"La Shoah è stata inventata dagli ebrei per dominare il mondo": offese razziste allo scrittore ebreo

Vergognoso episodio al Cinema Sarti di Faenza, dove martedì sera era in programma una proiezione organizzata da un'associazione femminile in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne

Vergognoso episodio al Cinema Sarti di Faenza, dove martedì sera era in programma una proiezione organizzata da un'associazione femminile in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. A denunciarlo è Roberto Matatia, scrittore e giornalista faentino di origini ebraiche e autore di numerosi libri sull'ebraismo.

"Ero seduto con la mia famiglia nella quarta fila di un cinema affollatissimo - racconta Matatia - Dietro di noi alcuni signori vocianti. Colgo poche parole tra cui Hitler ed Ebrei. Sto più attento: "Mi sono rotto i coglioni di questa Shoah, una memoria pilotata dagli ebrei!". Io mi inalbero. Mi giro e gli dico di vergognarsi di quello che sta dicendo. "Ma lo sa che io sono ebreo e che la mia famiglia è stata massacrata ad Auschwitz?". Il tipo mi risponde: "Lo so che lei è ebreo. La Shoah è stata inventata dagli ebrei per dominare il mondo. Si informi meglio". A quel punto non ci ho visto più, e ho scaricato su di lui l'inverosimile. Mi chiedo cosa stia succedendo alla mia città, alla gente della mia città, all'Italia e agli italiani. Due settimane fa ricevetti minacce via Messenger, oggi queste offesa".

"La mia solidarietà a Roberto Matatia e alla sua famiglia - commenta in replica il sindaco Giovanni Malpezzi - Come sindaco di questa città mi vergogno per quanto accaduto. Ma sono certo che l'ignoranza non prevarrà. Faenza è altro".

"Leggere le parole di Roberto Matatia fa venire i brividi - aggiunge Ilaria Visani, capogruppo di Articolo 1 a Faenza - Sentire raccontare di nuovo che anche qui nella nostra città c’è chi offende, discrimina e mente in nome dell’ignoranza e della violenza verbale è un qualcosa che fa accapponare la pelle e salire la rabbia. Quella rabbia che Matatia ha condiviso sui social è anche la nostra. L’orrore delle discriminazioni e della Shoah sono ferite ancora sanguinanti per un Paese che vuole essere civile e per qualunque essere umano. Chi si sente libero di negare la storia e di perseguire folli teorie razziste mentendo persino alla scienza non può che trovare di fronte a lui una ferma condanna. Ma non basta. Dobbiamo trovare il coraggio di controbattere a queste violenze verbali. Dobbiamo continuare a lottare ogni giorno e in ogni ambito per coltivare la memoria e la conoscenza di questi orrori e la gravità delle loro conseguenze. Eppure ancora oggi su questi temi si fatica a trovare l’unanimità e il coraggio di esporsi pubblicamente. Proprio giovedì sera in Consiglio comunale verrà presentato e discusso un ordine del giorno di solidarietà alla Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah e vittima di numerosi e continui attacchi a sfondo antisemita e razzista. Noi di Articolo 1 esprimiamo quindi sincera e profonda solidarietà a Roberto Matatia e alla sua famiglia, ringraziandolo per il lavoro di ricerca e testimonianza che da anni fa su questi temi e su questi orrori, aiutando Faenza tutta a mantenere vivi gli anticorpi che solo la memoria e l’impegno diretto possono coltivare al fine di difendere e promulgare quei valori di uguaglianza, di libertà e di giustizia che sono valori fondanti del nostro ordinamento democratico".

"L'episodio accaduto al Teatro Sarti nella serata di martedì è sconcertante - rincarano la dose dall'associazione Faenza nel Cuore - Cinque uomini seduti dietro Matatia hanno commentato a voce alta e a più riprese che la Shoah è stata un'invenzione degli ebrei. Assurdità che la comunità faentina non può e non vuole accettare. Siamo vicini a Roberto e alla sua famiglia".

"Mentre il Consiglio comunale di Faenza si appresta ad approvare un ordine del giorno a sostegno di Liliana Segre, presentato anche dal nostro gruppo, apprendiamo con sdegno e sgomento delle offese e delle minacce subite dal nostro concittadino Matatia, vittima di un attacco razzista, antisemita e negazionista della peggior specie - aggiungono dal Movimento 5 stelle di Faenza - Vergognosi insulti alla memoria, alla storia, all'intelligenza, che non vanno solo condannati, ma contrastati e combattuti con tutte le forze. Esprimiamo massima solidarietà a Matatia e alla sua famiglia".

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"E’ significativo il fatto che simili affermazioni negazioniste nei confronti di un avvenimento storico come l’Olocausto siano state pronunciate poco prima dell’intervento dell’operatrice di Sos Donna, durante il quale è stata denunciata l’affermazione del Consigliere comunale di Casalecchio di Reno che in un post su Facebook in occasione del 25 novembre ha negato la portata del fenomeno della violenza maschile contro le donne in Italia richiamando la cosiddetta Sindrome di Alienazione Parentale (o PAS), disconosciuta dalla comunità scientifica internazionale - commentano da Sos Donna - L’Associazione, amareggiata dall’episodio, si dissocia da simili affermazioni avvenute durante una delle iniziative da noi organizzate e vuole esprimere tutta la propria solidarietà e il proprio sostegno alla famiglia Matatia. Gli eventi da noi organizzati sono aperti a tutte e tutti, sperando sempre nella grande partecipazione che abbiamo visto quella sera e ci auspichiamo che simili episodi non si ripetano. Ci teniamo a precisare inoltre che la nostra Associazione non aderisce a nessun partito e a nessuna ideologia politica precisa in quanto la nostra missione è un'altra, ma ci preme sottolineare che il nostro centro antiviolenza si fonda sui valori di antirazzismo, antisessismo e antifascismo in quanto l’aiuto ed i servizi offerti sono rivolti a tutte le donne che subiscono violenza, indipendentemente dalla loro provenienza, cultura, religione, appartenenza politica o status sociale".

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