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Rifiuti inerti non più nelle isole ecologiche: "Rischio abbandono lungo le strade"

Lo spartiacque è la modifica del decreto legislativo 116 del 2020, che dà le direttive su rifiuti e imballaggi cambiando le norme

Non consentire più ai cittadini di smaltire nelle isole ecologiche le piccole quantità di inerti, derivanti da lavori in casa, potrebbe causare disagi e il rischio che vengano abbandonati in strada come accadeva in passato. Lo affermano, in una interrogazione alla Giunta, i consiglieri Manuela Rontini (prima firmataria) e Luca Sabbatini, del gruppo assembleare Pd.

Lo spartiacque è la modifica del decreto legislativo 116 del 2020, che dà le direttive su rifiuti e imballaggi cambiando le norme: “Fra queste norme vi sono quelle inerenti alla classificazione dei rifiuti e, in particolare, alla categoria dei rifiuti speciali assimilati agli urbani che viene di fatto cancellata; il sopracitato Decreto interviene sulla definizione normativa dei ‘rifiuti urbani’ specificando che dal primo gennaio 2021 “non possono più essere considerati tali i rifiuti da costruzione e demolizione, per i quali vengono indicate le modalità di stoccaggio provvisorio presso la sede dell’impresa o in subordine, per le piccole quantità, presso il luogo di produzione”. Per non creare disservizi e studiare meglio le soluzioni, la Regione Emilia-Romagna ha esteso fino al 31 gennaio 2021 la possibilità di continuare ad assimilare i rifiuti da costruzione e demolizione a quelli urbani”.

Rontini e Sabbatini spiegano che con il nuovo Decreto “non si potranno più conferire piccole quantità di rifiuti provenienti da demolizione e/o di cementoamianto nelle isole ecologiche, dove fino ad ora venivano accettati in base ai Regolamenti comunali”. Una situazione che ha preoccupato molti sindaci e amministratori locali. I consiglieri riportano i dubbi dei “sindaci dell’Unione della Romagna Faentina che, con una nota inviata alla stampa lo scorso 16 gennaio, hanno sottolineato che “pur considerando il nuovo Decreto legislativo un importante strumento per contribuire alla gestione dell’economia circolare, non si può non intuire la potenziale pericolosità derivante dall’esclusione al conferimento, presso il centro di stoccaggio dell’isola ecologica, di tali tipologie di rifiuti”. Se le imprese sono già attrezzate, continuano i consiglieri, non altrettanto si può dire per i cittadini che devono smaltire “piccole quantità di inerti derivanti da tante micro-attività svolte anche in economia nelle case, quindi difficilmente inquadrabili nella normativa e altrimenti a rischio abbandono” nei fossi, lungo le strade o nei cassonetti.

L’atto ispettivo chiede alla Giunta “se condivida le preoccupazioni espresse qui sopra e se e come intenda attivarsi nelle opportune sedi per concordare con il governo le necessarie misure correttive al Decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 utili a scongiurare che si torni a una situazione nella quale i rifiuti inerti, provenienti da piccoli lavori edili svolti in economia all’interno delle abitazioni private, possano finire abbandonati o gettati impropriamente all’interno dei cassonetti stradali invece di essere opportunamente conferiti nelle isole ecologiche”.

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