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Proroga di due anni per riqualificare i capanni da pesca e da caccia

"E’ evidente che lo scoppio della pandemia non può consentire che tutto ciò avvenga entro le scadenze inizialmente prefissate e per questo abbiamo ritenuto assolutamente opportuno aggiornare le tempistiche”

Buona notizia per i pescatori. In relazione agli interventi di riqualificazione dei capanni da pesca e da caccia dati in concessione dal Comune di Ravenna e per i quali, come previsto dall’apposito regolamento, è stata presentata istanza edilizia di riqualificazione entro luglio 2019, il termine entro il quale dovranno finire i lavori, attualmente previsto per il 31 agosto di quest’anno, viene prorogato di due anni, al 31 agosto 2023. Il servizio Patrimonio predisporrà il necessario allineamento dei termini di scadenza delle concessioni provvisorie di cui al Regolamento di assegnazione delle aree destinate a capanni da pesca e da caccia.

Per quanto invece riguarda i capanni lungo i fiumi, della cui concessione è titolare la Regione, che non ha ancora rilasciato il nulla osta idraulico necessario per la presentazione dell’istanza di intervento, la scadenza di presentazione delle pratiche edilizie viene posticipata di un anno dall’ottenimento del nulla osta idraulico propedeutico al rinnovo della concessione demaniale e il termine per la fine dei lavori in tre anni dal rilascio/efficacia del titolo abilitativo. Tali modifiche all’attuale regolamento dei capanni da pesca e da caccia sono state recentemente approvate dalla giunta, che le ha già illustrate alla commissione consiliare competente e che nella seduta del 30 marzo le sottoporrà alla discussione e alla votazione del consiglio comunale.

“I capanni da pesca e da caccia sono parte integrante della nostra storia – dichiarano il sindaco Michele de Pascale e l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte – e contribuiscono in maniera significativa a rendere straordinari e unici i paesaggi delle nostre zone naturali. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è e resta quello di mantenerne la fruibilità, nel rispetto e nella valorizzazione di una tradizione importante del nostro territorio, attraverso le più opportune forme di riqualificazione e sostenibilità ambientale. E’ evidente che lo scoppio della pandemia non può consentire che tutto ciò avvenga entro le scadenze inizialmente prefissate e per questo abbiamo ritenuto assolutamente opportuno aggiornare le tempistiche”.

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