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La protesta di parrucchiere ed estetiste: "Fateci riaprire a maggio. Chiediamo norme uguali per tutti"

Una lettera aperta alla Regione da un gruppo di imprese di acconciatura ed estetica: "Si rischia la chiusura del 30% delle aziende e aumenta l’abusivismo"

Parrucchieri, barbieri ed estetiste del territorio comunale di Bagnacavallo pensavano di essere compresi fra le attività che potevano riprendere, se non dal 27 aprile, comunque a breve, nel rispetto di tutte le disposizioni igienico-sanitarie per la tutela della salute propria e dei clienti contenute nelle ordinanze regionali e nei decreti ministeriali. Nel Dpcm del 26 aprile, però, questa possibilità non è contemplata e la riapertura sembra slittare a giugno: per questo motivo e non solo, con una lettera aperta alla Regione, all’Amministrazione comunale e alle Associazioni di categoria, parrucchieri, barbieri ed estetisti chiedono di poter aprire dal 18 maggio. “Siamo pronti a riaprire, con le dovute precauzioni per il rispetto delle norme igienico-sanitarie che avevamo attivate già prima dell’ordinanza di chiusura. Chiediamo un protocollo uguale per tutti i negozi (dotazioni DPI operatore e cliente, rapporto numero di persone spazio locale), e non suddiviso per categoria, da applicare al momento dell’apertura”.

Il rischio del prolungamento del blocco dell’attività può comportare la chiusura di circa il 30% di queste imprese: le entrate sono uguali a zero, mentre le spese (bollette, affitti, rate dei mutui) sono uguali a prima dell’emergenza covid-19. Oltre alla richiesta di apertura, i parrucchieri, i barbieri e le estetiste del territorio bagnacavallese chiedono che vengano riconosciute alla categoria le misure predisposte per le altre imprese, come ad esempio: riduzione del canone di affitto, equa indennità per il danno subito, sospensioni dei versamenti, sospensione delle rate dei mutui, agevolazioni per l’accesso al credito.

Il gruppo di parrucchieri, barbieri ed estetiste del territorio comunale di Bagnacavallo segnala un altro problema legato al protrarsi della chiusura, problema che le istituzioni devono tenere presente: il possibile proliferare dell’abusivismo, già presente in condizioni ‘normali’, figuriamoci nell’emergenza. Oltre al fenomeno da condannare sempre, nell’emergenza non ci sono nemmeno le garanzie del rispetto delle regole igienico-sanitarie per evitare il diffondersi del contagio. Un negozio aperto è più sicuro e viene anche controllato.

Il gruppo di parrucchieri, barbieri ed estetiste chiede risposte certe alla Regione Emilia-Romagna, all’Amministrazione comunale di Bagnacavallo e alle Organizzazioni di rappresentanza della categoria e che vengano tenute in considerazione certamente le esigenze per la tutela della salute dei cittadini e, al contempo, le esigenze lavorative di queste attività economiche.

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