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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Centro / Via di Roma, 39

La seconda vita del Teatro Rasi: lo spettacolo riparte con la nuova gradinata telescopica

Il teatro ravennate riapre le porte al pubblico dopo 7 mesi e con un restyling costato circa 750mila euro. Via la divisione fra platea e galleria e spazio alla nuova gradinata mobile

Una ripartenza? No, una nuova vita. Riapre le porte venerdì, con la prima nazionale dello spettacolo "Pianura" di Marco Belpoliti, il Teatro Rasi di Ravenna. E la città, tornando dopo lunghi mesi di chiusura nel teatro di via di Roma, si troverà di fronte a uno spazio completamente rinnovato. Un Rasi ripensato, dove se ne va la vecchia distinzione tra platea e galleria, figlia del suo passato di cine-teatro, e si propone in una visione nuova e polifunzionale. "Questa è una giornata importante. In soli 7 mesi siamo riusciti ad aprire e finire il cantiere in tempo", ha detto Alessandro Argnani, condirettore di Ravenna Teatro. I lavori di ristrutturazione erano infatti partiti a metà luglio con l'intenzione di riaprire il teatro nei primi mesi del 2022. E proprio nella giornata di giovedì gli operai coinvolti hanno concluso gli ultimi interventi in vista della riapertura del Rasi.

Nel continuare ad abitare l’ex chiesa di Santa Chiara, costruita nel 1250, e mantenendone l’anima, il Rasi non presenta più la conformazione di cineteatro degli anni Settanta, ma di una sala teatrale pronta a ospitare le nuove opere, a tutelare ancora maggiormente le creazioni, gli artisti e i lavoratori, restando luogo sempre in dialogo con la città e le sue energie. Il progetto – realizzato grazie alla collaborazione di tanti soggetti – ha previsto la sostituzione delle poltrone in favore di una gradinata telescopica mobile, che permetterà usi inediti e la possibilità di sconfinamento dello spazio scenico a tutta la platea. L’area sotto la galleria, poi, occupata finora dalla parte finale della platea, è diventata una sala autonoma, pronta a ospitare incontri, laboratori, spettacoli più intimi, prove, mostre. Nel riallestimento è stato inoltre posto fortemente l’accento sull’aspetto acustico, ulteriormente ottimizzato. Contestualmente, il Comune di Ravenna ha approfittato del cantiere – sempre in termini di ottimizzazione delle energie e con sguardo lungimirante – per operare alcuni lavori di consolidamento del tetto.

Nuova gradinata e palco più profondo: il Teatro Rasi riapre dopo i lavori di ristrutturazione

Un sogno a lungo atteso, quello del restyling dello spazio. Un sogno nato nel 1992 quando Ravenna Teatro ha preso la gestione del Rasi. "C'era un'acustica che non soddisfaceva del tutto - ammette Argnani - Avevamo una visione che esaltasse l'opera dell'attore sul palco. Oggi la nuova conformazione del teatro consente a tutti gli spettatori questa nuova visione". Ed è stata proprio l'esperienza dello spettacolo "Inferno", con il Rasi trasformato per l'occasione in girone infernale, che ha mostrato tutte le potenzialità del teatro. "Ora potremmo fare l'Inferno tutti i giorni", ha commentato Argnani riferendosi alla gradinata telescopica che si apre e si chiude diventando una parete. Cambia anche il palco, che ora è più profondo, 3 non c'è più il controsoffitto originale che, per potenziare la stabilità del solaio, è stato sostituito con delle capriate in ferro. Un lavoro di restyling reso possibile anche grazie al contributo di 200mila euro giunto dal bando della Regione Emilia Romagna, per un costo complessivo di circa 750mila euro.

