Sanità privata in sciopero: "Invece di chiamarli eroi, si sottoscriva il contratto"

"Sono ben 14 gli anni di attesa per le lavoratrici e i lavoratori del settore che aspettano il giusto riconoscimento per l’impegno profuso, anche durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19"

Dopo anni di lunga vertenza attraverso manifestazioni, presidi e iniziative di vario genere, è stato nuovamente proclamato per mercoledì 16 settembre lo sciopero nazionale della sanità privata, che coinvolgerà tutte le lavoratrici e i lavoratori che lavorano in aziende nelle quali vengono applicati i contratti nazionali di lavoro di Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) e Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata).

"Sono ben 14 gli anni di attesa per le lavoratrici e i lavoratori del settore che aspettano il giusto riconoscimento per l’impegno profuso, anche durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a rischio la loro stessa vita, a garanzia di quelli che sono, seppur in regime di accreditamento, servizi essenziali rivolti al cittadino - spiegano dalla Uil Fpl di Ravenna - Anni durante i quali il costo della vita è sensibilmente aumentato e durante i quali abbiamo vissuto le tragedie di una profonda crisi economica e finanziaria internazionale, come quella della 2008, che tuttavia non ha minimamente intaccato gli interessi dell’ospedalità privata; un settore che nei fatti non ha conosciuto crisi, ma che bensì ha riscontrato un incremento del volume di affari con il contestuale aumento dei profitti e nonché delle committenze in regime di accreditamento rilasciate dalle singole regioni del nostro Paese. Un settore, quello della sanità privata, fondamentale per il welfare e l’economia della nostra regione, ma soprattutto della Provincia di Ravenna che coinvolge oltre 500 occupati e che gestisce più di 200 posti letto pubblici, ai quali si aggiungono quelli accreditati in termini di alta specialità. Una vertenza che sembrava conclusasi positivamente con la sigla della pre-intesa avvenuta il 10 giugno scorso ma alla quale, dopo che le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso parere favore nelle assemblee di consultazione svoltisi in tutta Italia, non è seguita, da parte di Aiop e Aris, la ratifica della stessa venendo così palesemente meno agli impegni formalmente assunti con il sindacato e i loro stessi dipendenti".

"Non ci rimane dunque che scendere nuovamente in piazza e, insieme a Fp Cgil e Cisl Fp, lo faremo mercoledì 16 settembre, dalle ore 10 a Bologna, di fronte alla sede di Confindustria in Via S. Domenico 4. Per queste ragioni la Uil Fpl invita a partecipare anche tutti i cittadini che hanno toccato con mano il lavoro e l'impegno degli operatori della sanità. Invece che definire eroi chi fa il proprio dovere in favore dei cittadini, si sottoscriva il contratto nazionale di lavoro, un contratto scaduto ben 14 anni fa, una situazione indegna per una repubblica fondata sul lavoro. Ci auguriamo inoltre che gli organismi provinciali di Aiop e Aris sostengano una risoluzione positiva e immediata di questa lunga vertenza".

Secondo Mario Giovanni Cozza, segretario generale, Cisl Funzione Pubblica Romagna, "la mancata sottoscrizione del rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti della sanità privata associati ad Aiop e Aris rappresenta un vero e proprio insulto a chi lavora. E’ l’ennesima dimostrazione del poco rispetto nei confronti di chi ha contribuito in questi anni ad aumentare gli introiti e i bilanci delle società di gestione degli ospedali privati accreditati con il Servizio Sanitario Regionale”.

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"I lavoratori - avverte il Segretario della Cisl Fp Cozza - sono stanchi dei giochetti al rialzo dei datori di lavoro. Si tratta di un comportamento grave, scorretto e senza precedenti di Aiop e Aris. Dopo 14 anni senza rinnovo contrattuale, le due associazioni, che raggruppano i datori di lavoro della sanità privata, benché avessero firmato la pre-intesa per il rinnovo del contratto lo scorso 10 giugno, non si sono poi presentate al tavolo per la sottoscrizione definitiva, negando quindi ai lavoratori del settore le garanzie e le tutele che già spettano ai colleghi della sanità pubblica. Sono oltre 1500 gli addetti nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini ed è vergognoso che ai lavoratori di un settore così fondamentale per la salute dei cittadini e gestito da società con fatturati da capogiro, venga negato un contratto di lavoro da 14 anni. Non permetteremo che si avalli ancora un sistema  che valorizza le casse degli imprenditori della salute a discapito dei diritti dei lavoratori. Lotteremo, se necessario, anche per modificare il sistema degli accreditamenti delle strutture private che erogano i servizi sanitari".

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