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Lunedì, 22 Aprile 2024
Cronaca

Quintali di pesci morti, migliora la situazione nel canale: reti e panne per evitare che arrivino in mare

Secondo le analisi di Arpae, la moria è stata causata dalla pressoché totale assenza di ossigeno nell’acqua dei canali

Si sta risolvendo velocemente la grave moria di pesci - si parla di decine di quintali - che si è registrata nei giorni scorsi nel canale Destra Reno, concentrata in particolare nella zona di Mandriole, all’altezza della chiusa che sorge nei pressi della storica fattoria Guiccioli, e contestualmente la situazione del canale Zaniolo, dove è stata riscontrata una colorazione anomala (rosaceo/purpurea) causata, con buona probabilità, dalla presenza di alghe che proliferano in condizioni di elevato carico organico e scarsità di ossigeno - situazione effettivamente riscontrata nelle acque del canale (che costituisce il primo tratto del canale Destra Reno).

"Per fare in modo che la moria di pesci non si riversasse in mare - spiegano dal Consorzio - si è proceduto a un intervento di contenimento con reti e panne, presso il Canale Destra Reno all'altezza di Ponte Chiavica e scaricatore primo bacino. L'intervento è stato effettuato, con il nostro coordinamento, da Hera, Vigili del Fuoco e Comune di Ravenna".

Anche la pioggia dei giorni scorsi e l'immissione di acqua dal Canale Emiliano Romagnolo hanno aiutato a riportare l'acqua - scura e maleodorante in quanto proveniente dall'area alluvionata di Conselice - a un colore più chiaro. Secondo le analisi di Arpae, la moria è stata provocata dallo scarico delle acque di Conselice e dei numerosi campi agricoli allagati, condizione aggravata dal concomitante andamento delle maree. Fin dai primi giorni di deflusso delle acque il Comune di Ravenna ha attivato un attento monitoraggio della situazione, coinvolgendo i diversi enti competenti nell’attuazione di specifici controlli e interventi.

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Il pesce morto è stato recuperato da una ditta incaricata dal Dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell’Ausl della Romagna sulla base di una apposita convenzione regionale. Inoltre, al fine di scongiurare il deflusso a mare di eventuali oli e/o idrocarburi presenti, il Comune di Ravenna ha provveduto a posizionare delle panne assorbenti. Tali panne sono attualmente posizionate alla chiusa di Mandriole e verranno nei prossimi giorni sostituite con altre; quelle utilizzate verranno rimosse e conferite come rifiuto speciale.

Gli ultimi sopralluoghi, effettuati tra ieri e oggi da parte del dirigente del servizio Tutela ambiente e territorio Stefano Ravaioli e degli assessori al Turismo e aree naturali Giacomo Costantini e alla Transizione ecologica Gianandrea Baroncini, sono stati utili anche per un confronto con gli operatori balneari e con rappresentanti della pro loco di Casal Borsetti sullo stato dell’attività turistica.

A questo proposito si ricorda che sono stati continuativi i passaggi per la pulizia delle spiagge e il recupero di eventuali rami, detriti o carcasse di animali presenti, e che l’unico tratto di mare ancora non balneabile, appunto a Casal Borsetti, è limitato a un piccolo tratto a nord del canale Destra Reno che risente delle correnti di scirocco che vengono spinte verso di esso. L’analisi delle acque continua ad essere fatta periodicamente e non appena i risultati restituiranno un quadro di valori positivo, anche per quel piccolo tratto sarà revocata l’ordinanza di divieto di balneazione.

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Ferrero (FdI): "Se inquinato serve un'ordinanza per il divieto di utilizzo dell'acqua"

"Passati alcuni giorni, anche grazie ad importanti immissioni dal Cer, la situazione delle acque nel canale destra Reno è in miglioramento ed anche tutt il pesce morto è stato portato via prima che raggiungesse il mare. Tuttavia, per arrivare ad una definitiva normalizzazione potrebbero volerci molti giorni - commenta Alberto Ferrero, coordinatore provinciale e capogruppo in consiglio di Fratelli d'Italia - Non si sa, infatti, che tipo di sostanze abbia provocato questa importante moria, Arpa
sta effettuando delle analisi, ma ad oggi non si sa ancora niente. L’acqua che si è riversata nel destra Reno ha infatti raccolto tutto quello che ha incontrato lungo il suo passaggio. Anche ad occhio nudo si possono vedere importanti tracce di idrocarburi, tuttora presenti, ma potrebbero anche esserci altre sostanze. Il destra Reno è un canale che assieme ad altri della rete consorziale, oltre che raccogliere acqua, è anche utilizzato per irrigare la campagna. Per questo motivo è indispensabile,
avvicinandosi l’estate, fare immediatamente una mappatura dettagliata dei livelli di inquinanti presente in tutta la rete di canali e, nel caso, emettere una ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua, affinché ignari agricoltori non utilizzino acque contaminate creando altri danni ad una agricoltura già duramente colpita".

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