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Cronaca

Raccolta rifiuti porta a porta, Fp Cgil: "Servono più tutele per i lavoratori"

Un'azienda che si occupa di servizi ecologici ambientali nel Ravennate avrebbe tenuto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, secondo il sindacato, "una serie di comportamenti inopportuni, inappropriati e perfino vagamente intimidatori"

"Atteggiamenti di carattere vessatorio, violazione sistematica del contratto di comparto, una condotta ai limiti della liceità". È un atto d'accusa durissimo quello redatto dalla Fp Cgil di Ravenna nei confronti di un'azienda che si occupa di servizi ecologici ambientali nel Ravennate e che avrebbe tenuto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, secondo il sindacato, "una serie di comportamenti inopportuni, inappropriati e perfino vagamente intimidatori".

Secondo Fp Cgil, "i vertici dell’azienda avrebbero disapplicato ripetutamente la normativa che disciplina le attività di settore, obbligando le unità addette al porta a porta a ritmi serrati con turni di lavoro superiori alle nove ore, non rispettando il limite massimo delle ore giornaliere lavorabili previsto dalla legge. Come se non bastasse, l'azienda non retribuisce per intero le ore lavorate. L’azienda infatti, con un regolamento adottato lo scorso marzo, ha stabilito che il maggior orario effettuato può essere retribuito solo se superiore ai 30 minuti, non contabilizzando quindi le frazioni di orario che non arrivano alla mezz’ora. Inoltre, a fronte di una richiesta eccezionale prevista per la stagione estiva, la stessa azienda non soltanto non avrebbe rivisto la dotazione organica - non assumendo un numero di stagionali congruo alle necessità dei territori serviti - ma avrebbe addirittura ricorso unilateralmente all’istituto della banca ore senza il consenso del lavoratore, un escamotage in piena regola per evitare di pagare le ore di lavoro straordinario. In ultimo, l’azienda dispone che la raccolta venga spesso eseguita da un solo operatore, che quindi deve procedere, nell’ipotesi della zona balneare, a spostare da solo i bidoni degli stabilimenti per avvicinarli al camion, bidoni che superano di gran lunga il peso sopportabile da un unico lavoratore, peso maggiorato dalla difficoltà di trascinamento su stradelli non asfaltati”.

La Fp Cgil denuncia una situazione “divenuta ormai inaccettabile”, evidenziando come si stia giungendo rapidamente “al punto di non ritorno. Nelle ultime settimane - lamenta il sindacato - l’azienda ha intrapreso una serie di azioni disciplinari nei riguardi dei lavoratori vittime di incidenti stradali registrati nell’espletamento delle loro funzioni. Oltre al danno la beffa, perché le unità - sottoposte a turni massacranti, impegnate ad oltranza con turni di lavoro che cominciano alle 2:00 e terminano verso le 12:00, sotto il sole cocente nonostante le direttive stabilite dal Ministero del Lavoro (direttiva INL n.3783 del 22/6/22) - oltre ai rischi correlati al proprio stato di salute potrebbero ricevere una richiesta di risarcimento danni da parte del datore".

"Siamo di fronte a una situazione intollerabile - conclude la Fp Cgil -. Le lavoratrici e i lavoratori addetti alla raccolta e smaltimento dei rifiuti svolgono la loro attività rasentando i limiti della tollerabilità umana. Il caso è emblematico della situazione che si vive nel mondo delle società appaltate, dove quotidianamente ci si misura con una corsa senza scrupoli alla massimizzazione del profitto”.

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