Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Solarolo

Romagna Faentina, ecco il nuovo regolamento per la gestione degli interventi

Comuni della Romagna Faentina, nuovo regolamento per la gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali

In questi mesi, gli Assessori del Welfare dei Comuni della Romagna Faentina si sono incontrati, insieme all’Ufficio di Piano dei Servizi Sociali, per realizzare un nuovo regolamento per la gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, unico per tutta l’Unione. “Una modalità innovativa che cerca di raccogliere gli stimoli dalle singole comunità attraverso i loro rappresentanti per poi farne sintesi in modo da creare strumenti normativi e organizzativi che affrontino i bisogni dei nostri Cittadini in un’ottica di Unione. La storia del nostro territorio ha visto fin dal 2003 la messa in comune delle modalità operative con le quali erogare i servizi sociali attraverso la nascita dei Servizi Sociali Associati” ha detto il sindaco di Solarolo con Delega al Welfare per l’Unione della Romagna Faentina, Fabio Anconelli.

“Questa diversa modalità organizzativa non aveva però superato le sensibilità delle Amministrazioni locali, che, attraverso regolamenti diversi, affrontavano i bisogni dei propri cittadini in modo, in alcuni casi, sensibilmente difforme. Inoltre le diverse regole di gestione legate ai singoli territori, ponevano non poche difficoltà al lavoro degli operatori che dovevano sempre tener conto di regole e prassi diverse in base al luogo ove operavano. Questa disomogeneità di valutazione e trattamento, se parzialmente giustificata, allora, dalla autonomia giuridica delle singole amministrazioni ora, con il conferimento della funzione all’Unione, risulta non accettabile proprio per quello spirito di omogeneità di trattamento ce deve riguardare ogni cittadino dell’Unione”.

“Da qui la necessità di ridefinire, prima politicamente poi tecnicamente, il sistema delle regole che sovraintendono all’accesso e alla erogazione dei servizi sociali. Gli obbiettivi di avere sostenibilità, equità, trasparenza, efficacia ed efficienza, sono stati declinati, in questo regolamento, ponendo al centro sempre la persona, le sue necessità ma anche le sue potenzialità e le sue risorse in modo che attraverso un corretta relazione tra bisogni e risposte si fornisca il sostegno più adeguato e utile possibile senza pericolosi assistenzialismi. Inoltre è stato affermato il principio che i servizi erogati hanno comunque sempre un costo per la collettività che deve essere definito puntualmente e che il cittadino deve essere pronto a farsi carico di questo costo” ha detto ancora il primo cittadino di Solarolo.

“Ovviamente, gli operatori e gli assistenti sociali dovranno altresì valutare, con trasparenza e obbiettività, i diversi casi in modo da arrivare anche ad una esenzione totale come frutto di una analisi puntuale delle singole situazioni. Infine l’utilizzo di indicatori economici precisi e di piani di intervento personalizzati potranno garantire sia una complessiva equità alla compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale che le leve con le quali sostenere le persone per una loro uscita dallo stato di bisogno. La progressiva omogeneizzazione dei servizi pur nella valorizzazione e nel riconoscimento di quelle che sono le specificità territoriali da salvaguardare, verso una nuova interpretazione del territorio di riferimento è una sfida che sta vedendo, come protagonisti, gli amministratori dei nostri Comuni, garanti dei propri cittadini e che deve vedere anche il coinvolgimento di tutti gli attori sociali che vivono le nostre comunità”.

“Dopo la stesura di una prima bozza - dice Anconelli - si è pensato di incontrare sia le Organizzazioni sindacali che le Associazioni che operano nel campo della disabilità per avere con loro un confronto che consentisse di analizzare con attenzione il nuovo regolamento alla luce delle diverse sensibilità. Da questo dialogo veramente costruttivo abbiamo tratto spunti e riflessioni utili per una migliore definizione del testo e con le Organizzazioni sindacali abbiamo anche sottoscritto un protocollo d’intesa che definisce le prossime tappe del percorso. Un percorso che non può considerarsi concluso ma che deve essere periodicamente verificato ed aggiornato attraverso il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse”

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