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Pioggia di insulti razzisti alla 'sardina' Rama: "Scimmia", "Vattene in Africa". Ma lei non si abbatte

Qualche giorno fa Rama Sarr, giovane di Faenza di origini senegalesi, ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook spiegando i motivi che l'avevano spinta ad aderire al movimento delle "sardine"

"Mi chiamo Rama e sono una sardina "fuori sede". Sono qui perchè non voglio smettere di auspicare a una maggior umanità". Qualche giorno fa Rama Sarr, giovane di Faenza di origini senegalesi - studentessa di Scienze Politiche all'Università di Parigi - ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook spiegando i motivi che l'avevano spinta ad aderire al movimento delle "sardine".

"In questi ultimi anni ho scoperto un "piatto principale" non molto appetitoso composto da violenza, intolleranza, odio e un pizzico di pochezza - spiega la ragazza nel video - Mi duole dirlo, però l'Italia ha tirato fuori il peggio di sè, e solo la parte marcia della mela era visibile, talmente visibile da farmi credere che forse tutta la mela fosse marcia, in parole povere un'Italia tollerante all'intolleranza. La Lega, e in particolar modo il mio "carissimo amico" Salvini, hanno una grandissima responsabilità sul clima di odio attuale: se prima una persona si vergognava ad esternare il proprio odio per il diverso, oggi si sente quasi autorizzata a farlo. Sì, perchè quando l'intolleranza di qualsiasi forma essa sia viene legittimata a livello istituzionale, queste sono le conseguenze. Salvini è stato in grado di manipolare in un momento critico una buona parte degli italiani giocando sulla loro necessità di dover trovare un capro espriatorio per le loro frustazioni e i loro mali, e hanno ben pensato di mettere nella stessa categoria lo straniero, l'immigrato, il clandestino stigmatizzandoli come il nemico. Mi dispiace deludervi, ma non sono loro il nemico. Mi chiedo oggi cosa farebbe la Lega Nord senza gli immigrati e senza i clandestini, ma soprattutto di cosa parlerebbe. La politica deve smettere di istigare alla violenza, deve tornare alle sue origini, a essere un'arte: l'arte di governare una società. Se questa arte viene a mancare, significa che è arrivato il momento che la società si faccia sentire. Siamo noi i protagonisti ed è ora di riprenderci il nostro ruolo di attori e smettere di essere solo spettatori. Giulia, Mattia, Andrea e Roberto (i fondatori delle sardine) sono l'incarnazione di un gruppo, di una mobilitazione spontanea, la "faccia" delle sardine: noi siamo il corpo, il corpo di una generazione che realizza. Noi, se mi posso permettere, siamo l'Italia quella bella. Dico noi perchè l'Italia sono anche io, italiana e nera: usate l'appellativo che più vi piace, italiana di origine senegalese, italo-senegalese, afro-italiana, poco importa: ciò che importa, e che piaccia o meno, è che non permetterò a nessuno - in particolar modo ai sostenitori della "purezza della razza" - di dirmi che non ho gli standard fisici per essere considerata figlia di questo paese, del mio paese. Io, ad oggi, sogno un'Italia migliore, un'Italia dove la diversità viene vista come una forza e non una minaccia. Le sardine per me rappresentano la speranza di combattere senza armi questo guazzabuglio di ignoranza, sovranismo, violenza e odio e mi piacerebbe la prossima volta alla domanda "Bella l'Italia vero?" poter rispondere convintissima e fiera "Sì, l'Italia è bella, ma gli italiani ancora di più".

Il video di Rama ha subito iniziato a ricevere centinaia e centinaia di commenti, alcuni di sostegno, altri davvero biechi: "Scimmia", "Sardina abbronzata", "Vattene in Africa", "Vai a fare in culo nella tua nazione cogliona", "Vai a battere, è l'unica cosa che sai fare". Commenti come questi si susseguono uno dopo l'altro. Nel giro di poco il video è diventato virale, superando le 200mila visualizzazioni e ottenendo quasi 4000 commenti e condivisioni. Ma Rama non si fa abbattere dagli "haters" e cita Buddha: "L'odio non cessa con l'odio, in nessun tempo. L'odio cessa con l'amore. Questa è la legge eterna". E a chi la definisce "sardina abbronzata" replica ironicamente: "Sono una sardina non abbronzata, di più. Il flash fa miracoli ma, in realtà, sono nera come il carbone. La giovane, però, non è internzionata a lasciar correre: "Sono intenzionata a sporgere denuncia - spiega - Se ne sta occupando il mio avvocato".

Tra i tanti che invece hanno espresso solidarietà nei confronti di Rama, dopo la valanga di commenti d'odio ricevuti, c'è anche Cathy La Torre, avvocato fondatrice della campagna "Odiare ti costa" contro l'odio sul web: "Cara Rama, non arrenderti. Non arrendiamoci. Saranno proprio le persone come te, le donne come te, le italiane bellissime come te a salvare questo Paese".

Charles Tchameni Tchienga, presidente dell'associazione di volontariato "Il Terzo Mondo Onlus", hanno espresso sostegno, solidarietà e stima nei confronti dei genitori e parenti di Rama: "E' stata brutalmente insultata e spogliata della sua dignità. Siccome Rama è nera di pelle, si è scatenata nei suoi confronti la macchina della vigliaccheria e dell'ignoranza, con un tornado di insulti di tutti i colori. È indubbiamente un episodio odioso e allucinante che calpesta i volori della dignità unama e viola i principi di libertà di espressione e di opinione. Rama è una ragazza bella e coraggiosa, poiché nonostante questo diluvio di insulti non ha assolutamente perso la sua determinazione e la sua ironia nel ribadire la sua opinione, dimostrando anche di esser orgogliosamente fiera del sangue nero che circola nelle sue vene e le dà la vita. Il bullismo di ogni genere è un ricordo delle passato. Solo i codardi lo usano ancora per esprimere le loro frustrazioni e le loro paure di vedere e vivere la realtà di un mondo democratico, libero ed emancipato".

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