Cronaca

Serrande abbassate sullo storico locale: "Affitti troppo alti, siamo una località in declino"

Se da una parte si punta alla riapertura di locali storici, dall'altra ci sono titolari che faticano a sostenere i costi di gestione di attività che durante i mesi invernali non riescono ad avere entrate a sufficienza

"Tempo di ferie per tutti, ci rivediamo il 1 marzo", scrivevano il 15 gennaio sulla loro pagina Facebook i gestori dello storico ristorante Sporting di Milano Marittima. Ma il 1 marzo è passato, e le serrande del locale sono ancora abbassate: e pare che non si rialzeranno ancora per un po', per via di alcuni problemi economici e affitti non pagati, come riportano i quotidiani locali in edicola mercoledì. Il ristorante che si affaccia sulla centralissima rotonda Primo maggio rischia così di essere costretto a 'saltare' la stagione, cosa che naturalmente comporterebbe problemi ancora più grossi.

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Se da una parte, nel cervese, si punta alla riapertura di locali storici, come quella recentemente annunciata che vedrà il Woodpecker diventare un parco delle arti e della musica, dall'altra ci sono titolari di attività che - soprattutto a Milano Marittima - faticano a sostenere i costi d'affitto e di gestione di locali che restano aperti tutto l'anno, ma che durante i mesi invernali non riescono ad avere entrate a sufficienza: anche per un locale come lo Sporting, che ha una capacità di 130 coperti nei mesi freddi e 250 coperti nei mesi estivi. "I ristoranti che hanno chiuso in centro a Milano Marittima a oggi sono quattro - spiega Giovanni su Facebook commentando la chiusura dello Sporting, che si aggiunge a quella di altri ristoranti secolari come La Cantinaza e il Pepita - Altri locali chiuderanno a fine stagione. Motivi? Crisi e affitti, siamo una località in declino". "Purtroppo non si possono mantenere attività lavorando solo 100 giorni pagando affitti troppo alti tutto l'anno", aggiunge Catia. "Oggi investire a Milano Marittima è un rischio elevatissimo, solidarietà a chi ci prova", commenta Simone. Altre critiche riguardanti la località balneare erano arrivate nei mesi scorsi da parte del presidente di Federalberghi Maurizio Zoli, che ha contestato il progetto di riqualificazione della fascia retrostante gli stabilimenti balneari di Milano Marittima spiegando come 'gli hotel si ritroveranno senza parcheggi'.

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