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Ravegnana chiusa per mesi: "Potenziare il trasporto pubblico per ridurre il traffico"

La chiusura della Ravegnana dopo il crollo della chiusa di San Bartolo - chiusura che si prolungherà ancora per mesi con tutte le conseguenze del caso - continua a far discutere

La chiusura della Ravegnana dopo il crollo della chiusa di San Bartolo - chiusura che si prolungherà ancora per mesi con tutte le conseguenze del caso - continua a far discutere. "Il disastro occorso sulla Ravegnana purtroppo è solo uno dei tanti episodi in cui si evidenziano le fragilità del territorio: tale fragilità è dovuta a cause molteplici, fra loro intrecciate, e risultanti a loro volta di molti fattori, sui quali nessun livello decisionale, amministrativo e civile (Stato, Regioni, Enti Locali,e anche l’insieme della cittadinanza con i suoi comportamenti collettivi e individuali) può dirsi completamente innocente e privo di responsabilità - commenta Massimo Manzoli, capogruppo in consiglio comunale di Ravenna in Comune - Indubbiamente, di tali aspetti, quello della mobilità e del traffico automobilistico è uno dei principali e dei più critici, sia per il fatto che l’enorme numero di auto provoca il grave deterioramento delle strade e delle strutture annesse, sia perché al momento in cui si crea una criticità, come quella riguardante la Ravegnana, risolvere il problema di come indirizzare i flussi di spostamento impatta con difficoltà enormi. Insomma, vengono al pettine i nodi di un modello di sviluppo che per decenni ha drogato, dal punto di vista economico, ma anche organizzativo, sociale e financo psicologico, il trasporto individuale su gomma, sacrificando drammaticamente e irresponsabilmente quello collettivo. La costruzione di strade e autostrade e la relativa distruzione di enormi estensioni di territorio sono andati crescendo parallelamente al numero sconsiderato di automobili e all’individualismo esasperato che caratterizza la mobilità di oggi, mentre l’offerta in termini di trasporto pubblico è rimasta sempre carente e in molti territori addirittura umiliante e ridicola".

Ravegnana chiusa ancora per mesi, la proposta: "Ridurre le tasse a residenti e imprese"

"Anche se alcuni interventi di ampliamento e ammodernamento sono indispensabili, proporre oggi ulteriore generalizzata costruzione di strade costituisce un rimedio che potrebbe essere peggiore del male, e non farebbe che incrementare il volume di traffico - prosegue il consigliere d'opposizione - Ci rendiamo perfettamente conto di come l’emergenza renda indispensabile mettere in atto provvedimenti che affrontino i problemi immediati, e che richiedono la massima collaborazione e il massimo coordinamento fra amministratori, tecnici e cittadini. In questo senso apprezziamo il realismo, il senso di responsabilità e l’assenza di toni propagandistici con cui il nostro sindaco, gli assessori e i tecnici coinvolti stanno gestendo la questione. E vediamo con preoccupazione l’emergere di proteste micro-campanilistiche di alcuni gruppi di cittadini che, anziché cercare di valutare quali siano le scelte da compiere nel senso del bene comune, alzano la voce per richiedere qualche privilegio in termini di permessi e autorizzazioni – come fosse un diritto, e come se fosse quello il problema principale – per le loro singole realtà. Tuttavia è nostro dovere rimarcare con la massima energia che questi momenti di crisi dovrebbero proprio essere occasioni per rimettere in discussione il modello di sviluppo al quale siamo abituati. Se molte più persone e merci si spostassero con i mezzi pubblici, molte meno automobili circolerebbero sulle strade e la soluzione di come indirizzare il traffico sarebbe più semplice. Ma questo è realizzabile solo con un potenziamento e una ramificazione del trasporto collettivo, che adesso è assolutamente deficitario, e una campagna costante di sensibilizzazione e di promozione. E’ vero che questo è un ragionamento di lunga scadenza, che dovrebbe fra l’altro far riprendere in considerazione una rinnovata importanza del trasporto su rotaia (chi ricorda che le “metropolitane di superficie” erano nei discorsi del mondo politico, anche locale, alcuni decenni orsono? E chi ricorda che un tempo l’asse Ravenna-Forlì aveva anche un collegamento ferroviario?). Ma anche nell’emergenza alcune strade sarebbero percorribili, come il potenziamento delle autolinee Ravenna-Forli, la predisposizione di bus navetta in alcuni punti strategici dei foresi in modo da fermare una quantità di auto private a una certa distanza dalla città, nonchè la riduzione del prezzo delle corse nei tratti interessati dall’emergenza. Ravenna in Comune fa appello agli amministratori e ai cittadini affinchè il tema della mobilità sostenibile divenga finalmente una delle priorità nel dibattito e nelle scelte politiche concrete".

La Lega: "Agevolazioni fiscali per i commercianti della zona danneggiati"

"La chiusura della Ravegnana e l’incognita dettata dalla sua riapertura stanno creando notevoli disagi sia ai residenti delle località ad essa adiacenti sia a tutti coloro che, dovendosi recare da Ravenna a Forlì, sono costretti a percorrere le strade secondarie allungando di molto il tempo ed i chilometri di percorrenza: perché dunque, la Regione Emilia-Romagna, di concerto con l’amministrazione comunale di Ravenna, non ritiene di adottare forme di agevolazione fiscale finalizzate ad alleggerire la pressione tributaria di cittadini e commercianti della zona e ridare ossigeno ad aziende e territorio?". A chiederlo, dopo La Pigna, è il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani: “L’interruzione della Ravegnana sta “ingolfando” le arterie comunali e provinciali ad essa adiacenti, le quali oggi sono chiamate ad assorbire un notevole incremento del traffico, compreso quello pesante, pur presentando condizioni manutentive non certo ottimali, tant'è che sono diversi i punti in l’asfalto si presenta disconnesso e con un’alta densità di buche tali da mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti. Tuttavia, i disagi non riguardano soltanto gli automobilisti, ma anche i titolari delle attività economiche dislocate lungo la Ravegnana che a più riprese, in queste settimane, hanno denunciato un calo del fatturato e gli stessi agricoltori della zona che vivono nell’incertezza sulle prossime semine e numerose aziende per le quali si profila un drastico taglio alla redditività. Risulta, quindi, non solo urgente provvedere alla sistemazione della rete viaria coinvolta dal crollo del ponte sulla Ravegnana, ma sarebbe anche opportuno che Regione e amministrazione Ravennate pensassero davvero di alleviare i danni economici, patiti dagli operatori della zona, con agevolazioni fiscali in grado di far tirare un sospiro di sollievo ai loro conti economici, già sensibilmente provati dall'interruzione della viabilità della Ravegnana”, conclude Liverani.

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