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Cronaca

36mila studenti in quarantena: la Regione propone vaccini nelle scuole e quarantene più corte

La Regione inoltre sta valutando la possibilità di estendere l’autotesting alla popolazione di età inferiore ai 5 anni, che non può vaccinarsi

Un aggiornamento sulla situazione pandemica e sulle vaccinazioni in ambito scolastico, educativo e universitario. Ma anche le richieste che l’Emilia-Romagna, con le altre Regioni, fa al Governo con tre obiettivi: garantire la sicurezza nelle scuole con gli studenti realmente in presenza, rivedere i protocolli per renderli praticabili, semplificare e velocizzare le procedure. E l’obiettivo di installare i sanificatori d’aria nelle scuole e all’Università.

A fornire il quadro della situazione in Emilia-Romagna sono stati martedì, in Commissione assembleare, la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e l’assessore alla Scuola e Università, Paola Salomoni, che hanno anche annunciato la disponibilità della Regione di iniziare a vaccinare a scuola, organizzandosi con le Direzioni scolastiche e i Dipartimenti di sanità pubblica. La Regione inoltre sta valutando la possibilità di estendere l’autotesting alla popolazione di età inferiore ai 5 anni, che non può vaccinarsi: su questa ipotesi sarà avviato un confronto con i pediatri di libera scelta.

“La fase di convivenza con la pandemia è già iniziata, dobbiamo attrezzarci come Paese che possa vivere nonostante le varie ondate - hanno sottolineato nei loro interventi la vicepresidente Schlein e gli assessori Donini e Salomoni - Se tutti crediamo che la scuola sia tale soprattutto in presenza e che sia la priorità nazionale, allora dobbiamo impegnarci tutti a rivedere i protocolli. L’impegno dell’Emilia-Romagna è massimo e la disponibilità delle Regioni c’è tutta, per far sì che aumenti la scuola in presenza e i protocolli siano realmente praticabili”.

Le richieste di semplificazione e aggiornamenti protocolli a Ministero e Iss

La Regione è disponibile a vaccinare nelle scuole, organizzandosi con le Direzioni scolastiche e i Dipartimenti di sanità pubblica. Ma a due settimane dalla ripresa delle lezioni, in cui la curva dei contagi è stata esponenziale, occorre un check e una revisione dei protocolli a livello nazionale, tali da poter essere messi realmente in pratica per fare andare gli studenti a scuola non solo sulla carta ma realmente.

Da qui la richiesta di equiparare immediatamente la quarantena tra gli studenti e il resto della popolazione. Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, la proposta è quella di ridurre i 10 giorni di quarantena e di superare la regola matematica di “1 caso tutti a casa”: si chiede di prevedere la quarantena solo per i contatti stretti e di considerare i guariti come gli adulti, con il ritorno in aula dopo 5 giorni a casa.

Per la scuola primaria, visto che i bambini possono indossare le mascherine, si suggerisce di tenere il tampone al quinto giorno ma lasciando in classe con mascherina i vaccinati e i guariti. Per le scuole secondarie, dove in Emilia-Romagna si è raggiunto l’81% dei vaccinati con 2 dosi, la richiesta è che tutti possano andare a scuola con mascherina se vaccinati con 2 dosi da meno di quattro mesi o con booster, perché “nella scuola non ci devono essere contraddizioni rispetto alla situazione generale”.

Infine, la richiesta alla struttura commissariale di estensione del prezzo calmierato dei tamponi a 8 euro in farmacia anche alla popolazione dai 5 ai 12 anni. L’assessore Donini ha inoltre garantito un intervento della Sanità regionale per rafforzare il rapporto con le farmacie del territorio, chiedendo la loro disponibilità, in caso di comunicazioni in ritardo da parte delle Asl, di garantire gratuitamente i tamponi di controllo anche solo a fronte della presentazione della comunicazione dell’Istituto scolastico.  

La situazione epidemiologica

Nell’ultima settimana si è osservata una stabilizzazione della curva e una flessione dell’incidenza, con l’Rt martedì a 0,98. A lunedì erano 2.773 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere della regione, di cui 2.625 nei reparti Covid - per un livello di saturazione del 29,16% - e 148 in terapia intensiva, con livello di saturazione del 16,6%.

La popolazione con malattia attiva è di 376.703, quindi l’indice dei ricoveri sulla popolazione attiva è dello 0,73%: il più basso di sempre, ma considerando un denominatore così esorbitante i reparti hanno una pressione significativa, soprattutto quelli di area medica.

