Ritorno a scuola, il sindacato: "Garantire il diritto allo studio ma anche quello alla salute"

La Uil: "La scuola e l’educazione, a partire dai nidi e le materne, sono per noi un diritto inalienabile e universalistico, come lo è il diritto alla salute"

Fra qualche giorno, lunedì 14 settembre, anche le scuole della nostra provincia riaprono. "Al di là dei numeri e della ormai cronica carenza di personale docente ed Ata che rischia, oggi più che mai, di creare disagi e disfunzioni all’interno delle scuole e che preoccupa vivamente la Uil Scuola, intendiamo avere certezze sulle condizioni di sicurezza con le quali si riprenderanno le attività educative e scolastiche - spiegano dal sindacato - Se infatti è certo che il rischio zero non esiste (da Ministri della Repubblica ci si attendono affermzioni meno scontate, quanto azioni concrete), altrettanto vero ed evidente è che la scuola, a partire da quella dell’infanzia, difficilmente si adatta al distanziamento sociale che, al momento, sembra rappresentare la forma di prevenzione più utile alla lotta alla Covid-19. La scuola è chiusa dagli inizi di marzo: da allora sono trascorsi mesi nei quali, al di la delle parole, si sarebbero dovute individuare soluzioni omogenee per l’intero territorio nazionale, perché un diritto sancito dalla Costituzione non ha confini comunali o regionali e deve essere garantito a tutti a prescindere dalla residenza e dal ceto sociale. Eppure oggi si pensa di demandare a sindaci o dirgenti scolastici la valutazione della riapertura. Ci saremmo aspettati e continuiamo ad aspettarci un approccio diverso e maggiormente concreto, come quello che la Uil e le proprie categorie, dalla Uil Scuola alla Uil Fpl, hanno garantito alle innumerevoli riunioni che si sono organizzate a livello nazionale, regionale e locale per anticipare problematiche conosciute e individuare risposte che il personale educativo e scolastico, i nostri figli e le famiglie aspettano da mesi".

"Diversamente uno dei settori che ha contribuito a ridurre le differenze di classe rischia di diventare il primo veicolo di discriminazione sociale dove chi può trova soluzioni e chi non può è costretto ad arrendersi - attaccano i sindacalisti - La carenza del personale già cronica diventa ulteriormente evidente, tenedo conto della necessità di garantire una suddivisione delle classi e delle sezioni rispettose del distanziamento sociale; non era questa una situazione prevedibile? Non era forse prevedibile il potenziamento degli organici del personale, diretto o indiretto oggettivamente necessario per una pulizia e igienizzazione quodidiana dei locali e delle aule? Certo che sì, queste situazioni ben prevedibili sono state oggetto di continue sollecitazioni da parte della Uil, ma ad oggi le maggiori immissioni in ruolo e i potenziamenti per tutte le attività collaterali sembra non abbiano trovato una adeguata risposta, come non trovano adeguate risposte le tutele, in tutti i settori lavorativi, nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori fragili che per patologie e condizioni di salute sono più esposti a conseguenze in caso di contagio. La scuola e l’educazione, a partire dai nidi e le materne, sono per noi un diritto inalienabile e universalistico, come lo è il diritto alla salute. Come Uil continueremo quindi la nostra azione affinchè si possa ripristinare nelle migliori condizioni di sicurezza un diritto che ormai da marzo è stato sottratto ai nostri figli e alle famiglie, già pesantemente colpite dalle conseguenze dei mesi di chiusura delle attività produttive".

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