Cronaca

Famiglie e persone sole i 'nuovi poveri' del Covid: raddoppiati i pacchi viveri distribuiti dalla Caritas

Se fino a due anni fa tra chi chiedeva aiuto c’erano molti anziani, nel 2020 a pagare il prezzo più alto della crisi da Covid sono state le famiglie

Netta inversione di tendenza nei dati Caritas. Dopo anni di calo nel numero di richieste di aiuto e di pacchi viveri, il 2020 segna un aumento deciso di tutti gli indici di povertà sul territorio. Sono state 4682 persone che hanno chiesto aiuto all'ente: il 45% di loro sono italiani. In aumento sono i nuclei familiari che si sono rivolti in particolare al centro di ascolto di piazza Duomo, a cui nel 2020 si sono rivolte 3734 persone, di cui 1087 minori, il 30,7% in più del 2019. Ma anche nelle Caritas parrocchiali si registra un incremento di richieste del 4,9%, con punte del 43% (da 115 a 162 nuclei) in più a Portomaggiore e del 70% (da 20 a 34 nuclei) a Marina di Ravenna.

“Anche da noi come in tutta Italia la Chiesa sta soccorrendo le povertà recenti e antiche – commenta l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni - Per noi non è solo risposta umanitaria ai bisogni, ma fedeltà al Vangelo e a quelle opere di misericordia che nascono dalla coscienza della fratellanza universale: non solo i concittadini ma anche gli stranieri senza distinzione di colore o di etnia sono figli del nostro Padre dei cieli. Così quello che abbiamo ci è dato per tutti. La Caritas deve ringraziare anche il sistema dell’otto per mille che rappresenta la sua principale risorsa”.

“Dall'inizio della pandemia la Caritas ha affrontato l'emergenza con grande coraggio evangelico – aggiunge don Alain Gonzalez Valdes, delegato arcivescovile per la Caritas - Ci siamo chiesti fin da subito come continuare ad accompagnare la gente che diventava sempre più numerosa, le richieste che erano sempre più complesse. In mezzo a una crescente situazione di incertezza abbiamo scelto di rimanere una porta aperta sulla piazza della nostra città e, insieme all'aiuto e sostegno di molti, abbiamo sostenuto tante famiglie, senza fare distinzioni. Abbiamo ancora oggi tante difficoltà, ma siamo convinti che la speranza è un dono che va concretamente ridonato”.

“L’anno scorso, con l’inizio della crisi del Covid abbiamo rilevato un aumento di nuove povertà – spiega la responsabile del centro d’ascolto di piazza Duomo e vicedirettrice Caritas Daniela Biondi - Si tratta soprattutto di persone che hanno perso un impiego legato al turismo o che hanno dovuto chiudere la loro azienda a causa della crisi. E nel 2021 questo trend sembra confermato. Questi dati ci dicono che è urgente impegnarci anche sul fronte dell’accompagnamento al lavoro con tirocini formativi, perché il pacco viveri non sarà più sufficiente”. 

Il Report Caritas 2020

Il 45% delle persone assistite da tutte le Caritas sono italiani, molti dei quali ravennati. Si tratta soprattutto di famiglie e persone sole. E questo è forse il trend più evidente che si coglie nella prima stesura del Report Caritas 2020 appena pubblicato e condiviso con le Istituzioni della città: se fino a due anni fa tra chi chiedeva aiuto c’erano molti anziani, nel 2020 a pagare il prezzo più alto della crisi da Covid sono state le famiglie. Soprattutto quelle più numerose o le persone che vivono da sole.

Nel 2020 le famiglie che hanno chiesto aiuto alla Caritas di Ravenna-Cervia sono state 1332, di cui 603 italiane e 729 straniere, per un totale di 4682 persone assistite, l’1,3% della popolazione nei quattro Comuni del territorio diocesano. In forte aumento gli italiani che oggi rappresentano il 45% degli utenti Caritas, con punte del 69% a Cervia, del 61% a San Pietro in Vincoli, del 59% a Mezzano, a Marina di Ravenna e a San Giuseppe Operaio e del 56% al Torrione mentre le Caritas parrocchiali di San Simone e Giuda, San Biagio e Portomaggiore hanno percentuali invertite di italiani e stranieri (tra il 60 e il 70% di questi ultimi). Se sono in aumento le persone che bussano alla Caritas, il dato dei “passaggi” - cioè dei pacchi viveri distribuiti - è letteralmente “esploso” nel 2020, complice anche un cambio di modalità di distribuzione che si è reso necessario con la pandemia soprattutto nel centro d’ascolto di piazza Duomo: mentre prima si distribuiva un pacco per famiglia ogni settimana, ora uno per persona ogni 3/4 settimane. Circa 13mila i pacchi distribuiti tra tutti i centri d’ascolto e quasi 7mila in quello di piazza Duomo rispetto ai 2.867 registrati nel 2019. Il dato è quindi più che raddoppiato.

Le cause delle (nuove) povertà

Il problema principale dichiarato è quello della mancanza di lavoro: più del 62% degli utenti non ha reddito o non supera i 300 euro al mese. In netto aumento anche i senzatetto che chiedono aiuto: nel 2020 ne sono stati registrati 39 tra Ravenna, Portomaggiore e Cervia, quasi il doppio di quelli registrati nel 2019. Sono aumentate in particolare le nuove povertà: 225 le famiglie che si sono rivolte alla Caritas per la prima volta in piazza Duomo, e sono prevalentemente ravennati.

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