Radiologia a Cervia: "Pessima gestione per un ottimo progetto"

Sindacati sul piede di guerra: "Che fine ha fatto il poco personale assunto? E quali sono le cause di tanta inefficienza?"

I sindacati Cgil Cisl e Uil,  insoddisfatti dei risultati sin qui raggiunti dall’internalizzazione della Radiologia all’ospedale San Giorgio di Cervia, chiedono risposte sul progetto che avrebbe dovuto riqualificare la risposta sanitaria sul territorio cervese, rafforzando nel contempo i servizi all'interno della struttura.
Per Cgil Cisl e Uil ci sono alcuni elementi su cui è doveroso riflettere: il progetto, assolutamente condivisibile, prevedeva sin dall’inizio del 2015 la reinternalizzazione di tutto il servizio di Radiologia al fine di determinare una riqualificazione del presidio di Cervia e un contestuale abbattimento di costi.
In una nota, i sindacati ricostruiscono quanto avvenuto negli ultimi tempi:

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  • a dicembre del 2015 il personale medico e tecnico, che avrebbe dovuto essere assunto, ancora non si era visto. Di fronte a questa situazione Cgil Cisl e Uil si erano rivolte direttamente al direttore sanitario dell’Ausl e al direttore aziendale dei presidi ospedalieri denunciando, durante l'incontro, il forte ritardo nell’avvio del progetto e la preoccupazione che questo potesse pregiudicare la piena operatività della struttura nei tempi previsti. La Direzione rispose che il percorso si stava svolgendo secondo le previsioni, che il problema da noi evidenziato era legato a una momentanea difficoltà ma che tutto si sarebbe svolto nei modi e nei tempi previsti. Abbiamo dovuto però in seguito registrare che ad  inizio dello scorso febbraio mancava ancora del personale  e che  non si erano avviati, per quello presente, i percorsi di formazione per l'utilizzo delle attrezzature. Strano però che nello stesso periodo l’Ausl della Romagna abbia trovato invece tempo e modo per formare il personale di una struttura privata.
  • nello scorso marzo, dopo una serie di rinvii, finalmente apre la Radiologia di Cervia a gestione pubblica ma, inspiegabilmente, con forti limitazioni dei posti a disposizione per gli esami tanto da programmarne solo una decina o poco più al giorno (contro una normale media di circa 50 esami ).

“Abbiamo chiesto spiegazioni all'Azienda – spiegano in sindacati - e ci siamo sentiti rispondere “Siamo nella fase iniziale”.
Di quale ulteriore fase iniziale hanno bisogno, ci domandiamo noi, a fronte di un progetto che ha richiesto diversi mesi di elaborazione e almeno sette mesi di tempo per preparare la fase operativa?
Questa risposta è inaccettabile da parte di  chi ha il compito di organizzare ed ha la responsabilità  di gestire strutture  e servizi pubblici .
Intanto anche quel poco di personale assunto sembra sparito…
Spieghiamoci meglio: per la realizzazione del progetto, dal punto di vista “formale”, il nuovo personale (3 medici e 5 tecnici di Radiologia) viene assegnato all’Unità Operativa Radiologia di Ravenna ma destinato alla sede di Cervia. Peccato che il personale medico ad oggi sia stato in gran parte utilizzato per sostituire quello mancante a Ravenna e non vi sia traccia del personale che doveva invece essere assunto per sostituire le cessazioni in questa struttura.
Noi ci chiediamo che fine abbiano fatto questi operatori e vorremmo una risposta chiara, non scuse. Perché quella della difficoltà di assumere personale, diventa un'inaccettabile scusa quando si traduce in mesi e mesi di attesa, cosa che ormai sta diventando la regola per questa Direzione generale con tutte le criticità che sempre di più si stanno determinando dentro le unità operative e dentro i reparti ospedalieri.
E’ inaccettabile che si cerchi di far credere, a noi e a tutti i cittadini, che il Direttore aziendale del dipartimento di Radiologia e il direttore aziendale dei presidi ospedalieri non conoscessero per  tempo quali posizioni sarebbero rimaste vacanti ed è inaccettabile che non abbiano adottato in tempo utile le decisioni necessarie. Intanto l'attività medica a Cervia  viene in parte garantita con il ricorso allo straordinario e con altre forme di orario aggiuntivo.
Considerando che quanto accaduto a Cervia  non può essere sfuggito alle massime responsabilità dirigenziali dell'Ausl, se non altro perché interrogate nel merito da noi più volte, i motivi di quanto sta accadendo possono, a nostro parere, essere solo due: o un livello di incompetenza  e disinteresse difficilmente accettabile o  una chiara volontà.
Cgil Cisl e Uil chiedono chiarezza, trasparenza, individuazione delle responsabilità, esplicitazione degli obiettivi, dei percorsi e risposte certe per il futuro dei servizi”.

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