Continua ad esserci una prevalenza vicina ai 2/3 dei casi di non vaccinati nelle terapie intensive; peraltro, si continua a stimare una quota di ricoveri di persone non ricoverate per complicanze da malattie da Covid, ma per altre ragioni, che poi si scoprono positive asintomatiche. Da qui, la proposta delle Regioni di rivalutare questo parametro improprio.

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La campagna vaccinale in Emilia-Romagna

I dati sulle vaccinazioni in Emilia-Romagna sono confortanti: considerando la popolazione dai 5 anni in su, il 90% delle persone ha ricevuto almeno una dose, l’86% ha finito il ciclo di vaccinazione primario. E l’andamento della campagna vaccinale è ampiamente sopra l’obiettivo fissato a livello nazionale: per il 2022, il target di vaccinazioni giornaliere indicato dalla Struttura commissariale per l’Emilia-Romagna è di 681.105; sono già 761.061 dall’1 al 23 gennaio le somministrazioni effettuate, con un +12% rispetto al target richiesto. L’impegno è di continuare a vaccinare il più possibile.

La situazione in ambito scolastico

Dai 748 focolai attivi nella settimana 10-16 gennaio (dai servizi educativi alle scuole secondarie di secondo grado) si è passati ai 2.415 della settimana 17-23 gennaio; da 969 a 2.225 classi in quarantena; in totale, tra studenti e personale, le persone in quarantena nelle due settimane considerate sono quasi triplicate, passando da 13.528 a 36.717. Infine, l’incidenza nella popolazione scolastica è passata da 4.504 su 100mila persone dal 10 al 16 gennaio a 6.494 tra il 17 e 23 gennaio.

Servizi educativi per l’infanzia, nidi e scuole per l’infanzia

L’incidenza per classi di età è in forte aumento, non era mai stato così da inizio pandemia, anche per l’effetto combinato di varianti più diffusive. La normativa che si applica è il decreto legge 1/2022, e poiché i bambini non portano la mascherina, anche in caso di un solo positivo scatta la sospensione per tutta la sezione per dieci giorni di attività. Tra le proposte avanzate con forza al Governo, l’equiparazione della condizione di quarantena per la popolazione scolastica e non. Dal monitoraggio condotto dalla Regione insieme a tutti i soggetti interessati è emerso l’impegno di assicurare tenuta e qualità di servizi, ma la difficoltà è la carenza di personale su tutto il sistema integrato, registrato sia dai Comuni che dai sindacati e dovuto a tanti positivi e persone in quarantena. Una soluzione proposta per il reperimento del personale per la fascia 0/3 anni è coinvolgere in via eccezionale i laureandi degli ultimi anni del percorso formativo, in analogia con quanto si è già previsto dal 2020 per la scuola d’infanzia. E ancora, si chiede alla Struttura commissariale di allargare la distribuzione delle mascherine Ffp2 anche ai nidi, e di procedere a una veloce distribuzione. Preoccupa anche che la quarantena non sia più considerata malattia, e anche su questo la Regione si è impegnata ad interloquire con il Governo. Infine, il sistema regionale è impegnato a velocizzare l’emanazione dei provvedimenti di quarantena: è stato chiesto ai territori di accelerare e automatizzare la trasmissione digitale del dato sui bimbi presenti in sezione nel momento in cui scatta la quarantena, in modo che le Ausl possano a loro volta validare al più presto il provvedimento, anche per poter effettuare gratuitamente il tampone e richiedere i congedi.

Università

L’organizzazione della didattica e lo svolgimento degli esami e delle prove di laurea nelle Università vengono confermati anche nel secondo semestre prevalentemente in presenza, come disposto dal Decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111 (convertito in legge 24 settembre 2021, n.133). Pur rimanendo in capo alle Università la gestione e l’organizzazione, la CRU (Conferenza Regione- Università) segue l’organizzazione degli Atenei regionali mantenendo un confronto costante per un servizio similare su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini. Tutte le Università stanno facendo prevalentemente esami in presenza prevedendo sempre canali alternativi a distanza, che si attivano diversamente a seconda degli Atenei ma che proteggono tutti gli studenti positivi, in quarantena, isolamento o con difficoltà di spostamento oggettive (ad esempio gli studenti con disabilità). Anche l’esame di laurea è programmato in presenza, almeno la proclamazione, e nel secondo semestre le lezioni sono confermate tutte in presenza, con la possibilità di fruirle anche a distanza. I servizi di ER.GO (mensa e ospitalità) sono pienamente funzionanti e non si registrano criticità neppure sulla richiesta del Green pass. Ci si avvia al secondo semestre, dunque, con una piena fruizione degli spazi e la presenza degli studenti nelle città universitarie.

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