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Ravenna 'città della transizione energetica': nasce un distretto marino al largo della costa

Parte la corsa del progetto Agnes che prevede l'installazione di due aree al largo della costa ravennate per la produzione di energia eolica, solare e di idrogeno verde

Innovazione, mitigazione dell'impatto ambientale e strategia energetica sostenibile sia dal punto di vista ambientale che finanziario. Sono questi i cardini del progetto "Agnes" presentato da Saipem e Qint’x che prevede la creazione di un distretto marino integrato nell'ambito delle energie rinnovabili al largo delle coste di Ravenna. Un progetto che unisce la produzione di energia elettrica partendo da varie fonti di energia naturale: sole, vento e idrogeno. Questo nuovo hub energetico del Mar Adriatico ambisce a far diventare Ravenna la "città della transizione energetica".

Si tratta di un progetto partito nel 2019 con la fondazione della società di scopo Agnes e che, secondo la roadmap stilata dagli ideatori del progetto dovrebbe partire con la costruzione e la messa in attività dell'impianto nel 2023, ovviamente contando sul successo e sulla velocità dei necessari iter burocratici. Un progetto che prevede: aerogeneratori di ultima generazione per sfruttare al massimo la ventosità al largo delle coste di Ravenna, una grande area dedicata al fotovoltaico e una "Hydrogen Valley", ovvero un distretto specializzato nella produzione di idrogeno verde. Un progetto che poi andrebbe a creare notevoli ricadute positive sul territorio. Infatti vi sarebbe, per gli esperti di Agnes, "un'opportunità di decarbonizzare i processi di produzione di molte aziende del Porto di Ravenna".

I numeri del progetto

I numeri del progetto Agnes indicano una capacità a regime di produrre circa 620 mw da energia eolica e solare, alla quale si accompagna una produzione di oltre 4000 tonnellate all'anno di idrogeno verde, una quantità capace di soddisfare il consumo di oltre 2000 bus a idrogeno. Un totale di 1.5 terawattora di elettricità prodotta annualmente da eolico e solare, sufficiente per il fabbisogno di più di 500 mila famiglie. Con tutto ciò Ravenna si candida a diventare hub di riferimento dell'intero progetto sia per la costruzione degli impianti sia come base organizzativa. Il progetto prevede "aree con minimo impatto visivo - come affermano i responsabili del progetto - a una distanza di almeno 10 miglia marittime". Una distanza dal Porto di Ravenna di circa 20 km che può consentire di creare un sistema di filiera corta.

L'impianto sarebbe distinto in 2 aree (denominate Romagna 1 e Romagna 2). Romagna 1 prevede la presenza di un parco eolico di 15 turbine e parco fotovoltaico che sfrutterebbe anche una piattaforma dismessa del comparto oil&gas. L'impianto si svilupperebbe partendo da una distanza di circa 10 miglia nautiche. Romagna 2 sorgerebbe un pochino più distante dalla costa a oltre 12 miglia nautiche e prevede l'installazione di un parco eolico composto da 50 aerogeneratori. A nord dell'area industriale elettrodotto interrato per arrivare alla stazione elettrica on-shore dove si procederà alla conversione energetica.

Sarebbe il primo progetto in cui idrogeno e fotovoltaico in mare saranno realizzati su scala commerciale. Ma oltre alla produzione di energia, i responsabili del progetto Agnes assicurano un particolare interesse alla creazione di un impianto a ridotto impatto paesaggistico, così da non ostacolare l'attrattività turistica di Ravenna.

Un passo verso il futuro per Ravenna

"Ravenna ha messo in mostra negli anni una grande capacità di far convivere attività diverse con la produzione energetica, come l'attività turistica e culturale - afferma Tomaso Tarozzi di Confindustria -. Ci sono numerose possibilità di guardare al futuro in nome della sostenibilità. Prima di essere autonomi con le nuove energie, sarà però ancora fondamentale l'apporto dell'energia fossile".

"Anche il nostro mar Adriatico può diventare un polo di produzione di energia rinnovabile - riferisce Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna -. Se non si interviene sul fronte ambientale immediatamente si va incontro a un disastro, sia economico che sanitario". Il rappresentante dell'associazione ambientalista non nasconde però una certa perplessità verso le politiche locali: "Un no di base all'eolico non può esserci - sostiene Frattini - Speriamo che la politica locale investa sui progetti di risparmio energetico. Crediamo che la priorità ora sia una riconversione del settore offshore. Per le imprese di Ravenna sarebbe importante che Regione vada a Roma a chiedere i fondi necessari per una riconversione energetica verde".

"Il sostegno del Comune al progetto Agnes è un sostegno pieno, convinto e solidale con le imprese del nostro territorio. Naturalmente i progetti definitivi dovranno essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale e andranno ovviamente valutati e rispettati al massimo tutti gli aspetti inerenti alla tutela del paesaggio o all’interferenza con turismo, pesca e traffici marittimi. Nel contempo però l’obiettivo delle istituzioni deve anche essere anche quello di concretizzare questi investimenti, senza demotivare gli investitori con iter burocratici eccessivamente severi - assicura il sindaco di Ravenna Michele De Pascale -. Per Ravenna questa è un'opportunità indiscutibile. Sarà anche un elemento di marketing per il nostro territorio, dandoci la possibilità di comunicare ai turisti che qui si produce energia sostenibile".

"Questa è una tappa fondamentale di un percorso iniziato circa 3 anni fa - dichiara Alberto Bernabini, Ceo e fondatore di Qint'x e Agnes - con lo studio di fattibilità di un progetto molto complesso, ma anche molto importante per il rilancio di Ravennacome capitale italiana dell’energia. Negli ultimi 60 anni infatti Ravenna è stata leader perl'energia da fonti fossili e oggi ha la possibilità di avviare un nuovo periodo di leadership nelsettore delle energie rinnovabili, sfruttando sempre le risorse presenti nel mare davanti alle suecoste ma ora anche per combattere il cambiamento climatico".

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