Protesta dei lavoratori di pulizie e multiservizi in ospedale: "Rinnovare il contratto nazionale"

Martedì mattina Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti si sono ritrovati davanti all’ospedale di Ravenna per denunciare la situazione dei lavoratori del settore delle pulizie e dei multiservizi

Martedì mattina Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti si sono ritrovati davanti all’ospedale di Ravenna per denunciare la situazione dei lavoratori del settore delle pulizie e dei multiservizi. Mercoledì 21 ottobre, infatti, si terrà una manifestazione nazionale a sostegno del rinnovo del contratto nazionale scaduto da 7 anni e, in concomitanza, si svolgerà un presidio dell'area romagnola davanti alla sede di Confindustria di Forlì.

"Dallo scorso marzo, nel dramma della pandemia, le lavoratrici, i lavoratori e le imprese dei servizi in appalto di pulizie e sanificazione sono diventati indispensabili per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19 - spiegano i sindacati - Ad aprile è stato riattivato il confronto tra le parti, a giugno è stato sottoscritto un avviso comune tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali per chiedere al Governo e alle istituzione regole certe e sostegno per il settore, convenendo che il rinnovo del contratto nazionale da realizzare in tempi brevi era il primo passo per dare il giusto riconoscimento a tante lavoratrici e lavoratori che sono stati e restano ancora in prima linea nella emergenza pandemia negli appalti pubblici e privati. Nello stesso incontro tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali si è condiviso il perimetro degli argomenti da discutere quale atto propedeutico a definire celermente il rinnovo del contratto nazionale. Coerentemente con gli impegni fissati, le organizzazioni sindacali hanno trasmesso una sintesi di argomenti da trattare, in linea con quanto comunemente assunto dalle parti".

"Dal 23 giugno sono iniziati gli incontri, marcando subito dopo un chiaro passo indietro delle associazioni datoriali rispetto quanto pattuito e una chiara diversa impostazione - polemizzano le sigle sindacali - Le associazioni datoriali e le imprese hanno infatti presentato una lista di richieste su temi relativi a flessibilità, diritti e costi, riportando la trattativa indietro nel tempo. Da fine luglio a settembre, a fronte della richiesta dei sindacati a essere coerenti e conseguenti con gli impegni presi, le associazioni hanno fatto saltare tutti gli incontri previsti producendo, nei fatti, una dilatazione dei tempi. Il previsto incontro del 2 ottobre è saltato per responsabilità delle associazioni, dimostrando la loro incapacità a dare seguito agli impegni assunti e sconfessa la volontà di rinnovare il contratto nazionale. Dopo 7 anni, le dichiarazioni di disponibilità a concludere il rinnovo del contratto nazionale da parte delle associazioni datoriali e delle imprese sono solo parole, non seguite da comportamenti coerenti e da un cambio di impostazione nei contenuti. Con la pandemia molte imprese hanno aumentato i fatturati, ma per riconoscere il giusto rinnovo del contratto continuano a fare richieste che mettono in discussione diritti e retribuzione. Basta perdere altro tempo. Le lavoratrici e i lavoratori, definiti anche loro cavalieri ed eroi, non hanno bisogno di titoli, ma del riconoscimento del loro lavoro attraverso il rinnovo del contratto nazionale".

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