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'Rivoluzione urbanistica' a Cervia: consumo di suolo a saldo zero e dimezzati i tempi per le pratiche

A un anno dall'approvazione del Pug si può iniziare a confrontare i dati e tirare le somme di quella che, secondo l'amministrazione, può essere considerata "una vera rivoluzione per il futuro della città"

A fine 2018 la Giunta Coffari, rispondendo alla nuova normativa urbanistica regionale, ha adottato, per prima in Emilia-Romagna, il piano urbanistico generale (PUG). A un anno dalla sua approvazione possiamo iniziare a confrontare i dati e tirare le somme di quella che, secondo l'amministrazione, può essere considerata una vera rivoluzione per il futuro della città.

"Diversi sono i punti di forza del nuovo approccio alla programmazione del territorio: forte contrazione del consumo di suolo, rigenerazione urbana, innalzamento della qualità della città costruita, progettazione e gestione degli strumenti e infine, ma non ultimi, partecipazione e adattamento ai cambiamenti climatici, socio economici e culturali - spiega l'assessore all'urbanistica Enrico Mazzolani - Una nuova fotografia della città, accompagnata dalle modalità operative di condivisione, volute da Massimo Medri e dalla sua Giunta, stanno portando a una molteplicità d'interventi di recupero del costruito per dare continuità alle strategie di sviluppo iniziate dal Sindaco Coffari. Con dinamiche e scelte coraggiose, in controtendenza rispetto ai precedenti strumenti urbanistici (PRG) dove il consumo di suolo era visto come un'occasione per fare cassa, a luglio 2019 il consiglio comunale ha approvato la nuova disciplina del contributo di costruzione. Grazie a questo strumento abbiamo evitato, per le zone di pregio, i raddoppi dei costi, mentre per le zone oggi meno appetibili questi sono calati drasticamente consentendo nuova progettualità. Da parte degli uffici, relativamente alle tematiche di progettazione e gestione degli strumenti c’è in essere un grande sforzo divulgativo. In occasione di questa nuova stagione della pianificazione territoriale, grazie alla collaborazione degli ordini e collegi professionali provinciali, è stato profuso tanto impegno nel formare e informare le libere professioni delle metodologie operative proprie del nuovo piano urbanistico".

"Fin dall'adozione e successivamente all'approvazione, è stato attivato un percorso di formazione che si spinge fino alla redazione di veri e propri tutorial alla progettazione - continua l'assessore - Occorrono nuove sensibilità e competenze che vanno costruite insieme, tutto questo per lasciare definitivamente alle spalle l’epoca “dell’occasione”, in cui l’iniziativa privata si proponeva al pubblico per la ricerca di una soluzione convergente, e abbracciare invece l’epoca “dell'opportunità” in cui, a partire dall’analisi delle necessità della città pubblica e dall’innalzamento qualitativo della stessa vengono definiti i “termini d’ingaggio” secondo “regole” note a priori. Il progetto di città pubblica diviene così cartina tornasole delle future trasformazioni urbanistiche, già a partire dal riuso del consolidato prima ancora di quelle a carattere espansivo. D’altro canto, in un panorama normativo molto articolato e continuamente rimaneggiato a livello centrale, l’Amministrazione locale ha in dovere di non appesantire ulteriormente la parte normativa. Ecco quindi che, a partire dalla conoscenza del territorio, il Comune ha proposto una norma d’ambito costituita da tre parametri: superficie permeabile, altezza d’ambito e distanze dai confini. Si assume inoltre il verde quale elemento strutturale del piano unitamente a una nuova stagione dove si realizzano residenze per le cosiddette fasce grigie che danno valore aggiunto alla progettualità. Tutto questo ha prodotto piacevoli sorprese, a conferma delle sensibilità dell'amministrazione a fronte delle titubanze verso il nuovo e dell'amore per il vecchio di alcuni.  Dall’analisi dei tempi di risposta ad istanza si parte, per il 2017 e il 2018, con un andamento in netta riduzione nella presentazione rispetto al passato, conseguente all’adozione del nuovo strumento urbanistico (15 giugno 2017) e di forte ripresa nel 2019, pari al +127%, a seguito dell’approvazione dello stesso (28 novembre 2018). Si evidenzia inoltre una riduzione dei tempi lordi di rilascio delle pratiche pari a circa il 50%, attribuibile alla semplificazione della normativa che permette una progettazione più immediata e una conseguente verifica più celere da parte dell'ufficio. Nel 2019 si assiste ad un buonissimo trend delle entrate da parte dell'edilizia che conferma che è possibile, crescere consumando meno suolo, rigenerare il patrimonio rendendolo sicuro sismicamente ed energeticamente sostenibile. Oggi possiamo dire che ad un anno dalla svolta verde di Cervia il messaggio è passato".

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