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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Ravenna tra le 12 città italiane "bike friendly", uno su quattro si sposta in bici

Lo dicono i dati di Legambiente sull'economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città presentati venerdì alla presenza del ministro dei trasporti Graziano Delrio

Quella buona (e pulita) dozzina: potremmo chiamarla così la squadra delle 12 città italiane bike friendly. Almeno il 15% della popolazione di Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forlì utilizza quotidianamente la bici per i propri spostamenti. Poi ci sono Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara con percentuali di abitanti che preferiscono il manubrio al volante che oscilanno tra il 22% e il 27%, per arrivare infine al "top" di Pesaro e Bolzano, dove circa un abitante su tre pedala per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.

Lo dicono i dati di Legambiente sull'economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città presentati venerdì alla presenza del ministro dei trasporti Graziano Delrio. Tra le grandi città, invece, si distingue Milano, dove lo sviluppo del sistema dei trasporti pubblici, l'introduzione dell'Area C e la rifunzionalizzazione di alcuni spazi è stata accompagnata dalla crescita della ciclabilità (oggi il 6% dei milanesi si sposta in bici), mentre Roma è in coda al gruppo: nella capitale solo 5 persone su mille usano la bici. Presenti all'iniziativa anche il presidente di Legambiente Rossella Muroni, il sindaco di Pesaro e vicepresidente Anci Matteo Ricci e Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente. A Bolzano e Pesaro, dunque, il 28% della domanda urbana di mobilità è soddisfatto dalla bici. Il comune altoatesino ha collegato tra loro, formando una sorta di grande anello ciclabile, tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative cittadine. La città di Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, una metropolitana di superficie che alla fine del 2016 conta ben 85 chilometri di percorsi ciclabili e la rete, visto il successo, continua a estendersi. E' importante sottolineare che in queste due città il successo non è figlio solo di infrastrutture di qualità per le bici, ma di una riorganizzazione complessiva dello spazio urbano: sono state ampliate le aree pedonali, sottratti spazi alla sosta delle auto, messi in sicurezza gli incroci, istituite zone a velocità moderata.

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