltare la sentenza con degli elementi probatori così consistenti: l'unica cosa che può fare la difesa in casi come questo è insinuare il dubbio, cercare di andare oltre alla verità processuale, di offrire una ricostruzione alternativa. E infatti uno dei punti toccati in appello è quello del dna di uno sconosciuto trovato sotto le unghie del cadavere di Giulia, ma anche la finestra aperta nella villa dalla quale qualcuno potrebbe essere entrato".

Si parla anche del sequestro preventivo dei beni immobiliari di Cagnoni, disposto dalla Corte d'Assise: "Potranno essere liquidati solo quando la sentenza sarà definitiva - spiega l'avvocato - Ciò che resta del suo patrimonio immobiliare dopo le cessazioni fittizie al fratello, tuttavia, è circa la metà di ciò che possedeva inizialmente". Nel servizio viene interpellato anche l'avvocato Giovanni Scudellari, legale della famiglia di Giulia: "L'appello sarà fatto sicuramente molto bene, ma la richiesta di perizia psichiatrica mi preoccupa talmente tanto che ancora quella parte di appello non l'ho letta e non ho intenzione di farlo. Per la famiglia di Giulia e soprattutto per i figli è una ferita sempre più grande".

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La difesa, quindi, chiede in via principale l'assoluzione perchè Cagnoni viene ritenuto innocente, poi in via subordinata la perizia psichiatrica. Il processo in appello potrebbe iniziare già a luglio, al più tardi a inizio autunno.

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