Cronaca

Saldi, "vendite in aumento ma si acquista solo lo stretto necessario"

I risultati delle prime due settimane di saldi estivi evidenziano segnali positivi: per il 48% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

I risultati delle prime due settimane di saldi estivi, raccolti attraverso l’indagine congiunturale condotta da Confcommercio Emilia Romagna attraverso il Centro Studi Iscom Group, evidenziano segnali positivi. Il monitoraggio è stato realizzato su un significativo panel di imprese commerciali della regione, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (87%). L’indagine ha evidenziato che per il 48% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare rispetto all’anno scorso è aumentato del 12% il numero di imprenditori che ha rilevato un aumento (dal 36% nel 2016 si è appunto passati al 48%) ed è calato il numero di coloro che hanno segnalato una diminuzione (dal 23% al 17%).

“A due settimane dall’avvio delle vendite di fine stagione – dichiara Luca Massaccesi, direttore Confcommercio Ascom Lugo – gli operatori tracciano un quadro generale positivo, con un buon movimento nei negozi, nonostante il caldo non abbia certo favorito lo shopping nei centri storici; anche se bisognerà avere conferme nelle prossime settimane, questi primi dati inducono ottimismo. Per quanto riguarda in particolare la zona lughese registriamo un andamento leggermente migliore rispetto a quello dello scorso anno”. L’indagine conferma la razionalità del processo di acquisto in saldo, che risponde a scelte programmate e ponderate, limitando le spese allo stretto necessario (25%), con una valutazione del prezzo particolarmente attenta (35%) da parte di una clientela esigente, abituata a verificare il prezzo scontato (18% dei casi). Le temperature del periodo hanno favorito la vendita di capi tipicamente estivi: dalle t-shirt ai costumi e ai bermuda nell’abbigliamento, ai sandali nelle calzature. Il valore della spesa media pro-capite è leggermente aumentato per abbigliamento e calzature rispetto all’anno scorso; nel 2017 il valore della spesa media pro-capite nei punti vendita di beni per la persona è di 70 euro. Se si considera che il nucleo medio familiare in Emilia Romagna è composto da 2,21 componenti (fonte Istat al 31 dicembre2016), la spesa per famiglia è di circa 155 euro. Gli acquisti si sono polarizzati sulla fascia media di prezzo.

Nell’ambito delle scelte di comunicazione per i saldi estivi, sono risultati efficaci soprattutto gli strumenti tecnologici come le comunicazioni via sms e sui social media, preferiti di gran lunga al sito, e le mail alla clientela fidelizzata. “La rete commerciale dei punti vendita tradizionali – aggiunge Massaccesi – offre una grande opportunità di acquisto “reale” dove, a differenza di quello virtuale, il prodotto può essere visto, toccato, indossato e portato subito a casa con il vantaggio di un servizio accurato e attento alle esigenze della clientela”.

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