Cadavere ripescato nel laghetto: forse un fuggitivo del pazzo inseguimento

E' mistero fitto sul ritrovamento del cadavere di un uomo ripescato Iverso le 16.30 di venerdì da un laghetto di cava nella zona di Mirabilandia. L'area è cosparsa di piccoli laghetti artificiali

Il recupero del cadavere

E' mistero fitto sul ritrovamento del cadavere di un uomo ripescato Iverso le 16.30 di venerdì da un laghetto di cava nella zona di Mirabilandia. L'area è cosparsa di piccoli laghetti artificiali di bonifica e per le attività economiche. La pista più accreditata dalle forze dell'ordine è che sia il corpo di un 32enne albanese senza fissa dimora scomparso da qualche giorno.

Che l'immigrato fosse scomparso erano stati i famigliari a sostenerlo, allertando le forze dell'ordine. In particolare, ci potrebbe essere un nesso con il drammatico inseguimento che è avvenuto lunedì scorso lungo l'E45. Forse era uno dei fuggitivi che è rimasto vittima di un malore o di un incidente nella fuga precipitosa. L'inseguimento si è verificato lunedì scorso, conclusosi nella frazione di Mirabilandia, alle porte di Ravenna, dopo un inseguimento mozzafiato sulla E45 scattato in seguito a un furto in abitazione messo a segno a Diegaro (Cesena) e che aveva coinvolto anche gli agenti del Commissariato di Cesena e l'elicottero del 13° nucleo dell'Arma.

L'Audi A8 sulla quale viaggiavano i malviventi, risultata rubata il 24 settembre scorso a Varese, dopo una ventina di chilometri divorati ai 250 orari, si era schiantata contro una recinzione. I malviventi a quel punto erano fuggiti in direzioni differenti. Forse il 32enne, scappato assieme agli altri, nelle tenebre è incappato nel laghetto, e forse ha pensato di utilizzarlo per mimetizzarsi.

Il cadavere è riaffiorato a circa un chilometro dal punto d'impatto della vettura: per recuperarlo, oltre ai carabinieri di Cervia-Milano Marittima, sono intervenuti i vigili del Fuoco e i sommozzatori. Secondo una prima ispezione, non presenta ferite da sparo o da impatto stradale: il decesso potrebbe essere arrivato per un malore o per annegamento anche se in quel punto il giovane avrebbe dovuto nuotare per pochissimi metri per raggiungere la sponda opposta. Va però considerato che si è buttato vestito, con i guanti e alcuni attrezzi e in piena notte. Il caso è in mano al pm di turno, Monica Gargiulo.

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