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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Ravenna scende in piazza per il Ddl Zan, Di Maio (Arcigay): "Rivendichiamo il nostro spazio"

Il presidente ravennate di Arcigay: "Ravenna vuole mostrare alla politica che la società civile è stanca di rimanere in silenzio"

Ravenna scende in piazza per il Ddl Zan, dopo l'affossamento del disegno di legge in Senato che ha scatenato tante reazioni politiche anche nel Ravennate. L'appuntamento è per sabato 6 novembre alle 17 in piazza Kennedy dove Arcigay Ravenna ha chiamato a raccolta i sostenitori di un disegno di legge contro l'omotransfobia. "Il Ddl Zan fissava l'illegalità dei comportamenti discriminatori relativi all'orientamento sessuale ed identità di genere - afferma il presidente di Arcigay Ravenna Ciro DI Maio - Ravenna vuole mostrare alla politica che la società civile è stanca di rimanere in silenzio, che Ravenna resiste. Ravenna vuole mostrare che trova vergognoso esultare per l'affossamento di una legge che tutela le vite. Ci saremo con i nostri volti, nomi e corpi perchè non ci nascondiamo di fronte alla segretezza di un voto, ma rivendichiamo il nostro spazio".

"Recentissimo l'ultimo caso di omotransfobia di cui veniamo a conoscenza - continua Di Maio - nella vicina Ferrara dei ragazzi sono stati aggrediti il 31 ottobre con petardi, insulti ed invettive con dei richiami al fascismo. Il video dell'accaduto pubblicato sui social riporta commenti denigratori e che dimostrano quanto il comportamento visto in senato faccia sentire alcune persone autorizzate a compiere tali atti".

Aderisce alla manifestazione anche Giovanni Paglia, membro della segreteria nazionale di Sinistra Italiana. "Il Senato ha affossato il DDL Zan e così ha deciso di riaffermare un’idea di società arcaica, patriarcale, che cancella esistenze, che legittima l’odio per le minoranze e limita la libertà personale. C’è chi lo ha fatto fra risa e applausi, chi nascondendosi nel segreto dell’urna, ma il risultato non cambia. Oggi chi ritiene di avere il diritto di insultare, minacciare, aggredire e discriminare in nome della sua autodichiarata normalità si sente più forte. Al contrario ci sentiamo offesi e colpiti nei nostri diritti fondamentali tutti noi che crediamo nel diritto all’autodeterminazione personale e collettiva. Sappiamo di essere la maggioranza, siamo consapevoli che fuori dalle logiche di potere e relazione che animano la politica peggiore siamo destinati a prevalere. Eppure siamo costretti ancora una volta a scendere in piazza, perché le istituzioni del nostro paese ci negano diritti e riconoscimento. Lo faremo, con tutta la rabbia di chi si sente offeso e la serenità di chi ha il futuro dalla propria parte".

De Carli (PdF): “Un’altra manifestazione dell’Arcigay che non anima alcun interesse dei ravennati”

Critico sulla manifestazione è Mirko De Carli, consigliere nazionale del Popolo della Famiglia: “Il paragone è presto fatto e basta leggere i dati annuali sulle unioni civili celebrate a Ravenna: zero. Anche allora, nei mesi più caldi dell’approvazione del ddl Cirinà, paginate su paginate con cui si ribadiva l’urgenza democratica, manifestazioni su manifestazioni con cui si chiedeva a gran voce nuovi diritti per delle minoranze discriminate: balle su balle. Se era una vera esigenza ci sarebbe stata la fila di celebrazioni e invece la realtà è ben diversa e parla chiaro”.

“Il vero problema è l’inverno demografico, la peste bianca dei nostri tempi, e il crollo delle nuove famiglie che stentano a nascere: questo preoccupa e su questo si dovrebbe riflettere assieme. Le carnevalate su temi surreali, dato che (numeri alla mano) l’Italia non è un paese omofobo, mettiamole da parte. A proposito: Ciro Di Maio non si era detto disponibile per un confronto con me sul ddl Zan? Io ci sono e lui?” conclude De Carli. 

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