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Ritrovata una lettera di Gioacchino Rossini: era finita all'asta

La ricerca è partita dalla segnalazione dei responsabili del polo museale che hanno scoperto il prezioso documento, datato 28 aprile 1839 e indirizzato al Senatore della città di Bologna, su un sito di aste

Una lettera firmata dal compositore Gioacchino Rossini, rubata dopo il 1942 dal Conservatorio di Bologna, è stata ritrovata e riconsegnata dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale all'Istituzione Bologna Musei e al sindaco Virginio Merola. La ricerca è partita dalla segnalazione dei responsabili del polo museale che hanno scoperto il prezioso documento, datato 28 aprile 1839 e indirizzato al Senatore della città di Bologna, su un sito di aste in Lombardia. Rossini ha un forte legame con la città di Lugo, di cui era originario il padre e dove il compositore ha vissuto per qualche anno apprendendo i primi rudimenti di teoria musicale nella scuola dei fratelli Malerbi.

Nella descrizione la lettera, in cui Rossini comunicava di accettare la nomina di consulente onorario perpetuo del Liceo Musicale, aveva una base d'asta tra i 4-5mila euro e il valore dello scritto poteva oscillare tra 10 e 20mila euro. Su disposizione della Procura di Milano sono state avviate le indagini, che proseguono anche per ricettazione: il documento non era nella banca dati dei Carabinieri del Nucleo Tpc, ma ne è stata trovata una trascrizione integrale del 1902.

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