Referendum trivelle, il pensiero del Comitato Cittadino di Lido di Dante

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il referendum nazionale sulle trivelle del 17 Aprile, volto a fermare le estrazioni dalle piattaforme esistenti ubicate entro il limite delle acque territoriali Italiane (12 miglia - 22,2 Km) allo scadere delle rispettive concessioni, non è risolutivo per Lido di Dante in quanto la piattaforma Angela Angelina, installata a soli 2 km dalla costa, ha già una concessione prorogata sino al 2027.

Con i tassi di subsidenza attuali, oltre 20 mm all’anno di abbassamento (circa il quadruplo della media delle località costiere emiliano romagnole) e a fronte dei danni ambientali già subiti e che subirà il nostro territorio nei prossimi anni a causa degli effetti della subsidenza (erosione costiera, ingressione marina, ingressione del cuneo salino, squilibrio delle reti idrauliche e fognarie, aumento della vulnerabilità degli edifici), quello che realmente servirebbe alla nostra località, sarebbe il fermo di questa piattaforma in tempi brevissimi al fine di ridurre il più possibile l’impatto antropico su tale fenomeno, oltre all’immediata messa in campo di interventi strutturali ben più cospicui di quelli attualmente finanziati da ENI.

Quello di Lido di Dante è un caso che deve essere valutato singolarmente al di fuori di quello che sarà l’esito del referendum nazionale e sul quale non è possibile attendere oltre.

Comitato Cittadino di Lido di Dante

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