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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Profughi, Federalberghi: "Accoglienza di immigrati e turismo sono incompatibili"

"Se degli imprenditori si offrono per fare accoglienza di profughi in strutture alberghiere, la causa va anche ricercata nella mancanza di una seria politica turistica del Comune di Ravenna e, di conseguenza, della mancanza di un identità, di una vocazione dei lidi ravennati".

"Seria preoccupazione" per il possibile arrivo di 77 profughi in un albergo a Marina di Ravenna. E' quanto esprime Federalberghi Confcommercio Ravenna, che evidenzia: "Se degli imprenditori si offrono per fare accoglienza di profughi in strutture alberghiere, la causa va anche ricercata nella mancanza di una seria politica turistica del Comune di Ravenna e, di conseguenza, della mancanza di un identità, di una vocazione dei lidi ravennati".

"Accoglienza di immigrati e turismo sono incompatibili, per le forme ed i modi con cui sta avvenendo che sono la porta all’assistenzialismo al degrado. Se condotte con le modalità sin qui attuate, rischiano di affossare le località turistiche e di disperdere il patrimonio ricettivo ed imprenditoriale qui sviluppato. Per questo motivo - riferisce il presidente Federalberghi Nicola Scialfa - alcuni imprenditori alberghieri ravennati potrebbero essere disponibili ad incontrare la proprietà del Marepineta per individuare nuove forme di gestione per aprirsi a nuovi mercati a cui offrire i propri servizi affinché la struttura ricettiva possa chiudere i propri bilanci in utile senza ricorrere a questa fonte di reddito assistito".

"In alternativa offriranno alla proprietà la loro disponibilità per la gestione dell’hotel affinché questo rimanga nel settore ricettivo - chiosa -. Federalberghi ritiene che si debba evitare l’utilizzo di strutture turistiche ricettive per fare accoglienza di migranti perché così facendo gli imprenditori perderebbero di vista il vero scopo delle loro attività col rischio di un emulazione da parte di altri imprenditori scoraggiati dalla crisi, dalla burocrazia e dalle tasse. Questo porterebbe nel giro di breve tempo al depauperamento dell’offerta ricettiva e alla perdita di competitività dell’intera località con conseguente morte dell’imprenditoria turistica".

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