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Cronaca

Nuova vita a San Biagio nord: nuove abitazioni, piazze, locali e aree sport immersi nel verde

Gli interventi finanziati dal bando comporteranno la riqualificazione di tre edifici situati in via Dorese e uno in via Cicognani da demolire, ricostruire e destinare ad Erp, nonché dell’ampia area verde compresa tra i tre edifici posta al servizio dell’intero quartiere

Il concorso di progettazione legato al bando “Ravenna - Ambito S. Biagio Nord: rigenerazione sociale, ambientale, architettonica e funzionale” ha un vincitore. Si tratta di Operastudio di Magni e Paci architetti di Milano, in collaborazione con Coprat di Mantova e il geologo Cesare Bagolini di Castelnuovo del Garda. Gli interventi finanziati dal bando comporteranno la riqualificazione di tre edifici situati in via Dorese 73-75, già destinati ad Erp e denominati edifici 1 e 2, e uno in via Cicognani 15, oggi in disuso, da demolire, ricostruire e destinare ad Erp, denominato edificio 3 (per un totale di 105 alloggi così suddivisi: 40 nell’edificio 1, 42 nell’edificio 2 e 23 nell’edificio 3) nonché dell’ampia area verde compresa tra i tre edifici posta al servizio dell’intero quartiere. Il concorso di progettazione ha riguardato in particolare l’edificio di via Cicognani, l’area verde e gli spazi comuni dei due condomini di via Dorese.

“Il progetto vincitore – afferma il sindaco Michele de Pascale – risponde alla visione che aveva ispirato il bando: tenere insieme la progettazione urbana e l’inclusione sociale, unendo in maniera armonica due ambiti fondamentali per la qualità della vita delle persone. Si tratta di una riqualificazione importante negli aspetti architettonici e strutturali, nell’organizzazione degli spazi, nella realizzazione di nuovi ambienti comuni che concorrono a valorizzare la qualità della vita degli inquilini e degli assegnatari, il tutto in sinergia con la comunità circostante. Infatti, Il miglioramento del contesto privato e pubblico costituisce uno stimolo importante ai comportamenti virtuosi da parte degli abitanti che trovano una motivazione evidente ad attivarsi per la promozione del benessere e del senso di appartenenza alla comunità. Non ultimo, l’importanza della sostenibilità ambientale con soluzioni che aumentano il verde abbattendo del 50% la superficie asfaltata e adottando le più innovative soluzioni per la autosufficienza energetica del nuovo edificio”.

“Si tratta di un progetto per il quale il Comune si è aggiudicato un importante finanziamento regionale partecipando al bando PIERS (Programma integrato di edilizia residenziale sociale) con cui abbiamo ottenuto oltre 5 milioni di euro – afferma Federica Del Conte, assessora alla Riqualificazione urbana – Uno degli elementi significativi è proprio la rigenerazione urbana e sociale, perseguendo obiettivi di sostenibilità ecologico-ambientale. Si punta sulla riqualificazione degli spazi comuni per creare e riattivare socialità tra gli abitanti degli edifici e del quartiere. Si è, inoltre, deciso di procedere per la prima volta con un concorso di progettazione a 2 gradi con la collaborazione dell’Ordine provinciale degli Architetti”.

“Il concorso di progettazione – commenta Nicola Montini, consigliere dell’Ordine degli architetti – è un chiaro esempio di collaborazione tra Comune di Ravenna, Acer e Ordine degli architetti di Ravenna, dove lo scopo è la ricerca di pratiche di qualità di progettazione ritenute necessarie per ottenere la rigenerazione di aree della città altrimenti dimenticate. In soli 7 mesi dalla pubblicazione del bando i lavori della commissione sono stati completati andando oltre, fino alla consegna del progetto di fattibilità tecnico economica, primo livello di progettazione necessario, sviluppato dal progettista vincitore selezionato tra gli oltre 30 partecipanti. I 2 gradi di progettazione hanno permesso di selezionare e far sviluppare le diverse soluzioni pervenute affrontando così un panorama di proposte eterogenee a garanzia di un miglior esito del progetto finale”.

“Con il progetto “Ravenna – Ambito S. Biagio Nord: rigenerazione sociale, ambientale, architettonica e funzionale nell’ambito del Bando Regionale PIERS – aggiunge Lina Taddei, presidente di Acer - il Comune di Ravenna si è aggiudicato l’opportunità di intervenire su un comparto importante della città, con un progetto di riqualificazione urbana e sociale altamente qualificato ed innovativo. L’impegno e la collaborazione di Acer Ravenna alla costruzione del progetto si sono manifestati sin dalla fase della presentazione della manifestazione di interesse da parte del Comune, coinvolgendo tutta la struttura Aziendale dell’Ente che da dicembre ho il piacere di rappresentare. L’apporto di Acer alla realizzazione del progetto è  fondamentale e strategico  per le conoscenze che tutti i nostri servizi, dall’Area Tecnica all’Area Immobiliare e di Gestione dell’ERp, come anche i Servizi Legali – già hanno del patrimonio immobiliare di Erp: dalla riqualificazione edile ed impiantistica dei due edifici di Via Dorese 73 e 75  (progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, stazione appaltante e svolgimento della gara, Rup, direzione lavori) ai lavori di demolizione dell’edificio di Via Cicognani 15, al Piano di Trasferimento degli assegnatari i cui alloggi sono interessati da interventi importanti, alle azioni e percorsi partecipativi per favorire l’accompagnamento dei nuovi assegnatari, questi i principali impegni di Acer su tale progettualità. Poter contribuire a migliorare la qualità degli spazi pubblici e del costruito, dei “muri” ma anche e soprattutto della comunità abitante degli alloggi di Erp rappresenta un obiettivo fondamentale per noi in quanto coniuga riqualificazione e cura delle persone".

