Cronaca

Caccia notturna al killer, entra in azione anche il drone Predator

Si tratta di un aereo a pilotaggio remoto, comandato a distanza da una base militare con "guidatore" e "lettore" di immagini

Nella caccia a Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il serbo di 41 anni ricercato per gli omicidi del barista Davide Fabbri (avvenuto la sera del primo aprile a Riccardina di Budrio durante un tentativo di rapina), della guardia ecologica volontaria Valerio Verri, (assassinato una settimana dopo a Portomaggiore durante un controllo antibracconaggio nel quale è stato gravemente ferito il compagno di pattuglia, la guardia provinciale Marco Ravaglia) e di Salvatore Chianese (il 42enne ucciso il 30 dicembre del 2015 in una cava tra Savio e Fosso Ghiaia) è stato "arruolato" anche un drone Predator.

Come riportato da "La Nuova Ferrara", si tratta di un aereo a pilotaggio remoto, comandato a distanza da una base militare con "guidatore" e "lettore" di immagini. I suoi spostamenti sono coordinati da una task force in grado di tradurre ogni fotogramma e interpretare ogni oggetto o essere vivente osservati coi visori termici. Questo tipo di drone è stato già utilizzato dall'esercito americano in Iraq e Afghanistan e in Italia anche per perlustrare il Mediterraneo per verificare lo spostamento delle barche di migranti.

Le ricerche continuano via terra anche nel ravennate, in particolar modo nell'area settentrionale della provincia, al confine col ferrarese. L'attività dei Carabinieri della Compagnia di Ravenna si è focalizzata negli ultimi giorni nei casolari nella zona di Voltana, Conselice, Lavezzola e Alfonsine, a pochi chilometri dalla "zona rossa" dove si sono concentrate le ricerche del killer.

Nei giorni scorsi il Ris ha inviato alla Procura di Bologna, dove le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Marco Forte, gli esiti delle analisi su altre impronte digitali che inchiodano il ricercato. Si tratta di tracce trovate sugli oggetti che lo straniero ha lasciato la sera dell'8 aprile sul Fiorino rubato e abbandonato a Molinella, dopo aver ucciso a Portomaggiore la guardia ecologica volontaria. Gli specialisti dell'Arma hanno isolato nuove impronte, che associano il latitante ai delitti di Budrio e di Portomaggiore.

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