"Oggi – commenta il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – inizia per il Rasi, ex chiesa costruita nel 1250, una fase completamente nuova, che lo propone come spazio teatrale del nuovo millennio. Ci troviamo davanti a un altro positivo esempio di come a Ravenna l’amore per la cultura e la collaborazione tra soggetti diversi che mettono risorse e competenze a disposizione della comunità diano sempre buoni frutti. I lavori appena conclusi, nei tempi previsti nonostante la pandemia, restituiscono al pubblico e alle tantissime realtà culturali che ogni anno calcano il palcoscenico del Rasi un luogo di cultura che è sempre stato preziosissimo per Ravenna e che ora si presenta riqualificato e rifunzionalizzato. Il Rasi non è stato il primo spazio al quale è stata dedicata attenzione né sarà l’ultimo, perché la prospettiva generale è e rimane quella di rendere sempre più moderni e funzionali tutti i luoghi di cultura del nostro territorio. Ora l’augurio, dopo le tante chiusure dovute alla pandemia, è quello di vedere questi spazi sempre pieni di pubblico. La proposta culturale sia di Ravenna Teatro che di tutti gli altri soggetti che fanno cultura e spettacolo a Ravenna è sicuramente all’altezza di questa sfida".

"Il nostro Rasi – aggiunge l’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Fabio Sbaraglia – è sempre stato, oltre che teatro, casa per tanti ravennati e non che negli anni hanno saputo trovare nei suoi spazi un luogo da frequentare, in cui ritrovarsi e riconoscersi. Questo intervento di rinnovamento dei suoi locali progettato dall'architetto Carlo Carbone proietta il Teatro Rasi, e con esso Ravenna, in una dimensione finalmente europea in cui sarà ridefinito il rapporto con la fruizione e le esigenze della scena contemporanea. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo salto di qualità e a Ravenna Teatro, che gestisce il Rasi in convenzione con il Comune di Ravenna non solo per la messa in scena delle proprie produzioni e degli spettacoli della Stagione dei Teatri, ma anche offrendo un preziosissimo supporto a tutte le altre realtà culturali che nel corso dell’anno usufruiscono di questo spazio in virtù di convenzioni e patrocini del Comune".

"A luglio insieme al sindaco abbiamo riaperto palazzo Malagola con un centro sulla vocalità, oggi siamo qua a riaprire al Teatro Rasi - aggiunge la condirettrice di Ravenna Teatro Marcella Nonni: - Un ringraziamento sento di doverlo fare anche alle Clarisse che abitavano questo monastero, ai cavalli, perché lo spazio è stato anche una cavallerizza, e naturalmente a Luigi Rasi. Tutti loro ci hanno dato l'energia per arrivare fino a qui".

“Un teatro rinnovato, di dimensione europea - ha commentato l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori, che venerdì sera partecipa all’inaugurazione -, che offre alla città e alle sue tante realtà culturali uno spazio aperto alle diverse esigenze della scena e della ricerca teatrale e multidisciplinare contemporanea. Con le sue circa 300 aperture l’anno, il Rasi è uno dei protagonisti della scena culturale cittadina. Dopo il periodo pandemico con le sue forzate chiusure, questa è una ulteriore occasione per ritrovarsi e guardare al futuro con ottimismo”.

Il cantiere

Il cantiere del Teatro Rasi si è sviluppato in due direzioni: da una parte l’intervento realizzato grazie al bando regionale, condotto direttamente da Ravenna Teatro e con la partecipazione della Regione e del Comune; dall’altra l’intervento del Comune di Ravenna di consolidamento del tetto. Complessivamente si è trattato di un investimento di 750mila euro: 550mila per i lavori gestiti direttamente da Ravenna Teatro (di cui 400 mila euro coperti dal contributo della regione e del Comune di Ravenna) e 200mila che il Comune di Ravenna ha stanziato per i lavori del tetto.

Il bilancio complessivo ha avuto un incremento circa del 25% rispetto al preventivo iniziale, a causa, in larga misura, dell’incredibile aumento dei costi delle materie prime, ma anche delle complessità tecniche di intervento su un edificio del 1300, impossibili da rilevare totalmente in fase di preventivo. Questo incremento extra è stato però compensato non solo dall’intervento pubblico, ma anche da quello di privati: Ravenna Teatro – cooperativa privata e indipendente – insieme a Confcooperative e Legacoop Romagna.

