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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

Il trucco del prestanome non funziona: Finanza smaschera maxi evasione

Al termine delle indagini la Guardia di Finanza di Ravenna ha smascherato sia il prestanome che il reale titolare dell’impresa, responsabili di aver nascosto ricavi per oltre 2,6 milioni di euro ed Iva per oltre 400 mila euro

Fantomatica impresa "operava" nel settore della meccanica generale (in particolare la carpenteria metallica). Ma la Guardia di Finanza di Ravenna ne ha verificato la posizione fiscale ed ha smascherato l’evasione. Il trucco adottato per sfuggire alla tassazione dei ricavi - quello dell’azienda interposta il cui titolare è un prestanome - seppur apparentemente datato, crea ancora molti danni all’Erario ed alle tasche dei cittadini onesti.

Le accurate indagini finanziarie, eseguite dalle Fiamme Gialle sui conti correnti bancari, hanno permesso di individuare gli imbroglioni di turno e denunciarli. Il sistema di frode è semplice quanto subdolo: l’azienda - quella reale - effettua i normali lavori. Prima però di iniziare a fatturare costituisce ad hoc una finta ditta che intesta ad un prestanome sul quale chiaramente si fanno ricadere tutti gli obblighi di natura fiscale, pagamenti compresi. Per dare parvenza di regolarità alle operazioni sono statti aperti anche uno o più conti correnti bancari sui quali transitano i pagamenti delle fatture.

Trascorsi diversi anni, a frode ha preso forma: l’impresa fittizia ha chiuso i battenti senza aver minimamente adempiuto al versamento di imposte e tributi. Non solo: le fatture ed i documenti utili per poter ricostruire i fatti sono stati sistematicamente fatti sparire per tentare di rendere vano il lavoro dei finanzieri. Così non è stato: come per la ricostruzione di un puzzle composto da centinaia di pezzi, poco per volta prende ha preso forma il quadro del furto allo Stato; l’esame minuzioso dei conti correnti bancari ha permesso di individuare i flussi finanziari ed i reali destinatari delle lavorazioni e delle conseguenti fatturazioni.

La documentazione è stata invece ricostruita tramite i cosiddetti controlli incrociati, che hanno permesso di recuperare gli atti presso i clienti attraverso un lavoro, anche in questo caso meticoloso, di ricostruzione documentale. Al termine delle indagini la Guardia di Finanza di Ravenna ha smascherato sia il prestanome che il reale titolare dell’impresa, responsabili di aver nascosto ricavi per oltre 2,6 milioni di euro ed Iva per oltre 400 mila euro oltre ad aver compensato crediti Iva inesistenti per un importo di 200 mila euro. Entrambi sono stati denunciati per reati tributari.

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