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'Resa dei conti' di bilancio per il Museo d'arte della città: "Dalla serie A ai dilettanti"

Il capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, torna a puntare l'attenzione sul Museo d'arte della città e sui relativi incassi dell'anno 2018

Il capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, torna a puntare l'attenzione sul Museo d'arte della città e sui relativi incassi dell'anno 2018. "Negli anni 2015 e 2016, gli ultimi della gestione Spadoni, il Mar ha ricavato dai suoi visitatori rispettivamente 300.180 e 239.916 euro, che hanno coperto il 44,96% e il 45,75% di tutte le spese pagate dal Comune, percentuale altissima nel campo delle attività culturali - spiega Ancisi - Sono stati gli anni delle “grandi mostre” denominate “Il Bel Paese. L’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi” (2015) e “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto” (prima metà del 2016, dopodiché Spadoni è stato “licenziato”".

"Negli anni 2017 e 2018, primi anni della gestione De Pascale/Signorino, gli incassi sono stati rispettivamente di 83.731 e 120.000 euro, che hanno coperto nel 2017 il 19,74% della spesa e nel 2018 una percentuale ancora da definire - prosegue il consigliere d'opposizione - Si sono avute in questi anni le “grandi mostre” intitolate a “Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini a oggi” (2017) e “? War in over. Arte e conflitti tra mito e contemporaneità”. Abbiamo anche la previsione ufficiale per il 2019, secondo cui le entrate tariffarie saranno di 95.000 euro, coprendo l’8,12% delle spese. Ciò significa che nella gestione Spadoni i visitatori paganti, più o meno il triplo della nuova era, “rimborsavano”, in nome della Cultura e dell’economia turistica di alta qualità, quasi la metà del soldi pagati dai cittadini, a fronte oggi del 10/20 per cento sì e no. Nella serie A professionistica, il Mar ce l’aveva dunque portato Spadoni. De Pascale/Signorino l’hanno riportato tra i dilettanti, quali sono in campo culturale. Giacché le chiacchiere son chiacchiere. La matematica no".

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