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"Ravennantica può anticipare il subentro": ma il futuro dei dipendenti è ancora incerto

Daniele Casadio di Cgil: "Chiederemo l'apertura di un tavolo per ragionare sulla clausola sociale e per chiedere di anticipare il subentro di RavennAntica e garantire l'assunzione dei nove dipendenti"

Lo aveva annunciato l'assessore alla cultura Elsa Signorino durante il consiglio comunale del 13 giugno scorso: "Siamo in presenza di un contenzioso tra Stato (e polo museale) e un'impresa privata, Nova Musa, quindi in presenza di un contratto che ricade sotto la competenza dei contraenti. L'amministrazione comunale, dunque, non ha titolo per entrare nel merito. Sarà il Tar a pronunciarsi sulla sussistenza o meno di gravi inadempienze". E alla fine il Tar si è pronunciato, ma senza risultati. "Nova Musa non è di nostra competenza, il caso potrà essere riproposto davanti al giudice ordinario", si legge nel pronunciamento del Tribunale amministrativo, che ha così dichiarato l'esistenza di un "difetto di giurisdizione". Subito dopo il "verdetto" del Tar, lunedì pomeriggio è arrivato anche quello dell'Avvocatura di Stato: RavennAntica può subentrare in anticipo nella gestione dei monumenti statali di Ravenna. Nova Musa ha ora sette giorni di tempo per decidere se fare vertenza attraverso il giudice ordinario.

Resta quindi ancora in sospeso il futuro dei nove dipendenti di biglietterie e bookshop gestite da Nova Musa, che nel ponte del 2 giugno sono rimasti chiusi sospendendo anche la possibilità di acquistare i biglietti tramite bancomat e carte di credito, dopo la rottura dei rapporti tra la società e il Polo museale. Il caso, nell'ultimo mese, ha fatto molto discutere, sia perchè ha fatto perdere credibilità alla città di fronte ai turisti, sia perchè i nove lavoratori si sono trovati di punto in bianco sull'orlo del licenziamento. RavennAntica, che sarebbe dovuta subentrare alla società solo in autunno, si è dimostrata disponibile ad anticipare il subentro, confermando la clausola sociale che prevede la riassunzione dei dipendenti di Nova Musa.

"Chiederemo l'apertura di un tavolo per ragionare sulla clausola sociale e per chiedere di anticipare il subentro di RavennAntica e garantire l'assunzione dei nove dipendenti - commenta Daniele Casadio di Cgil Filcams - La nostra priorità è che ci sia continuità lavorativa e che ci siano garanzie occupazionali. Nova Musa, infatti, applica un contratto non siglato nè da Cgil, nè da Cisl, nè da Uil. Le condizioni contrattuali vanno cambiate, e se questi nove dipendenti venissero assunti da RavennAntica verrebbe applicato il contratto turistico, come già succede per gli attuali dipendenti dell'associazione. Le biglietterie automatiche non sono la soluzione: per avere un servizio culturale di qualità è necessaria la presenza di personale competente che possa proporre servizi abbinati, mostre e quant'altro".

"Le vicende del mese scorso sono tragicomiche, nonostante il polo museale sostenga che non ci siano stati disagi - conclude Casadio - Credo che non si possa arrivare ad accorgersi di un buco di 480mila euro, equivalente a circa un anno e mezzo di biglietti, a soli tre mesi dalla scadenza del contratto".

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