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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Lugo

'Ranalli negro', spunta un oltraggioso graffito. Il sindaco: "Non è un'offesa, ma sporgerò denuncia"

"E' sempre fastidioso quando succedono queste cose, ma non la ritengo un'offesa - spiega Ranalli - Ringrazio tutti per la solidarietà dimostratami in queste ore"

'Ranalli negro'. Una scritta fastidiosa e poco sensata quella comparsa lunedì mattina sulla pavimentazione del ponte di attraversamento denominato dai residenti 'Pungela' a Villa San Martino, nel lughese, che prende di mira il sindaco di Lugo Davide Ranalli. Il graffito, realizzato con vernice spray rossa, è accompagnato da una sorta di 'falce e martello'. La stessa vittima ha condiviso la foto della scritta sui suoi profili social, commentando "Non ho chiaro nè il senso nè dove sia l'offesa".

"E' sempre fastidioso quando succedono queste cose, ma non la ritengo un'offesa - spiega Ranalli raggiunto telefonicamente - In ogni caso martedì pomeriggio mi recherò a sporgere formale denuncia. Ringrazio tutti per la solidarietà dimostratami in queste ore. Molti mi hanno anche strappato un sorriso, cosa non semplice quando succedono queste cose".

"Posto che gesti così vili si commentano da soli, esprimo tutta la mia vicinanza all’amico Ranalli impegnato, come molti di noi, nel difficile compito di amministrare una città in tempi complicatissimi come questi - commenta il sindaco di Cotignola Luca Piovaccari - Il momento richiederebbe il sostegno e il supporto delle comunità ai loro amministratori, ma certo non possiamo pretenderlo da tutti e in particolare da chi esprime tutta la sua ignoranza con gesti come questo. Vai avanti per la tua strada Davide".

Sul caso è intervenuto a difesa di Ranalli anche Gianni Cuperlo del Pd: "Si suppone che l'aggettivo (negro, ndr) volesse completare l’intento di scagliare un insulto severo. In calce, perché l’educazione è tutto, la firma, cioè una specie di firma vergata con mano incerta e che dovrebbe fornire l’indizio di una falce e martello. Bene, al netto della solidarietà affettuosa verso il mio amico sindaco forse due notazioni si possono fare. La prima, la più seria, è nella scelta dell’insulto. Perché agli occhi e alle orecchie di una qualunque persona quell’aggettivo non lo è. Ovvero, magari lo era nell’Alabama degli anni '50 e in diverse altre parti del mondo (e ahimè di casa nostra pure). Ma chiunque abbia non dico un minimo, anche solo un grammo di senno, ha compreso da mo’ che il razzismo si ritorce sempre contro chi lo promuove, aizza, diffonde e pratica. Detto ciò l’altra nota è sulla fantasia. Eh sì, perché ci vuole anche un pizzico di creatività nell’aggredire. All’ignoto writer nottambulo vorrei dire di andarsi a leggere il monologo di Cyrano al tizio che lo apostrofa per un naso – come dire? – molto “grande”. E come replica lo spadaccino? Spiegandogli che quel termine (grande) “è assai ben poca cosa! Se ne potevan dire... ma ce n'erano a josa, variando di tono. - Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: «Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!» Amichevole: «Quando bevete, dée pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!» Descrittivo: «È una rocca! ... È un picco! ...Un capoaffatto... Ma che! l'è una penisola, in parola d'onore!» Curioso: «A che serve quest'affare, o signore? forse da scrivania, o da portagioielli?» Vezzoso: «Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi preoccupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?» Truculento: «Ehi, messere, quando nello starnuto il vapor del tabacco v'esce da un tale imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?» Cortese: «State attento, che di cotesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!» Tenero: «Provvedetelo di un piccolo ombrellino, perché il suo bel colore non se ne vada al sole!» …e così avanti per una cinquantina di versi".

"Allora, caro writer, in rapida sintesi - conclude Cuperlo - Non si imbrattano i muri di notte. Se pensi che 'negro' sia un insulto hai sbagliato secolo e paese. Lascia perdere la falce e martello che è una roba seria. Cerca di coltivare la creatività e non cedere ai luoghi comuni (pessimi). Compera il Cyrano e leggilo. Quanto a capirlo, almeno provaci. Auguri”.

Il gruppo consiliare e la lista civica Insieme per Lugom nelle persone della capolista Alessandra Morici e dei consiglieri Gianna Babini e Stefano Scardovi, ritengono il vandalismo "un atto vile in quanto compiuto nell’anomimato e privo senso non essendo chiaro il fine politico della scritta. Una goliardata offensiva molto più per la comunità di Villa San Martino che per il primo cittadino, in quanto è stata imbrattata un’opera pubblica cara alla popolazione e che nei prossimi anni verrà rigenerata dall’amministrazione comunale proprio per il grande valore comunitario. Siamo certi che il senso civico che più volte la comunità di Villa San Martino ha dimostrato prevarrà sulle azioni solitarie di qualche individuo".

Anche la Presidente della Consulta di Villa San Martino-Zagonara Sonia Graziani in proposito ha manifestato piena solidarietà al sindaco: "Condivido in pieno le sue parole “non si capisce né dove sia il senso né l’offesa”. Quello che dispiace di più è la crescita dell’inciviltà tra le persone che pensano che imbrattare muri o beni comuni sia un gesto “da grandi”, invece è solo uno sfregio per un’intera comunità".

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