"Non puoi entrare perchè sei straniero", caos in discoteca. Il gestore: "E' stato un malinteso"

La testimonianza arriva da un gruppo di cinque ragazzi di Ravenna: ma il titolare dà una versione diversa dei fatti

Caos in una discoteca del ravennate sabato sera. La testimonianza arriva da un gruppo di cinque ragazzi di Ravenna, che hanno deciso di trascorrere la serata al Baccara di Lugo. "Arrivati lì ci siamo messi in fila insieme agli altri ragazzi, avevamo già le prevendite - racconta Filip, 19enne ravennate di origini rumene - Il buttafuori controlla il documento ad Alessia, una mia amica italiana, e la fa entrare. Dietro di lei c'era Segio, un nostro amico ucraino: lui fa vedere il documento al buttafuori che, dopo aver capito che era straniero, gli ha detto "No, tu vai fuori". Lui ha chiesto spiegazioni e il buttafuori gli ha risposto "La festa è per gli italiani". Noi abbiamo iniziato a protestare e sono usciti anche i nostri amici italiani che erano già entrati. A quel punto abbiamo chiamato il nostro amico che ci aveva venduto le prevendite per cercare di chiarire, lui è uscito e poi è andato a parlare con i gestori. Dopo un po' è tornato dicendoci "Il buttafuori non vi fa entrare perchè siete stranieri e fate casino". Un secondo buttafuori a quel punto ci ha chiesto indietro le prevendite e dopo un po' è tornato restituendoci i soldi, dicendoci "Anche io sono albanese, però queste sono le regole. Ora andatevene". E il bello è che anche il primo buttafuori era straniero, mi è sembrato molto incoerente. Abbiamo fatto un viaggio inutile da Ravenna a Lugo per sentirci dire una cosa del genere. Abbiamo visto che anche a un altro gruppo di persone, credo fossero albanesi, è stato vietato l'ingresso. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere, ho chiesto scusa ai miei amici perchè gli ho rovinato la serata... E' una cosa veramente scandalosa".

"Ci sono rimasta malissimo - aggiunge Alessia, che era entrata nel locale poco prima che i suoi amici venissero bloccati fuori - Ho provato a parlare un po' col buttafuori ma lui diceva "Io non sono italiano ma non mi metto ad andare alle feste per italiani". E' assurdo sentirsi dire che gli stranieri non possono entrare, generalizzare così non ha senso, il 'casino' che uno fa non dipende dalla nazionalità. Credo che tutti i ragazzi che erano in fila abbiano sentito, ma nessuno si è interessato alla cosa. Io mi sono sentita male per i miei amici che sono stati trattati così e si sentivano anche in colpa. Mi sono vergognata di essere italiana, perchè io non mi riconosco in questo comportamento".

Uno dei gestori del locale, Mattia Malpassi, raggiunto al telefono dà una versione diversa dei fatti: "C'è un regolamento interno tra locale e personale addetto alla sicurezza, che noi assumiamo tramite agenzia: persone che arrivano all'ingresso che vengono riconosciute già visibilmente sotto effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti, o persone esagitate che non vengono ritenute idonee per salvaguardare la sicurezza del locale - spesso persone che già conosciamo per precedenti nel nostro o in uno degli altri locali in cui lavorano i buttafuori - non vengono fatte entrare per paura che possano avere una recidività in questi comportamenti; ma si può trattare di uno straniero come di un italiano, tanto che in diversi casi abbiamo tenuto fuori anche persone italiane. Può essere che al buttafuori, magari per semplificare la situazione, sia uscita male la frase, ma si è trattato di un malinteso. Il nostro obiettivo è quello di garantire la massima sicurezza ai nostri clienti, soprattutto dopo casi come quello della strage di Corinaldo". 

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