La protesta dei cacciatori: "25 euro al kg per contenere le nutrie. Una spesa esagerata"

L'associazione Libera Caccia punta il dito contro le spese previste per il contenimento del roditore nella valle Mandriole e a Punte alberete

"Il Parco del Delta del Po si appresta a licenziare, se non lo ha già fatto, un piano di contenimento della nutria, in valle Mandriole e a punte alberete. Iniziativa lodevole, quanto necessaria, vista la enorme quantità di questo mammifero roditore nei due siti". A comunicarlo è l'Associazione nazionale Libera Caccia (Anlc). L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione di un libro dal titolo “le oasi palustri ravennati”, che raccoglie gli atti di un convegno tenutosi nel 2018. 

Niente da recriminare dull'opportunità dell'iniziativa, tuttavia l'Anlc nutre alcuni dubbi riguardo il piano di contenimento, in particolare riguardo ai costi quantificati per l'intera operazione. "Ora, l’annuncio sicuramente colpisce in quanto implica un investimento di risorse anche per la stazione ravennate del Parco del Delta del Po. Ma soprattutto colpisce per il costo, che stante alle parole della direttrice del parco, la dott.ssa Maria Pia Pagliarusco è stato quantificato in euro 150.000,00 (interamente finanziati dal parco stesso) a fronte della cattura e dell’abbattimento di 1000 nutrie. Costo che se ridotto all’unità inferiore risulta essere di euro 25 al kg tenendo conto del peso medio di una nutria". 

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Conclude l'associazione Libera Caccia: "Ora, ritenere tale onere di spesa, oltremodo esagerato, ci sembra il minimo, visto che i coadiuatori dell’A.T.C. percepiscono per il medesimo servizio dai 2 ai 5 euro a nutria a seconda delle modalità di catturata e abbattimento. Sulle quali pagano anche le tasse. Ci chiediamo, se, obbiettivamente, non esista modo più attento di spendere il denaro della comunità."

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