La Provincia nega i corsi per diventare guardia ittica volontaria ai non residenti, la lettera: "Indignati"

I volontari dell'Eurocarp club si dichiarano "indignati verso le forza politica al potere che potrebbe ma non vuole sanare la condizione di illegalità e di malagestione in cui versano le acque interne"

L'associazione Eurocarp club, che si occupa di pesca e di tutela degli ambienti acquatici, e dei suoi 60 membri, critica la decisione del consiglio provinciale di Ravenna di negare la partecipazione ai corsi per diventare guardia ittica volontaria ai non residenti in Provincia. I quaranta membri dell'Eurocarp club, associazione dei pescatori che si dedica con impegno alla tutela degli ambienti acquatici, "denunciano con rabbia, delusione ed incredulità la decisione presa nella sede della provincia di Ravenna di limitare la partecipazione ai corsi per diventare guardia ittica volontaria, ai soli residenti nella provincia stessa".

"Nell'arco degli ultimi dodici mesi - viene evidenziato dai membri dell'associazione - Eurocarpclub si è impegnata per ottenere l'attivazione delle lezioni che consentono di ottenere la qualifica di pubblico ufficiale per controllare e sanzionare le infrazioni relative alla pesca nelle acque interne provinciali. La guardia ittica è un ruolo ausiliario fondamentale per le Forze dell'Ordine che devono contrastare la crescita esponenziale e ormai fuori controllo del bracconaggio ittico, portato avanti da bracconieri senza scrupoli provenienti dal delta del Danubio, che arrivano a minacciare i pescatori e perfino gli stessi membri del Corpo Forestale o della Polizia Provinciale I volontari hanno risposto numerosi al bando, raggiungendo la soglia massima di quaranta iscritti ma a causa di un inutile ed insensato requisito previsto nel solo regolamento di Ravenna, i non residenti in provincia (circa la metà del gruppo) si sono visti negato l'accesso".

"A nulla sono servite le richieste dei partecipanti, a cui ha dato voce Jacopo Berti, consigliere comunale Lega Nord, durante il consiglio provinciale di martedì scorso, proponendo nell'ordine del giorno di eliminare il vincolo della residenzialità - prosegue l'associazione dei pescatori -. La maggioranza del Partito Democratico, insieme con Italia dei Valori, ha votato contro, senza dare la possibilità d'intervento ai richiedenti presenti in sala e argomentando la decisione in maniera vaga e contraddittoria. I volontari, arrivati fino dal cesenate e dal riminese sono stati definiti "cani sciolti" in quanto non avrebbero la possibilità di essere coordinati dall'organo di Polizia Provinciale ravennate, argomentazione menzognera, che cozza con l'esempio di Ferrara, dove la qualifica è interprovinciale. Il Partito Democratico ha dato nuovamente prova di ignorare completamente la gravità del fenomeno della pesca di frodo e di trascurare l'efficacia della tutela ambientale, come già era successo in sede parlamentare il 10 febbraio scorso, quando sono stati bocciati tutta una serie di emendamenti che avrebbero inasprito duramente le pene per la cattura e il commercio illegale di pesce nelle acque interne".

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"Al secco "No" del consiglio, che ha dimezzato il gruppo a tre giorni dalla scadenza del bando, è invece preceduto pochi giorni fa, un clamoroso "Si" per il lascio di una licenza di pesca di professione ad un cittadino rumeno, sospettato di praticare attività di cattura illegale - continuano -. Il Partito frena lo strumento di legalità, rappresentato dai cittadini volenterosi e appassionati che non chiedono nemmeno un rimborso per gli spostamenti nel controllare i numerosi fiumi e canali in provincia di Ravenna, mentre favorisce con il rilascio incontrollato e scellerato di licenze di pesca di mestiere, la predazione illegale di pesce nelle nostre acque pubbliche. I bracconieri, nascondendosi dietro alla licenza di professione continueranno a svuotare i corsi d'acqua lasciati a se stessi, fatturando decine di migliaia di euro a settimana, facendo passare il pesce pescato con metodi illegali dal Reno, dal Fossatone o dai Fiumi Uniti per pesce di valle, niente di più facile. I "cani sciolti" invece vagheranno per la pianura senza possibilità di intervento e senza alcuna tutela o appoggio da parte delle istituzioni". I volontari dell'Eurocarp club si dichiarano "indignati verso le forza politica al potere che potrebbe ma non vuole sanare la condizione di illegalità e di malagestione in cui versano le acque interne".
 

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