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Progetto "Laboriosamente", Ravenna parte delle "città come beni comuni"

Il Comune di Ravenna con il progetto ‘Laboriosamente’è tra le prime città in Italia ad aver attivato forme dirette di volontariato per la città, intesa come valorizzazione dei beni comuni e della solidarietà

Il Comune di Ravenna con il progetto ‘Laboriosamente’è tra le prime città in Italia ad aver attivato forme dirette di volontariato per la città, intesa come valorizzazione dei beni comuni e della solidarietà. Si tratta di una rinnovata esperienza nel solco di iniziative attivate negli anni ’70-‘80 nelle Circoscrizioni con l’impiego di pensionati nei lavori di pubblica utilità: manutenzione, supporto agli scolari nell’attraversamento della strada, volantinaggio, e sostegno agli anziani tanto per citare le più significative sotto il profilo del numero delle adesioni.

Grazie al progetto “Laboriosamente” promosso dall’assessorato alle politiche sociali sono una settantina le persone disposte a collaborare col Comune. Il loro contributo varia a seconda dell’adesione a undici progetti relativi ad attività culturali, sportive, educative, ricreative, di sostegno solidale, promossi sia dal Comune che da varie realtà associative.

“Possiamo dire – commenta l’assessore Piaia - di avere capitale umano, un luogo di coordinamento e l’individuazione di alcuni versanti su cui i volontari hanno dato disponibilità ad intervenire. Alla stregua di Bologna, che ha presentato la sua esperienza al convegno "Regole nuove in comune, per un'amministrazione condivisa", cui ho partecipato nei giorni scorsi, Ravenna è pronta per realizzare quella che è stata in quella sede definita la “rivoluzione civica per la cura dei beni comuni”. All’orizzonte adesso abbiamo due impegni: ampliare la mappa delle attivita' socialmente utili, e studiare a fondo il regolamento elaborato con il supporto di studiosi, docenti universitari ed esperti di sussidiarietà".

"Un termine, sussidiarietà, presente da 10 anni nella nostra Costituzione ma che ancora deve materializzarsi mediante l’apporto diretto dei cittadini che vogliono condividere insieme con l’ente la volontà di valorizzare componenti del vivere cittadino e migliorare la vita di tutta la comunità. I beni comuni infatti, non sono né del pubblico né del privato bensì di tutti poiché tutti se ne avvantaggiano - conclude l'assessore -. E' bene che l'amministrazione rappresenti queste opportunita' offrendo riferimenti precisi per ovviare le difficolta' del cittadino che vorrebbe fare ma a volte non sa dove orientare il suo interesse”.

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