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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Cronaca

"Rigassificatore, quale impatto? La cozza romagnola usata come misuratore degli effetti degli sversamenti"

"La famosa Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, dotata dell’apposito marchio “Cozza Romagnola”, tanto decantata farà da bioaccumulatore per il monitoraggio dei prodotti della clorazione sversati a mare dal rigassificatore?"

"Snam rassicura, il presidente Bonaccini benedice, ma qual è il reale impatto del previsto rigassificatore a Ravenna? E sulle zone di tutela marina e sulla pesca? ": è la richiesta che arriva da Italia Nostra di Ravenna. Per l'associazione per la tutela del paesaggio e dell'ambiente "una serie di considerevoli dubbi a cui non è stata data spiegazione è stata avanzata da associazioni e gruppi di cittadini, e riguardano la sicurezza e la modalità di collaudo dell’opera. Staremo a vedere come le rassicurazioni verranno esplicitate nei documenti integrativi, visto che la procedura è tuttora aperta". 

Ed ancora: "Non bastasse, non è stata data plausibile risposta nemmeno alle altre osservazioni presentate da Italia Nostra, ovvero agli impatti del progetto sulle zone di tutela biologica (ZTB) e sulle aree Rete Natura 2000 offshore del Parco del Delta del Po (in totale circa ben 50 mila ettari), che verranno impattate dagli sversamenti di ipoclorito e dalle attività connesse all’impianto e alla nave rigassificatrice. Semplicemente, si rimanda ad un monitoraggio successivo. Quindi, se il monitoraggio dovesse rilevare danni gravi all’ecosistema, la nave cesserà di operare e l’impianto da 300 milioni di euro dismesso? Qualcuno è disposto a crederci?", dice Italia Nostra.

"Intanto, ricordiamo solo che nello stesso “piano di monitoraggio” del progetto è scritto: “L’eventuale diffusione nell’ambiente marino di sottoprodotti della clorazione può essere indagata verificandone l’accumulo in organismi filtratori quali i mitili”, in particolare “biota (Mytilusgalloprovincialis): valutazione del bioaccumulo di sottoprodotti della clorazione su una specie di interesse commerciale per l’area”. La famosa Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, dotata dell’apposito marchio “Cozza Romagnola”, tanto decantata farà da bioaccumulatore per il monitoraggio dei prodotti della clorazione sversati a mare dal rigassificatore? A tutto questo al momento nessuna risposta; sentiremo cosa replicherà la Regione Emilia-Romagna all’interrogazione che verrà depositata dalla Consigliera Gibertoni.", si conclude.

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