Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Crisi pronto soccorso, Carradori (Ausl): "Negli anni è stato lasciato andare. Entro tre anni lo allargheremo"

Per il direttore generale di Ausl Romagna si tratta di "una situazione lasciata andare negli anni". Intanto arrivano nuovi posti letto e si punta a rinnovare la gestione dei flussi

Un situazione di sovraffollamento che si trascina da anni: questa è la condizione del pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Non è una novità, ma il problema è amplificato dall'emergenza Covid. Emblematico il caso del paziente ravennate positivo al Covid e bloccato per 72 ore su una barella. Una situazione ben nota anche al direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori, che analizza i punti deboli del pronto soccorso ravennate.

"Non è una situazione nuova - ammette Carradori, che già a novembre aveva posto in evidenza la crisi del pronto soccorso di Ravenna - Tutti i pronto soccorso sono periodicamente assoggettati a una serie di difficoltà, indipendentemente dal Covid. Quello di Ravenna ha delle difficoltà ulteriori che io definirei strutturali e datate nel tempo. Passata la prima apertura del nuovo pronto soccorso, periodicamente si sono riscontrati momenti di sofferenza nei tempi di attesa, nei tempi di ricovero e nel numero di accessi".

Per quanto riguarda la struttura, Carradori sottolinea i problemi che rallentano l'attività del pronto soccorso: "E' stato inaugurato nel 2012, ma su una progettazione di circa 10 anni prima. Nel frattempo gli accessi sono aumentati fino al 4%". Per rendere più chiara la situazione, il direttore generale di Ausl Romagna fa un parallelo con il nuovo ospedale di Ferrara (in località Cona), dove "gli accessi sono più o meno gli stessi di Ravenna, ma la superficie è circa doppia". Per rimediare la situazione critica del pronto soccorso ravennate sono stati fatti già alcuni passi in avanti: "Nel periodo di Natale abbiamo attivato ulteriori 13 posti letto negli spazi dell'ex terapia intensiva, mentre altri 13 verranno attivati nei prossimi giorni. In poche settimane abbiamo quasi quadruplicato i posti letto disponibili".

"Il pronto soccorso però deve essere in funzionale relazione con i reparti - prosegue il direttore generale - si devono trovare spazi di ricovero. Se questi non ci sono si crea un imbuto e si allunga il tempo di boarding. Dobbiamo mettere mano agli aspetti strutturali e rendere il pronto soccorso funzionale negli spazi, e questo significa anche costruire spazi ulteriori". A questo proposito, Carradori rivela che si sta "già lavorando alla progettazione di un nuovo spazio per allargare il pronto soccorso"; una soluzione però che richiederà almeno altri due o tre anni di attesa per i pazienti ravennati. Ma non sono solo i problemi di natura strutturale che assillano l'ospedale ravennate. Per Carradori, infatti, è necessario "un intervento di governo nella gestione interna dei flussi. Questo è un passo che faremo entro questo mese, potenziando e rinnovando la gestione. Altra cosa che faremo entro gennaio sarà dividere le due medicine interne e affiancare una di queste a supporto del pronto soccorso".

Necessaria una riflessione anche sugli accessi alla struttura sanitaria, dopo l'intervento del sindaco De Pascale che ha invitato la cittadinanza a non recarsi al pronto soccorso se non necessario. "Negli ultimi giorni viaggiamo con un numero di accessi al pronto soccorso di circa 100-130 pazienti - dichiara Carradori -, numeri molto diversi rispetto a settembre, quando eravamo circa sui 200 accessi al giorno. C'è stata una notevole diminuzione, che si spiega anche con i minori accessi verso traumatologia causati dalle misure di lockdown. La maggior parte dei ricoveri, che sono circa 20-25 al giorno, sono verso i reparti di medicina o medicina di urgenza".

"Da questi numeri - continua il direttore di Ausl Romagna - vediamo che circa il 20% di accessi esita in un ricovero. Che ci sia ricorso al pronto soccorso di casi che non hanno una reale necessità non è una novità e non rigurda solo Ravenna. Quanto più i pronto soccorso sono in centro alla città, maggiori sono gli accessi". Questo è dunque il presente del pronto soccorso ravennate, vessato dall'emergenza sanitaria in corso, ma come ripete Carradori si tratta di "una situazione che è stata lasciata andare negli anni".

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