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Sabato, 26 Novembre 2022
Cronaca

Firmato il decreto per il rigassificatore: "Garantirà l'8% dei consumi del Paese. Ma vogliamo le stesse condizioni di Piombino"

La nave dovrebbe arrivare a Ravenna verso metà 2024 per poi essere sottoposta a interventi di manutenzione per far sì che possa operare per i futuri 25 anni a partire da fine 2024

Giornata storica per la città di Ravenna, che lunedì ha visto il progetto del rigassificatore ricevere l'autorizzazione formale. L'impianto (che verrà predisposto anche per un eventuale futuro utilizzo di idrogeno), secondo le stime, produrrà un flusso annuo di almeno 5 miliardi di metri cubi di gas naturale, equivalente a circa un sesto della quantità oggi importata dalla Russia. L’iter si è completato lunedì con la firma, da parte del Commissario straordinario di Governo, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, del Decreto di approvazione del Provvedimento Autorizzatorio Unico.

Anche quest’atto, come le tappe precedenti, rispetta pienamente il cronoprogramma stabilito: rientra nei 120 giorni di tempo assegnati dal Governo per la conclusione del procedimento. Decreto che verrà ora inviato al Governo stesso. Concluso così l’iter autorizzativo, ora toccherà a Snam procedere all’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’opera - investimento previsto circa un miliardo di euro - nei tempi stabiliti. Opera che rispetterà pienamente le condizioni e le prescrizioni definite dalla Conferenza di servizi, a tutela dell’ambiente e della sicurezza, e indicate dagli enti competenti (tra cui Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - Ispra, Istituto superiore di sanità - Iss, Arpae, Vigili del Fuoco, Autorità Portuale, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po).

“Nonostante i tempi stretti indicati dal Governo, insieme al territorio e a tutti gli organismi coinvolti abbiamo svolto un lavoro meticoloso di analisi del progetto, individuando tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza, il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia dell’ecosistema, di mare e di terra, oltre alle mitigazioni necessarie. Arrivando a un via libera condiviso dalle parti sociali e dalla comunità locale, dall’intero distretto dell’energia ravennate, una eccellenza nazionale - ha detto il presidente Bonaccini nel corso di una conferenza stampa col sindaco di Ravenna Michele de Pascale, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla e l’amministratore delegato di Snam Stefano Venier - In questo modo ci renderemo indipendenti dal gas russo e abbasseremo le bollette. Procediamo, quindi, verso la realizzazione di un’opera al servizio di tutto il Paese, che intendiamo fare insieme al Parco eolico e del fotovoltaico più grande in Italia e fra i maggiori in Europa, sempre al largo di Ravenna, perché il futuro, chiusa la fase di transizione ecologica, è nelle energie rinnovabili".

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“Con la firma del decreto da parte del Commissario straordinario Stefano Bonaccini - ha sottolineato il sindaco de Pascale - si completa l’iter autorizzativo nel pieno rispetto dei tempi assegnati dal Governo, del progetto del rigassificatore galleggiante che ora è pronto per essere realizzato. A Bonaccini e a tutta la struttura commissariale vanno i miei ringraziamenti per lo straordinario lavoro fatto in questi mesi. Raggiungiamo così un traguardo fondamentale per l’autonomia energetica del Paese. In questo contesto Ravenna, capitale energetica italiana, ha fatto e farà la propria parte mettendo a disposizione il suo know-how e dando dimostrazione di grandissimo senso di responsabilità per sostenere famiglie e imprese in un momento di così grave crisi energetica. Ora ci aspettiamo altrettanta celerità sul progetto del Parco eolico offshore, su cui auspichiamo un altrettanto forte coinvolgimento della Regione”.

Il sindaco, che ha spiegato anche come il nome del rigassificatore - al momento 'BW Singapore' - verrà cambiato appena la nave verrà portata sotto la bandiera nazionale, lancia un appello al Governo: "Oltre alle compensazioni e mitigazioni già definite con Snam, chiediamo ovviamente parità di trattamento con il territorio di Piombino che ospiterà un rigassificatore come Ravenna, in particolare in merito al 'Memorandum' (un accordo tra Regione Toscana, presidenza del Consiglio e Ministeri che prevede una serie di benefici economici per i cittadini e le imprese del territorio interessato, ndr)". Della stessa idea anche Bonaccini: "Ovviamente ciò che verrà garantito a Piombino dovrà essere garantito anche a Ravenna, le condizioni devono essere identiche o simili, altrimenti come Regione ci mobiliteremo".

“Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato che da un lato registra la conclusione di un iter, quello autorizzativo, e dall’altro segna il punto di partenza operativo - ha commentato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam - Ringrazio la struttura commissariale, il Comune di Ravenna e tutti gli enti coinvolti per lo spirito di collaborazione ed il forte senso di responsabilità che hanno dimostrato nel far prevalere l’interesse nazionale e dotare il Paese di una infrastruttura fondamentale alla resilienza ed alla sicurezza energetica nazionale. L’Emilia-Romagna è una regione dalla solida vocazione energetica e rappresenta il baricentro del sistema gas paese, grazie alle interconnessioni di trasporto e al sistema di stoccaggio strategico che ospita sul proprio territorio. Ravenna poi, ha una doppia valenza strategica, non solo come location ideale per far fronte all’attuale emergenza, ma in un’ottica prospettica, gode di una posizione favorevole ad accogliere i futuri flussi LNG dal Mediterraneo orientale, area che ospita giacimenti con interessante potenziale di sviluppo. Un apprezzamento particolare, vorrei anche indirizzarlo alla società Pir azionista della società Petra, da cui abbiamo acquistato l’infrastruttura in mare dove ormeggerà la nave rigassificatrice e che, grazie alla velocità dell’accordo siglato con loro, ci consentirà di rendere operativa l’unità entro i prossimi 24 mesi”.

Il progetto

Il progetto presentato da Snam Fsru Italia S.r.l. (denominato “Emergenza Gas - Fsru Ravenna e collegamento alla rete nazionale gasdotti”) è finalizzato all’incremento della capacità di rigassificazione nazionale attraverso l’ormeggio permanente di una nave di tipologia Fsru (Floating Storage & Regasification Unit) in corrispondenza della piattaforma offshore (già esistente) della società Petra S.r.l.; piattaforma che si trova a circa 8,5 chilometri dalla costa, al largo di Ravenna. In questo modo, si potrà stoccare e rigassificare il gas naturale liquido (Gnl).

La nave sarà lunga poco meno di 300 metri e in grado di garantire il ricevimento di 5 miliardi di metri cubi di gas all'anno, l'8% dei consumi del Paese, dando comunque priorità all'Emilia-Romagna. L'approdo a terra sarà fatto, viene garantito, con tecnologie avanzatissime facendo passare un tubo nel sottosuolo e senza quindi dover scavare sulla spiaggia. La nave dovrebbe arrivare a Ravenna verso metà 2024 per poi essere sottoposta a interventi di manutenzione per far sì che possa operare per i futuri 25 anni a partire da fine 2024.

Il progetto, che con il Decreto firmato lunedì viene autorizzato formalmente, comprende la predisposizione e l’adeguamento delle infrastrutture e delle opere connesse e necessarie per la collocazione e il mantenimento sul posto dell’unità Fsru e per il trasferimento a terra del gas naturale, che verrà trasportato tramite la condotta di connessione fino alla Rete Nazionale Gasdotti, già esistente a nord della città di Ravenna. Il nuovo tratto di metanodotto sarà interamente ricompreso nel territorio del Comune, per una lunghezza di circa 32 chilometri.

Il progetto è stato valutato, nell’ambito della Conferenza di servizi, da parte degli enti e dei soggetti partecipanti a vario titolo, per gli aspetti di rispettiva competenza. Tutto questo al fine del rilascio di autorizzazioni, pareri e titoli abilitativi. Il progetto dovrà essere realizzato nel pieno rispetto delle prescrizioni e condizioni ambientali individuate in sede di Conferenza. Verrà effettuato un monitoraggio ambientale in modo da verificare, attraverso la rilevazione di determinati parametri biologici, chimici e fisici, eventuali impatti ambientali generati dall’opera nelle fasi di realizzazione e di esercizio, consentendo ai soggetti responsabili di individuare i “segnali” necessari per attivare preventivamente e tempestivamente eventuali azioni correttive.

Mitigazione ambientale

Per mitigare l’impatto ambientale delle opere previste dal progetto, dovranno essere realizzate da Snam varie misure di mitigazione e compensazione. È prevista la piantumazione di un’area boscata di circa 100 ettari attorno all’impianto a terra di regolazione e misurazione che, oltre ad assorbire CO2, avrà anche la funzione di schermatura paesaggistica. Il progetto di rinaturalizzazione dell’area e mitigazione dell’opera dovrà essere preventivamente concordato con l’Amministrazione comunale. Dovrà inoltre essere realizzato un percorso ciclabile di collegamento tra i due esistenti in via Canale Molinetto e in via Trieste (in parte ricadente all’interno dell’area di forestazione, in prossimità di via dell’Idrovora). Il sindaco de Pascale ha spiegato che verranno eseguiti vari interventi a ristoro di quelle località della costa che saranno più colpite dai cantieri.

A compensazione delle opere che verranno realizzate sul territorio comunale verrà adeguato il collegamento del percorso ciclabile fra via Canale Molinetto e via delle Americhe a Punta Marina, e sarà effettuato un intervento di riqualificazione urbana di viale dei Navigatori, sempre a Punta Marina. Snam dovrà inoltre contribuire all’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica comunale e alla riqualificazione energetica di edifici pubblici, anche mediante l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo o per la formazione di comunità energetiche (attuabili anche per stralci).

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