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Cronaca

Sanità, Fp Cgil critica l'Ausl sul tema dell'autogestione: "Tentativo di coprire le carenze di organico"

Il sindacato: "L'autogestione e la Pronta Disponibilità non sono le risposte giuste per affrontare le difficoltà che i nostri operatori stanno vivendo. Non si possono scaricare sui lavoratori le complessità di gestione organizzativa in capo all’azienda"

Il sindacato bacchetta la direzione di Ausl Romagna. Le Fp Cgil di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini esprimono infatti la "totale contrarietà al fatto che in caso di assenze di personale debbano essere gli operatori della singola Unità Operativa a dover provvedere alla sostituzione dei colleghi, sollevando l’organizzazione dell’Azienda dal suo compito. Soprattutto perché tale autogestione comporta: rientri, con qualche ora di anticipo di avviso e senza alcun indennizzo, da giorni di ferie già programmati; salti riposo o doppi turni". 

Affermazioni che vanno contro a quanto espresso dal direttore generale dell'Ausl Romagna, Tiziano Carradori. "La Direzione della AUSL sostiene ora di utilizzare la ‘pronta disponibilità’ per sopperire, almeno la notte e i giorni festivi, a questa autogestione, quando in realtà è solo un ennesimo tentativo di coprire le carenze di organico. L'autogestione e la Pronta Disponibilità - prosegue il sindacato - non sono le risposte giuste per affrontare le difficoltà che i nostri operatori stanno vivendo. Non si possono scaricare sui lavoratori e le lavoratrici le complessità di gestione organizzativa in capo all’azienda. Tutto questo non farebbe altro che andare ad aggiungersi alle gravose condizioni di lavoro, stress, e burnout a cui i professionisti della sanità sono sottoposti già da diversi anni". 

"Su una cosa conveniamo con la Direzione Generale, il Governo deve assicurare i finanziamenti necessari e devono essere autorizzate le assunzioni idonee a garantire i servizi adeguati ai cittadini. La Fp Cgil, insieme a tutti i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, sta ponendo con forza il tema della garanzia dei Servizi Sanitari Pubblici e Universalistici quale elemento prioritario, richiedendo le risorse necessarie che devono essere messe a disposizione nella Legge Finanziaria per l’anno 2024, e un piano straordinario di assunzioni volte a coprire la grave carenza di organici, come rivendicato anche nell’ultima mobilitazione nazionale della Cgil dello scorso 7 ottobre. Chiediamo, quindi, di sospendere la sperimentazione della Pronta Disponibilità programmata dall’Ausl Romagna - conclude la Fp Cgil - Ai cittadini, che già vivono sulla loro pelle le carenze dei servizi, chiediamo di prestare attenzione a ciò che sta accadendo e di unirsi agli operatori della sanità nella difesa del Servizio Sanitario Nazionale”.

Sulla questione interviene anche il responsabile della segreteria Nursing Up Romagna, Gianluca Gridelli: “Prendiamo atto della totale chiusura in termini di confronto e concertazione da parte della Direzione Generale che si limita a dare semplici informative laddove dovrebbe discutere e fare accordi sottoscritti fra le parti nei tavoli preposti. Questa è una violazione del Contratto collettivo della legge madre sulle tutele del diritti dei lavoratori la Legge 300 lo Statuto dei Lavoratori, una vera e propria condotta antisindacale che stiamo già valutando  con la nostra sede legale presso le sedi opportune. In questo caso la Ausl Romagna vorrebbe attivare delle reperibilità dipartimentali dove, a rotazione, gli operatori andrebbero a coprire assenze improvvise di personale anche su altri presidi. Quindi la  totale disorganizzazione gestionale che evidenzia nettamente una cronica carenza di personale (si lavora sempre a contingenti minimi come nel caso di sciopero) si riversa sui lavoratori che verranno ulteriormente spremuti come limoni e sacrificati per farli rendere belli agli occhi della politica  e dell'utenza,  una dirigenza che continua  a ripetere che "va tutto bene , che il sistema sanità romagnola regge".  Certo perchè è tutto sulle spalle di chi tutti i giorni è in corsia e su un mezzo di soccorso. Sono sempre di più gli operatori sanitari che si licenziano anche per via di un clima lavorativo pesante, un malessere collettivo che pervade tutto il personale soprattutto dopo aver lavorato per anni in guerra contro il covid e del quale la dirigenza non pare tener conto. Questo ulteriore capestro  è il ringraziamento, trattati e resi come schiavi, senza più il diritto di programmarsi una vita privata. Stiamo valutando col nostro direttivo varie ipotesi di lotta sindacale, non escludiamo l'attivazione dello stato di agitazione fino ad arrivare allo sciopero auspicando che si uniscano a noi tutte le altre sigle sindacali con le quali abbiamo già inviato una nota congiunta alla Direzione Generale. intanto vogliamo annunciare che lunedì saremo come sigla sindacale innanzi alla sede legale della Ausl Romagna a Ravenna con un flash mob per portare la voce del dissenso di tanti operatori del comparto. questa sarà la prima di tante altre iniziative”.

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