Gli adulti tornano al lavoro, e i figli? L'appello dei genitori: "Riaprire il micronido"

Gli adulti devono tornare al lavoro, ma non sanno dove lasciare i loro figli. E' il problema sollevato da un gruppo di genitori di bambini iscritti al "Micronido Crescere Insieme" di Ravenna

Gli adulti devono tornare al lavoro, ma non sanno dove lasciare i loro figli. E' il problema sollevato da un gruppo di genitori di bambini iscritti al "Micronido Crescere Insieme" di Ravenna, struttura privata che offre un servizio ai bambini di età compresa tra gli zero e i tre anni. "Categoria che ad oggi non è stata assolutamente presa in considerazione da nessun decreto finora emanato", denunciano i genitori, che hanno scritto e inviato una lettera alle autorità regionali e comunali per chiedere l’apertura della struttura.

"Da lunedì sono ripartite tutte le attività o quasi - spiegano i genitori nella lettera - Il che significa che la maggior parte di noi è dovuta rientrare al lavoro, nella propria unità produttiva qualunque essa sia, senza contare che ci sono genitori che non hanno mai smesso di lavorare nonostante il Covid-19. A fronte di tutti questi decreti emanati dal nostro Governatore, ci rammarica e sconforta apprendere che non è stato pensato nulla in favore dei nostri bimbi, i più piccolini, quelli di fascia di età 0-3 anni. Comprendiamo che il servizio nido sia una realtà esistente e ben sviluppata probabilmente solo in alcune regioni e comprendiamo che ci siano anche altre problematiche da gestire e sviscerare, ma non si può continuare a far finta che il problema non esista. Qualche giorno fa abbiamo appreso la notizia della riapertura dei centri estivi per i bambini nati fino al 2017. Questo significa che possono essere iscritti ai centri estivi bambini che ad oggi hanno 2 anni e mezzo-3 anni, bambini che possono avere ancora il ciuccio, che possono ancora portare il pannolino, che richiedono una continua attenzione e che non possono essere lasciati in un parco a un centro estivo senza il riferimento di persone di fiducia e di competenza. Per quale motivo “si” ad affidare bambini nati nel 2017 a figure “sconosciute” a un centro estivo o a figure estranee come può essere una babysitter e "no" ad affidare quei bambini alle “dade” del proprio nido, che hanno avuto cura e amore per questi bimbi fino al 21 febbraio 2020, ultimo giorno pre-Covid?".

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"I nostri bambini hanno sofferto e stanno soffrendo l’isolamento imposto in questi mesi e hanno bisogno di rientrare nella propria realtà e di condividere spazi e tempo con i propri coetanei - continua la missiva - Ci preme anche sottolineare che per i bambini nati nell’anno 2017 è fondamentare dare continuità a un percorso iniziato al nido per poter affrontare il passaggio alla scuola per l’infanzia. È nostra premura inoltre farvi presente che la struttura del Micronido Crescere Insieme, che offre il servizio per tutto il periodo estivo esattamente come uno dei tanti centri estivi di cui è stata consentita l’apertura, non può essere assolutamente equiparata ai nidi di infanzia pubblici. Il nostro nido conta una compresenza massima di 23 bambini in uno spazio interno di circa 200 metri quadri e uno spazio esterno di circa 300, nel quale si possono svolgere tutte le attività nella massima sicurezza possibile per i nostri bimbi e per il personale che si prende cura di loro. Proprio in virtù di questo e considerando che il nostro nido possiede caratteristiche strutturali ottimali per poter lavorare in sicurezza, avendo a disposizione spazi interni ed esterni adatti a ospitare ampliamente il numero di bambini iscritti, chiediamo espressamente di poter far rientrare i nostri bambini nella struttura, riprendendo così il suo normale funzionamento con estensione del servizio anche per il mese di agosto. Noi genitori conveniamo tutti che la struttura e il personale al suo interno siano assolutamente in grado di svolgere il proprio lavoro, nel pieno rispetto delle linee guida che riceveranno da chi di dovere per contrastare l’emergenza Covid-19, accudendo i nostri bambini al meglio. Facciamo appello a voi istituzioni affinché possiate valutare ogni singola situazione mettendo al primo posto il bene dei nostri bambini e la tranquillità di noi famiglie".

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