Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Restaurata la chiesetta di Ponte delle Assi grazie alla petizione dei cittadini

L’oratorio, antico di trecento anni, versava in stato di abbandono, ma molti cittadini residenti e non nella zona si sono interessati per sollecitarne restauro e riapertura

E’ stato inaugurato lunedì mattina, dopo la conclusione del restauro, l’Oratorio della Madonna di Pompei, meglio conosciuto come chiesetta di Ponte delle Assi. Alla manifestazione sono intervenuti sua eminenza Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo di Ravenna-Cervia, il sindaco Michele de Pascale, l’assessore Massimo Cameliani, l’architetto Paolo Focaccia che ha redatto il progetto di restauro, lo storico dell’arte Filippo Trerè e Loris Prati in rappresentanza del comitato per la salvaguardia dell'Oratorio. E’ giunto quindi a compimento il restauro richiesto con una petizione dai cittadini residenti nella zona e reso possibile grazie al crowfunding promosso dall’assessore Cameliani tra le imprese edili e del restauro del territorio e da aziende e studi professionali che hanno permesso l’acquisto dei materiali attraverso donazioni in denaro; mentre il progetto di restauro è stato redatto dall’architetto Paolo Focaccia, incaricato dalla Curia.

“Si tratta di una doppia soddisfazione – afferma il sindaco – perchè il raggiungimento dell’obiettivo ha messo in rilievo la grande attenzione dei cittadini e delle imprese ravennati nei confronti del patrimonio storico-artistico della città. In tanti hanno risposto all’appello del Comune contribuendo alla realizzazione di un’opera molto importante per la memoria storica e l’identità locale non esclusivamente dal punto di vista religioso. Voglio ringraziare in particolare l'assessore Cameliani per l'impegno profuso”. “L’intervento – spiega l’assessore – è il felice risultato della sensibilità dimostrata da tanti cittadini ravennati che hanno espresso la volontà del restauro e del lodevole e notevole esperimento di crowfunding vale a dire una rete di imprese che gratuitamente hanno prestato la loro esperienza professionale per il ripristino dell’edificio. A tutti loro porgo i miei più sentiti ringraziamenti per il impegno, anche perché hanno sempre lavorato in questo difficile tempo di pandemia”.

L’oratorio, antico di trecento anni, costruito nel 1766 per volontà del cardinale Francesco Gaetano Fantuzzi (1708-1778) e chiuso dal 1994, versava in stato di abbandono, ma molti cittadini, residenti e non nella zona, si sono interessati per sollecitarne restauro e riapertura. È giunta così in Comune una petizione del cittadino Loris Prati, primo firmatario, e sottoscritta da circa duemila persone, mentre in consiglio comunale la consigliera Maria Cristina Gottarelli del gruppo Pd ha presentato un’interrogazione con la quale chiedeva l’intervento del Comune insieme a quello della Curia, che ne è proprietaria. Appello subito raccolto dall’assessore Cameliani che ha contattato l’Arcidiocesi, disposta a finanziare il progetto già redatto dall’architetto Focaccia nel 2014, ma impossibilitata a investire risorse economiche nel restauro materiale. Il successo del crowfunding tra le imprese del territorio ha fatto il resto. Il valore dei lavori durati circa due anni è intorno ai 200 mila euro.

Nel corso dell’inaugurazione è stata presentata la pubblicazione “Madonna del Rosario di Pompei, l’oratorio ritrovato” a cura degli architetti Paolo Focaccia e Luca Galassi, contenente gli interventi dei protagonisti, la spiegazione del tipo e delle modalità di restauro, le origini e la storia dell’oratorio affrontate in modo puntuale e approfondito. Lunedì 19 luglio e lunedì 26 luglio sono in programma le visite guidate aperte ai cittadini, dalle 18.30 alle 20.30. Le visite sono a cura di volontari esperti d’arte e non occorre la prenotazione. Per chi raggiungerà la chiesina in macchina è disponibile l’adiacente parcheggio nel piazzale dell'area ex "Silla", con ingresso da viale Alberti, mentre l’accesso per i pedoni è quello al termine della via Bassa. Per garantire il rispetto delle norme anticovid sarà presente personale della Polizia locale.

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