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1500 posti al coperto per concerti ed eventi in un luogo del cuore: la rinascita della Rocca Brancaleone

Parco pubblico; patrimonio storico, architettonico e monumentale da valorizzare; palcoscenico per concerti e spettacoli; luogo di socialità e aggregazione. La Rocca Brancaleone rappresenta qualcosa di unico

Parco pubblico; patrimonio storico, architettonico e monumentale da valorizzare; palcoscenico per concerti e spettacoli; luogo di socialità e aggregazione. La Rocca Brancaleone rappresenta qualcosa di unico, perché è un solo luogo con molteplici vocazioni. Per valorizzarle ed esaltarle appieno è stato messo a punto, da un gruppo di lavoro del quale fanno parte il Comune di Ravenna, proprietario del bene, e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, coordinatrice del gruppo stesso, un articolato disegno, del quale è stato recentemente approvato lo studio di fattibilità (progetto preliminare). Non poteva mancare il coinvolgimento di Ravenna Festival, il principale tra gli interlocutori che hanno manifestato la volontà di allestire nella “nuova” Rocca eventi di carattere nazionale e internazionale e sono in grado di mettere a disposizione tutta la necessaria competenza e professionalità.

“Una sorta di contenitore intermedio tra il Pala De Andrè e il teatro Alighieri per gli eventi. Per l’amministrazione comunale – spiega il sindaco Michele de Pascale – la valorizzazione della Rocca è un’operazione assolutamente strategica. Si tratta di uno dei ‘luoghi del cuore’ di moltissimi ravennati, con enormi potenzialità: come polo di aggregazione per la cittadinanza, attrattore turistico e contenitore di spettacoli di caratura nazionale e internazionale. Molti ricordano i concerti, gli spettacoli di balletto classico e le opere liriche che venivano rappresentata alla Rocca e si può dire che nell’immaginario collettivo di tanti ravennati, fatte le dovute proporzioni, la Rocca sta a Ravenna come l’Arena sta a Verona. Per questo abbiamo voluto guardare lontano. Nel breve-medio periodo, dopo l’insediamento di questa amministrazione, abbiamo stanziato un milione di euro per un primo importante intervento di restauro delle mura e abbiamo affidato la gestione dell’area verde e del punto di ristoro, poi abbiamo voluto concepire un progetto che ha l’ambizione di tenere insieme e valorizzare reciprocamente le diverse caratteristiche e attitudini di questo straordinario patrimonio, che ci potrà consentire anche di chiedere l’inserimento della Rocca all’interno del progetto regionale “Castelli dell’Emilia-Romagna”, così da permettere l’inserimento in un nuovo circuito di fruizione turistica. Naturalmente ringrazio la Soprintendenza e Ravenna Festival, che stanno lavorando con grandissimo impegno assieme a noi, e Cristina Mazzavillani Muti, che non ha fatto mancare la sua voce e il suo impegno nel rappresentare al ministro Franceschini quanto questo progetto fosse assolutamente importante”.

“In ogni città c'è un monumento che segna la storia della città, e la Rocca Brancaleone merita la stessa attenzione di qualunque sito Unesco. Quando un paio di anni fa sottoscrissi insieme al Sindaco una richiesta al Ministro di finanziamento straordinario per il restauro della Rocca di Brancaleone – aggiunge il Soprintendente architetto Giorgio Cozzolino - sapevo di agire per un monumento che è nel cuore di tutti i ravennati, e non solo. Il progetto, sviluppato in un eccellente clima di collaborazione dai tecnici di Soprintendenza e Comune di Ravenna, mi pare che abbia saputo cogliere in maniera originale proprio la valenza così particolare di questo luogo. L'applicazione di rigorosi criteri di restauro monumentale, fondata su un'approfondita ricerca storica, fornisce lo spunto per una riproposizione "eterea" dei volumi originari dell'Arce contribuendo così ad una maggiore comprensione del monumento nella sua veste originale e consentendo di sviluppare nuove funzionalità al suo interno. Proprio per queste ragioni, sono certo che la realizzazione di questo progetto consentirà alla Rocca di Brancaleone di ritrovare una sua funzione anche simbolica per una città che ormai da anni ha saggiamente scelto di basare sulla crescita culturale il proprio sviluppo civile ed economico”.