È interessante infine ricordare il percorso, fatto insieme al Comune di Ravenna e alla Croce Rossa, per il recupero delle poltrone del “vecchio” Teatro Rasi. Affinché le poltrone dismesse non rimanessero inutilizzate o venissero buttate, il Comune ha aperto una manifestazione di interesse per metterle a disposizione di associazioni di volontariato, alla quale ha aderito la sezione di Ravenna della Croce Rossa Italiana. La CRI ha ritirato le poltrone e le ha messe in vendita a 30 euro ciascuna. I proventi della raccolta saranno impiegati per l’acquisto di mezzi di soccorso.

Spazio e suono sono stati curati dall'esperto architetto Carlo Carbone, con la collaborazione dell'ingegner Franco Faggiotto. "Il teatro da 100 anni cerca di cambiare. Una ricerca continua di allestimento e di rapporto fra spazio, pubblico e scena - afferma Carbone - Con questa ristrutturazione abbiamo voluto recuperare quello che lo spazio storico del Rasi già suggeriva. La facciata della chiesa suggeriva uno spazio verticale e questa direzione abbiamo voluto dare anche all'interno". A questo si è aggiunta la sostituzione del vecchio solaio con una nuova struttura in grado di reggere il peso anche di importanti attrezzature. Una progettazione che si completa con un risultato acustico importante. "L'acustica del cinema era sorda - conclude Carbone - Nel nuovo spazio l'acustica è apprezzabile fino all'ultima fila del teatro".

La collaborazione fra pubblico e privato

La ristrutturazione del Rasi è stata possibile in primis grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, attraverso un bando del 2018 rivolto ad interventi nei teatri della regione, e alla compartecipazione dell’amministrazione comunale e al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione FSC. Regione e Comune hanno poi avviato il rapporto con la Cooperativa Ravenna Teatro, unico soggetto privato a partecipare al bando (vincendolo), che ha operato in feconda collaborazione con Legacoop Romagna e Confcooperative, insieme alla Cooperativa Muratori e Cementisti Faenza, che ha guidato i lavori. Un percorso, quello della ristrutturazione, in cui il Comune di Ravenna ha offerto la possibilità di un dialogo tra un’amministrazione pubblica e un soggetto privato per poter intervenire su un bene pubblico. 

Ravenna Teatro ha seguito la regolare procedura dei bandi pubblici, in guisa di stazione appaltante, dando vita a una relazione importante e seminale. Possiamo infatti definire tale intervento anticipatore e apripista di una direzione che oggi è la stessa Comunità Europea (e il Governo italiano) a indicare per poter intervenire nei bandi che verranno proposti tramite il PNRR, nel quale si suggerisce proprio il dialogo tra pubblico e privato per poter intervenire anche in spazi di proprietà pubblica. Valori della cooperazione e della collaborazione che vengono ribaditi dai rappresentanti del mondo cooperativo, il presidente di Legacoop Mario Mazzotti e il direttore generale di Confcooperative Romagna Andrea Pazzi, e dal presidente della Cmc Faenza, che ha svolto gran parte dei lavori, Andrea Vignoli.

Due giorni di spettacolo per la riapertura

La riapertura al pubblico è affidata a due giornate di incontri, proiezioni e spettacoli, nel segno di quel farsi luogo che fa del teatro un luogo privilegiato della relazione e dell’incontro con l’altro e che costruisce il suo spazio e il suo tempo nella condivisione a partire da quelle radici antiche, non sostituibili, del coro-polis. Si parte venerdì alle 21 con la prima nazionale di Pianura, spettacolo di e con Marco Belpoliti, con la regia di Marco Martinelli: un viaggio nella pianura padana dentro agli spazi del Rasi. Si prosegue poi sabato con vari appuntamenti nel corso della giornata, fra cui la proiezione di "Ulisse XXVI", cortometraggio di Marco Martinelli.

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