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Il progetto

La proposta progettuale ruota attorno al ridisegno del giardino Violetta Branzanti che rappresenta il motore per la creazione di un quartiere più verde, più abitabile e più bello, in cui le funzioni residenziali, esistenti e nuove, si integrano allo spazio pubblico. La prima operazione proposta riguarda la riqualificazione dei percorsi pedonali tramite nuove pavimentazioni permeabili e il loro prolungamento. L’obiettivo è quello di ottenere un disegno caratterizzato da linee rette ortogonali che suddividono il giardino in porzioni rettangolari di prato alberato. Al centro della griglia si trova il nuovo cardo, alle estremità del quale si trovano due nuove piazze che fungono da ingressi pubblici aprendo il parco alla cittadinanza: a sud, verso via Celso Cicognani, e a nord, verso via Dorese. Un nuovo percorso pedonale collegherà il cuore del parco direttamente con il vicino Istituto comprensivo San Biagio, facilitando così l’accesso alla scuola attraverso un percorso protetto.

Particolarmente significativa è la relazione tra lo spazio pubblico e le funzioni ludiche contenute ai piani terra degli edifici 1 e 2 di via Dorese: nella piazza a nord rivolta verso via Dorese le due palazzine presentano dei piani terra a pilotis che costituiscono portici completamente vuoti. Il progetto prevede la riqualificazione di questi luoghi attraverso l’inserimento di nuove funzioni socio-ricreative (spazi dedicati allo sport con attrezzistica fissa, tavoli da ping pong, sedute, spazi per il ballo, un deposito delle biciclette, un’area gioco dedicata ai bambini e sistemazioni del suolo che incorporano attività ricreative) direttamente connesse alla nuova piazza. Gli intradossi dei portici saranno decorati attraverso il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di Belle arti di Ravenna.

Al suo interno il giardino si popola di molte funzioni e attrezzature con l’obiettivo di attrarre tipologie diverse di utenti per arricchire il carattere sociale dell’intervento. A tal fine sono state previste attrezzature per lo sport individuale e collettivo (un campo da basket, un percorso vita, travi, parallele, pista skateboard e pattini), giochi per i più piccoli (altalena, scivolo, dondolo e simili) e per i ragazzi (ping pong). Inoltre, panchine e aree ombreggiate. Per quanto riguarda il verde è stata messa a punto sin dalla prima fase un'attenta riprogettazione che anche a fronte di nuove aree per uso sportivo porteranno al sostanziale mantenimento del numero delle alberature esistenti.

Particolare attenzione è stata posta all’insediamento del nuovo edificio residenziale, denominato 3. L’impostazione planimetrica è a pianta centrale con sette appartamenti per livello, una copertura piana praticabile e un piano terra ad uso misto che ospita due residenze e un locale socio-ricreativo. Il nuovo edificio a pianta quadrata sostituisce quello esistente che presenta una tipologia in linea. La scelta di sostituire un edificio in linea con uno più compatto mira ad aumentare l’efficienza planimetrica, costruttiva, edilizia e spaziale del nuovo edificio. La forma dell’edificio è la prima, più importante, più semplice, razionale ed economica variante per controllare e condizionare il fabbisogno energetico. Ai fini energetici un edificio è tanto più performante quanto più compatto è il suo involucro termico, a prescindere da altri parametri (isolamento, orientamento, impianto ecc.).

Ogni piano ha un alternarsi di diverse tipologie di appartamento - tre bilocali, tre trilocali e un quadrilocale - per un totale di 23 alloggi. I due appartamenti al piano terra presentano un giardino privato e sempre a piano terra si trova un grande ambiente dedicato ad attività socio-ricreative aperto alla comunità, con ingresso indipendente rispetto a quello residenziale e orientato verso la nuova piazza pedonale e al principale accesso al parco. Salendo all’ultimo livello si accede ai servizi accessori e alla copertura piana che si presenta in parte pavimentata e in parte a giardino. Il nucleo centrale è connesso alla strada attraverso un ingresso pedonale rivolto verso via Cicognani, in corrispondenza dell’entrata al giardino pubblico, dove si apre la nuova piazza. L’accesso carrabile, invece, è situato nell’angolo di via Dorese dove, attraverso una rampa, si raggiunge il piano interrato occupato da ventitré box auto, dalle cantine e dalla centrale termica con annessi locali di servizio. Questa organizzazione spaziale favorisce l’accessibilità all’immobile connettendo l’ingresso alle parti pedonali al marciapiede pubblico e all’area carrabile al piano interrato favorendo così l’accesso a persone con difficoltà motoria.

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