Per il Sovrintendente del Ravenna Festival Antonio De Rosa, “Il recupero e la valorizzazione del Teatro della Rocca Brancaleone, straordinario luogo di spettacolo fortemente voluto da Mario Salvagiani e sede di memorabili opere, balletti e concerti, costituirà una formidabile innovazione a disposizione del Ravenna Festival, che proprio alla Rocca fu inaugurato il primo luglio 1990 con il concerto della Filarmonica della Scala e del Coro della Radio Svedese diretti da Riccardo Muti. Il nuovo velario di copertura e una platea di 1500 posti consentiranno di programmare nella nuova Rocca spettacoli di musica, teatro e danza impreziositi dalla suggestione del sito recuperato nella originaria imponenza architettonica".

"Ho sempre coltivato questo sogno della Rocca, ereditato dai miei nonni e genitori - aggiunge Cristina Mazzavillani Muti - Un vissuto nella città che improvvisamente si è interrotto. Già 30 anni fa sognavamo una Rocca coperta, sono dovuta andare via io dal Festival per avere questa soddisfazione!", ironizza. "Sono andata dal ministro Franceschini - continua - e gli ho detto che era uno scandalo che la Rocca fosse diventato alloggio di rospi, nutrie e pantegane. Si potrebbe anche pensare di rifare il fosso che circondava la rocca dove poter fare delle gare sportive".

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1500 posti per gli eventi e una copertura mobile

Il nuovo progetto, con l’attento restauro conservativo delle mura dell’arce (lo spazio che attualmente ospita l’arena cinematografica) e l’intervento di reintegrazione dell’immagine, che attraverso una struttura reticolare suggerirà visivamente la forma perduta del monumento recuperandone i rapporti architettonico-paesaggistici, consentirà l’accessibilità alle parti superiori (battagliera e sommità torrioni) che potranno essere visitate, amplificandone l’attrattività. La reversibile struttura metallica avrà geometrie stilizzate, derivanti dalla semplificazione degli antichi elementi conservandone la connotativa vibrazione chiaroscurale; sarà visivamente permeabile verso il cielo e il verde circostante e dal cromatismo tenue, in continuità con il sottostante paramento laterizio. Questa reticolare s’integrerà e costituirà supporto della struttura mobile di copertura a velario che, normalmente ripiegata e custodita in un carter dalla sezione ellittica sfuggente allo sguardo, con il dispiegarsi delle sue due parti coprirà lo spazio spettacolo sottostante, passato dagli attuali 300 posti a sedere a quasi 1.500, consentendo così lo svolgimento degli eventi anche in caso di pioggia, ma normalmente lasciando la visione a cielo aperto.

Un'esperienza immersiva per tutti: grande attenzione alle persone con disabilità

Grande attenzione è riservata alle persone con disabilità motorie, visive, uditive, in particolare attraverso l’installazione di un ascensore presso la porta del Capitano e rampe; e grazie a dispositivi particolarmente innovativi dal punto di vista tecnologico che consentiranno una coinvolgente esperienza di visita e fruizione degli spettacoli: ad esempio percorsi tattilo-plantari con sistema che trasmette nell’auricolare messaggi vocali; e un dispositivo audio-tattile a zaino collegato in regia che trasmetterà vibrazioni alla schiena dei non udenti, dando così le stesse sensazioni.

Gli interventi e il cronoprogramma

Gli interventi saranno suddivisi in quattro lotti: il primo riguarda il restauro conservativo delle mura dell’arce; il secondo, la riqualificazione del parco interno della cittadella e sistema verde circostante; il terzo, la realizzazione della struttura metallica reticolare a reintegrazione delle volumetrie demolite nella parte alta dell’arce alla fine del XVIII secolo, e della struttura mobile di copertura a velario sulla parte dedicata agli spettacoli; il quarto, la sistemazione dell’area sterrata esterna nord e della rampa di accesso ad essa (che non sarà più utilizzata come parcheggio, come succede oggi). Allo stato attuale l’obiettivo e la previsione sono quelli di realizzare i primi due lotti entro dicembre 2022, il resto entro dicembre 2023.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 8 milioni di euro, 5 ottenuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del piano “Grandi progetti beni culturali” e 3 messi a disposizione direttamente dal Comune di Ravenna. Il Comune ha inoltre già finanziato, con un milione di euro, il restauro conservativo dell’apparato murario della cittadella (porzioni ovest, sud ed est) nel tratto compreso fra l’ingresso alla cittadella e il torrione della ghiacciaia escluso (lavori già realizzati) e dal torrione della ghiacciaia all’inizio dell’arce (lavori aggiudicati alla fine del 2019; è previsto che partano entro la primavera).

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