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Ravegnana chiusa, la proposta: "Sfruttare l'autostrada per Forlì e rimborsare il pedaggio"

Sono passati ormai quasi due mesi da quel 25 ottobre in cui fu necessaria la chiusura di via Ravegnana, a seguito della frana in prossimità del ponte sulla chiusa di San Bartolo

Sono passati ormai quasi due mesi da quel 25 ottobre in cui fu necessaria la chiusura di via Ravegnana, a seguito della frana in prossimità del ponte sulla chiusa di San Bartolo nella quale ha perso la vita Danilo Zavatta, tecnico della Protezione Civile. "Da allora è iniziato un vero e proprio calvario per tutte quelle centinaia e centinaia di pendolari che quotidianamente percorrevano la SS67 e che tutt’oggi non hanno nessuna idea indicativa di quanto ancora possa perdurare questo stato di estremo disagio, se non un’indicazione dell’assessore Roberto Fagnani, che ha giustamente spiegato come fretta e sicurezza non possano andare di pari passo - commentano dalla sezione ravennate di Italia in Comune, partito neonato il cui presidente è l'ex pentastellato sindaco di Parma Federico Pizzarotti -  Ritenendo che l’importanza primaria debba essere data alla sicurezza stradale e alla regola d’arte dei lavori che verranno effettuati – anche in ottica di ottimizzazione degli interventi economici – è però importante rispondere in modo tempestivo, assistendo tutti quegli utenti che vedono in via Ravegnana il percorso ottimale per raggiungere il luogo di lavoro".

Se quindi, anche per Italia in Comune, nel lungo periodo sarebbe auspicabile veder nascere una tratta ferroviaria oltremodo necessaria come quella di Ravenna-Forlì, "è altresì importante poter mettere in campo nell’immediato una possibile soluzione agli svariati disagi che ha comportato la chiusura del tratto stradale: ricordiamo infatti come la canalizzazione del traffico lungo le vie periferiche (ad esempio attraverso San Marco) abbia un impatto estremamente negativo sulla qualità di vita e sulla sicurezza della cittadinanza, senza considerare l’assoluta inadeguatezza di strade minori al transito del traffico pesante. Ecco quindi una possibile alternativa che ci piacerebbe fosse discussa fin da subito dalla nostra giunta comunale, coinvolgendo Regione Emilia-Romagna e la società Autostrade per l'Italia: fornire l’alternativo utilizzo del tratto autostradale Ravenna-Forlì rimborsando l’intero costo del pedaggio. La manovra, che di primo acchito potrebbe sembrare avere un impatto economico faraonico sulle casse comunali, è in realtà di assoluta fattibilità con un po’ di collaborazione con le altre istituzioni coinvolte. Da fonti ISTAT del 2016, il parco veicolare del Comune di Ravenna si assesta attorno alle 100.000 auto. Possiamo ipotizzare, viste le statistiche di traffico, che il 5% di questi veicoli sia coinvolto nel pendolariato fra Ravenna e Forlì. Certo, la cifra di per sé sarebbe ingente per il solo Comune di Ravenna, ma sedendosi ad un tavolo di trattative con Autostrade per l’Italia (questa soluzione porterebbe loro un gettito diversamente irrealizzabile, per cui è assolutamente lecito poter pensare di trattare con la società) si potrebbe ottenere una agevolazione sul costo del pedaggio, riducendo quindi notevolmente l’esborso finale. Inoltre la stessa Regione Emilia-Romagna potrebbe, vista la condizione di disagio che coinvolge due province, contribuire alla manovra con un ulteriore riduzione dell’aggravio del bilancio comunale. Ovviamente questa non può che essere una manovra tampone, che però consentirebbe di fornire ai cittadini di Ravenna una valida alternativa, appoggiandosi ad una rete stradale sicura ed efficiente, per tutto il tempo necessario al ripristino della viabilità su via Ravegnana, rispettando tutti i crismi. E magari, con l’occasione, si potrebbe già iniziare a parlare di possibili alternative: qualcuno ha già parlato di una possibile Ravegnana Bis presentando un progetto certamente interessante, ma noi preferiremmo puntare sull’introduzione di una tratta ferroviaria che aiuterebbe inoltre a bypassare le carenze del collegamento Ravenna-Bologna, dato che Forlì è certamente meglio servita".

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