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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Alfonsine

Riapre 'al femminile' la storica trattoria: nel 1945 fu distrutta dall'esercito tedesco

Dopo una chiusura di qualche anno, nel 2021 la terza generazione Matulli riapre la trattoria con Angela e un gruppo di giovani professioniste della ristorazione

Riapertura storica per la città. Inaugura martedì la storica 'Trattoria al Gallo' in piazza Vincenzo Monti ad Alfonsine. La trattoria - un tempo anche albergo rilevato da Tina e Gigiò (Tina Chiari e Luigi Matulli) nel 1968 e poi gestito con le figlie - ora passa alla nipote 35enne Angela Matulli che, dopo un’esperienza lavorativa nell’ambito della cooperazione internazionale, ora ha deciso di dedicarsi e investire nell’attività di famiglia.

La storia della trattoria è antica e resistente. Già nel 1900, in questo stesso pezzo di terra, esiste l’Osteria Minguzzi. Negli anni '20 la famiglia Pagani costruisce il caffè con albergo e ristorante. Il Caffè Victoria (dal nome della madre dei fratelli Pagani) viene chiamato da tutti Cafè d’Caì, soprannome del marito. L’Albergo Al Gallo appartiene prima a Caterina Pagani, "la biastména" (la bestemmiatrice), poi a Maria Faccani (che eredita l’attività, ma anche il soprannome). Nel 1945 l’edificio è distrutto dall’esercito tedesco in ritirata – come l’intero quartiere vecchio – ma viene poi ricostruito nel dopoguerra. Nel 1968 la famiglia Matulli, con Gigiò, la moglie Tina e le figlie Iris e Gabriella, acquista tutta la struttura e le licenze. Dopo una chiusura di qualche anno, nel 2021 la terza generazione Matulli riapre la trattoria con Angela e un gruppo di giovani professioniste della ristorazione.

“Sono nata ad Alfonsine e qui tutti mi ricordano come la  ricciolina che fin da bambina si aggirava tra i tavoli del Gallo - spiega Angela - Ora ho 35 anni, sono laureata in Cooperazione, sviluppo e diritti umani, lavoro da più di dieci anni in una fondazione che si occupa di progetti di sviluppo in ambito educativo nei paesi del sud del mondo. Durante la pandemia ho avuto l’idea di riaprire il ristorante di famiglia. Ho condiviso questo sogno con alcune amiche che negli anni si erano formate professionalmente nel complesso mondo della ristorazione e poi con l'associazione Muda, che si occupa di progetti artistico-culturali-educativi. A quel punto il sogno è diventato presto una realtà. Ora inauguriamo con uno staff tutto al femminile e multiculturale”.

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