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Cronaca

Ravenna Festival porta in scena le meraviglie e la magia della città

Ravenna Festival, giunto alla XXVIII edizione, conferma ancora una volta la propria vocazione a rappresentare una preziosa occasione per costruire sintonie e convogliare energie nei luoghi più magici della città

Gli Antichi Chiostri Francescani, la Basilica di San Vitale, la Biblioteca Classense: tre vertici di quell’identità poliedrica che rende Ravenna unica al mondo; tre luoghi che, grazie all’impegno rispettivamente della fondazione Cassa di risparmio di Ravenna, dell’Opera di religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e dell’istituzione biblioteca Classense, sono ancora oggi viva testimonianza dell’eredità storico-culturale della città. Ed è grazie alle collaborazioni con questi soggetti che il Festival di Ravenna, giunto alla XXVIII edizione, può costruire un suggestivo percorso attraverso luoghi ed epoche: il programma quotidiano si tinge dell’oro dei mosaici e riscopre la lingua di Dante, senza dimenticare un altro prezioso bene culturale, il libro, per ventiquattro ore all’insegna della meraviglia.

Una giornata che comincia alle 11 del mattino presso i Chiostri Francescani, adiacenti la Tomba di Dante, cuore della “zona del silenzio”. È qui che, tutti i giorni dal 25 maggio al 2 luglio, va in scena Giovani artisti per Dante, l’omaggio al poeta parte del cammino del Festival verso il settimo centenario della morte. La vita e l’opera del padre della lingua italiana sono ispirazione e stimolo per un inedito ritratto firmato dalla nuova generazione d’artisti, che ha raccolto la sfida di raccontare Dante attraverso tutti i linguaggi artistici. A intessere questa narrativa sono chiamati personaggi della Commedia come Pia De’ Tolomei o le donne che Dante incontra nel girone dei lussuriosi, accanto a visioni del rigoglioso Paradiso terrestre e di personalissimi inferni quotidiani. Se l’omonimo bando è stato aperto a giovani di qualsiasi nazionalità (si contano i contributi della milanese Compagnia Carnevale e del coreografo ravennate Nicola Galli, ma uno dei progetti selezionati arriva dal Conservatorio Reale dell’Aja), il Festival ha rivolto il proprio invito alla creatività al mondo della scuola e alle realtà artistiche del territorio, collaborando anche con il Liceo Artistico “Nervi-Severini” e con Cantieri Danza.

Ancora il lascito del Poeta al centro dell’esposizione “L’inferno degli italiani. L’immaginario dantesco nelle edizioni moderne della Classense”, che sarà inaugurata il 25 maggio alle 18.30. Con questa mostra, allestita nella Manica Lunga, la biblioteca Classense risponde alla “chiamata” di “Inferno”, il progetto sulla prima cantica firmato da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari e coprodotto da Ravenna Festival e Ravenna Teatro / Teatro delle Albe. E se il coinvolgimento della cittadinanza nel “Cantiere Dante” contribuirà alla riscoperta dell’intima natura teatrale della Commedia, il percorso proposto dalla biblioteca Classense ne esplora l’iconografia, con una selezione di edizioni illustrate moderne e contemporanee, comprese le opere di celebri artisti, dai "classici" Francesco Scaramuzza e Gustave Doré alle inaspettate interpretazioni delle graphic novel e alle illustrazioni di Gö Nagao e Paolo Barbieri.

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